Capitolo 13

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entrata nella sala si mise velocemente il camice e si legò i capelli in uno chignon alto e disordinato, non era da lei tenere i capelli legati a lavoro ma per quetsavolta si costrinse a fare un'eccezione. Mise un paio di guanti usa e getta ed iniziò a registrare oralmente ogni passo dell' autopsia sul suo fedele dittafono, fedele amico di ogni coroner. Iniziò analizzando il corpo esternamente registrando i dati visibili.

-Uomo di circa 35 anni, fisico atletico, ferite inferte da una lama sull'addome, peso di 85 chili per un'altezza di 170 centimetri, sul collo ecchimosi violastre dovute probabilmente ad una corda di circa 2 centimetri di spessore, il corpo è rimasto parecchio tempo in acqua e considerando la temperatura possiamo far risalire la morte a circa due settimane fa.

finito l' esame esterno stoppò momentaneamente la registrazione per procurarsi gli attrezzi necessari all'imminente incisione a Y. Preso il bisturi con subliminale precisione data dagli anni d'esperienza fece un taglio netto dalla parte superiore delle spalle all'estremità inferiore dello sterno per poi fare una terza incisione dallo sterno fino al pube, compiuta questa cruciale operazione con le sue solite forbici andò a recidere i nervi e le costole per poter esaminare gli organi interni e riprese a registrare la sua voce mentre li analizzava.

-Procedo ad estrarre gli organi e pesarli, parto dal cuore, ottimo stato, se non fosse stato ucciso e non avesse cambiato nel corso degli anni le sue abitudini avrebbe vissuto per almeno altri 60 anni.

Posato il cuore, passò ai polmoni, cruciali per determinare la causa della morte.

-Procedo con l' estrazione dei polmoni che da una prima analisi risultano più pesanti della media, questo indica un possibile annegamento o un qualche tipo di malattia, li porto sul ripiano per esaminarlimeglio e decretar-

-Sei impegnata?

l'interruzione la fece sbandare e per poco non fece cadere il polmone sinistro a terra, lo ripose con la massima attenzione e interruppe la registrazione prima di voltarsi.

-Michael! Mi hai fatto quasi invalidare una prova, che ci fai qui ?

La faccia dell'amico era evidentemente distorta da un senso crescente di nausea alla vista degli organi riposti in maniera sparsa per tutto il tavolo e ci mise qualche secondo di troppo a rispondere.

-Io.. volevo.. sapere se..ci sono novità

per evitare lo spargimento imminente di bile sul pavimento la ragazza si avviò velocemente verso la porta e la richiuse alle sue spalle permettendo di nuovo all'altro di poter articolare parole liberamente.

-Stavo finendo l'autopsia, lavorerei meglio se non venissi interrotta.

Il suo tono era palesemente infastidito e anche la sua postura faceva trasparire quanto fosse irritata da quella interruzioe, infondo quello era il suo regno e non amava il fatto che qualcun altro ci andasse.

-Scusami è che abbiamo un sospettato e ci farebbe comodo sapere almeno la causa della morte

Finita la frase e visto lo sguardo assassino dell' altra l'agente aggiunse subito:

-ma sono più che sicuro tu ci possa fornire tutte le informazioni il prima possibile quindi ti lascio lavorare.

Con un sorriso compiaciuto la dottoressa tornò nella sua stanza e ritrovata la concentrazione riprese a registrarsi mentre analizzava finalmente il polmone.

-Dall'incisione fatta si possono notare bordi umidi e all'interno numerose tracce d'acqua, andando ad esaminare le pareti esterne si può facilmente notare l'azione corrosiva dell'acqua attraverso le ecchimosi presenti.

Finito l'esame degli organi ed annotato il tutto non potè che restare meravigliata dalle numerose e possibili cause della morte che aveva tra le mani. Riprese velocemente le radiografie del corpo e le appese alla lavagnetta luminosa per rendere visibili i dati di cui aveva bisogno e vide che l'osso ioide era scheggiato ma non fratturato. Riprese poi gli organi per segnare quelli perforati dalla lama e finalmente riuscì ad intrecciare perfettamente i dati e a trovare la causa della morte. Raggruppato il tutto in una cartellina, si levò il camice e i guanti riponendoli in maniera piuttosto brusca sulla sedia più vicina ed entrò quasi correndo nel laboratorio della scientifica di fronte a lei.

-Mi servono analisi spettografiche dell'acqua trovata all'interno dei polmoni della vittima, inoltre mi servono i calchi delle ferite da taglio sull' addome e dovete restare qui finchè non trovate una corrispondenza del 99,97 %.

Dando un rapido sguardo ai numerosi volti che la fissavano le balzò all'occhio l'unico che le sorrideva ed avendolo riconosciuto cercò in tutti i modi di ricordare il nome.

-Chang, ti spiace occupartene tu? Chiedi aiuto a qualcuno di loro se ti serve, mi servono quei dati entro un'ora.

Senza aspettare la risposta corse verso l'ascensore per arrivare il prima possibile alla sala interrogtori. Nella quiete di quelle mura si soffermò velocemente a pensare al suo modo probabilmente sgarbato di rivolgersi alla ragazza chiamandola per cognome ma non ricordava i nomi di nessuno e sarebbe stato peggio additarli come "hey tu". Quando le porte s'aprirono, prima d'uscire si ripromise d'imparare tutti i nomi prima della fine dell'anno e finito l'appunto mentale riprese la sua corsa verso la sala interrogatori.

Aveva dovuto chiedere indicazioni diverse volte prima di trovare il corridoio giusto poichè lavorando ai piani inferiori saliva poco al piano in cui si trovavano gli uffici, e le poche volte in cui andava restava nell'open space. Anche trovando il corridoio giusto, c'erano porte su porte con sale diverse e c'avrebbe messo ore a trovare quella giusta se non avesse incontrato Jack. Non era mai stata una persona timida perchè quasi mai empatizzava con le altre persone ma quando si ritrovavano faccia faccia doveva resistere dall'impulso di scappare, soprattutto dopo il loro bacio, quando lo guardava non riusciva a non tornare a quella sera e subito dopo s'immaginava Bonnie al suo posto e la faceva impazzire ma non riusciva a smettere.

-Che ci fai qui?

Adorava il suono della sua voce, era così calma e tranquilla, poteva stare ore ed ore ad ascoltarlo senza mai stancarsi.

-Sto cercando la sala interrogatori, prima Michael ha detto che avevate un sospettato e vi serviva la causa della morte, ho finito ora l'autopsia e sono corsa qui a darvi i risultati.

Mentre porgeva la cartellina le loro mani si sfiorarono e cercò in tutti i modi di restare impassibile ma il suo corpo la tradiva e per qualche istante ebbe la sensazione che anche lui se ne fosse accorto ma scacciò quell'idea e tornò nella sua posizione iniziale mentre il suo sguardo restava fisso sulle mani di lui intente a sfogliare i suoi appunti.

-Mi stai seriamente dicendo che la vittima è stata strangolata e accoltellata ma è morta per annegamento?

-Per quanto sembri impossibile, si.

Il tono di entrambi era piuttosto incredulo ma sapeva per certo che le credeva perchè come le aveva detto lui più volte, era uno dei medici legali migliori in circolazione e i dati non potevano di certo mentire.

-Sarà Anderson ad occuparsi dell'interrogatorio, vuoi assistere? Possiamo guardare da fuori

Per quanto avesse usato il "noi" semplicemente per parlare di cose legate al casonon potè non provare una sensazione fastidiosamente felice alla bocca dello stomaco. Aveva sicuramente altre mille cose da fare in laboratorio ma non aveva mai assistito in tanti anni ad un interrogatorio ed era curiosa di vedere la sala dall'interno quindi annuì positivamente aspettando indicazioni da lui.

-Perfetto, porto questi documenti dentro e andiamo in sala.

di nuovo il "noi", la sua mente doveva seriamente smetterla di farsi viaggi su viaggi in cose che non esistevano se non nel suo subcoscio, la realtà era l'unica dimensione in cui si poteva permettere di vivere e nella realtà lui stava con un'altra e lei era sola come sempre. Ritornata dalla sua breve vacanza cerebrale, tornò a fissare i muri grigi di quel corridoio immenso per un tempo che le parve infinito ma che probabilmente corrispondeva a 5 minuti reali al seguito dei quali vide di nuovo Jack che la condusse in una sala vicina.

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