Fuori dalla sala interrogatori dopo nemmeno mezzo secondo si vide arrivare vicino Jack e cercò di frenare il suo istinto in tutti i modi possibili cercando di mantenere un profilo distaccato e professionale.
-Sei stata formidabile là dentro! Te l'avevo detto che saresti stata bravissima, adesso abbiamo anche una nuova sospettata, la moglie, la devo andare ad interrogare, vieni con me ?
Cercò di visualizzare mentalmente tutti i contro nel restare sola con lui in uno spazio stretto quale una macchina ma per quanto fosse una pessima idea il suo cuore rispose d'impulso.
-Si, mi piacerebbe.
La macchina era la solita in cui era salita non troppo tempo fa e la compagnia era sempre la stessa ma nell'aria c'era qualcosa di diverso, parole non dette che cercavano furiosamente d'uscita fuori che venivano puntualmente soffocate da altre che riguardavano argomenti piú neutrali.
-Pensi sia l'assassina la moglie ?
-Adesso chi è che gioca al gioco delle ipotesi Dottoressa? Comunque non saprei, non riesco a capirne il motivo, a quanto sappiamo non sapeva dell'amante ed era incinta, sarebbe davvero riuscita a commettere un omicidio?
Senza rendersene conto la ragazza aveva chiesto lui qualcosa che implicasse l'ipotizzare e rimase sorpresa da se stessa per questo, motivo per il quale non rispose alla provocazione scherzosa dell'amico ma si limitò ad un alzata al cielo degli occhi.
-Secondo te allora perchè quella donna ci ha indirizzato verso la moglie di lui?
-Beh, lei è l'amante, cerca d'incolpare la sua rivale in amore.
Le parole dell'agente si erano perse nel ristretto spazio del suv perchè la ragazza pur avendole ascoltate non le aveva recepite, troppo assorta nel guardare fuori dal finestrino facendo speculazioni che non l'avrebbero portata da nessuna parte.
Continuava a pensare e ripensare al discorso di prima e non poteva fare a meno di chiedersi se quelle parole la riguardassero.
Era innamorata di Jack? Non lo sapeva nemmeno lei. Sicuramente provava qualcosa, qualcosa di forte, qualcosa che non poteva spiegare e di cui non voleva parlare, anche se lo fosse stata lui stava per sposare un'altra e quanto era giusto amare qualcuno impegnato? Sicuramente non era facile sapere che la sua possibile anima gemella, sempre che ne meritasse una, era di qualcun altro.
Da quando aveva scoperto del suo matrimonio non poteva fare a meno di fantasticare su quel giorno e ogni volta le faceva sempre più male, voleva parlargliene, scoprire se ci potesse essere anche una piccola possibilità per loro due e per qualche istante trovò tutto il coraggio per farlo e si girò verso di lui aprendo la bocca per parlare ma non ne uscí nessun suono e fece solamente la figura dell'idiota.
-Volevi dire qualcosa?
Davanti allo sguardo curioso del collega si era totalmente paralizzata e cercò di sviare velocemente il discorso in qualcosa di semplice che non la mettesse in condizione di dire qualcosa che li avrebbe portati ad un discorso troppo profondo.
-Fra quanto siamo arrivati?
Neanche il tempo di chiederlo e la macchina aveva accostato davanti una casa moderata con le pareti esterne giallo senape e il tetto non troppo sicuro.
-Ecco la tua risposta. Vorrei che fossi di nuovo tu a condurre l'interrogatorio.
F.B.I, apra la porta!
Nel frattempo si erano avvicinati alla soglia della casa e prima che entrambi potessero aggiungere qualcosa sentirono la porta sul retro aprirsi e poi richiudersi velocemente, di riflesso Jack corse verso l'uscita secondaria estraendo la pistola e tenendola ben salda nelle sue mani, al contrario Haley ci mise qualche secondo in più ad elaborare e c'impiegò parecchi secondi a seguirlo poichè i suoi movimenti erano resi più impacciati dai tacchi e dal vestito non propriamente adatto agli inseguimenti.
Quando fu arrivata sul retro vide una signora bionda di mezza età con una mazza da baseball in mano e di fronte il suo collega che puntava contro la donna la sua calibro 22.
-F.B.I signora, getti l'arma la prego, non mi costringa a spararle
Per qualche secondo gli occhi marroni della bionda saettarono tra i due intrusi nella sua proprietà indecisa sul da farsi ma in pochi instanti gettò l'arma a terra lasciandosi meter le manette.
Una volta messa la sospettata in macchina fu solo lui a parlarle ma con scarsi risultati. Per quanto ci provasse l'altra non rispondeva a nessuna domanda.
Saliti agli uffici governativi ancora una volta l'agente le chiese di dirigere l'interrogatorio con le stesse motivazioni di prima.
-Tu sei una donna, potete capirvi meglio, mettila a suo agio
Aveva una fiducia eccessiva in lei, questo non era il suo campo e non aveva mai voluto che lo diventasse, i vivi la mettevano a disagio e preferiva di gran lunga parlare con un morto ma sfinita dalle numerose richieste, accettò e presa la cartellina si recò nella sala interrogatori dov'era stata messa la sospettata.
Niente divanetti, niente di niente, solo un tavolo di metallo freddo e una stupida cartellina che non le suggeriva alcuna domanda da porre.
-Signora Anderson, vuole un avvocato?
Sì sentí stupida nell'esatto momento in cui finí di pronunciare la frase e si maledisse mentalmente per quanto era stata stupida ma il suo sbaglio non era poi cosí grave dato che l'altra a malapena la guardava.
-Suo marito è morto, lei è scossa, lo capisco, mi creda, ma deve dirmi qualcosa per non farmi credere che sia lei la colpevole
Nessuna risposta. Stava perdendo le speranze dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto ma proprio nel momento in cui smise di fare domande l'altra finalmente parlò.
-Sono incinta.
La sua voce aveva un tono talmente basso che dovette avvicinarsi notevolmente per sentirla e anche una volta udita non sapeva bene cosa avesse detto o che rilevanza avesse con il caso.
-Sono incinta, lui lo sapeva e mi voleva lasciare comunque. Sa che significa amare un uomo che non ricambia i suoi sentimenti?
Ormai non stava più parlando a bassa voce ma stava praticamente urlando e innumerevoli lacrime scendevano irrefrenabili sul tavolo.
-Io l'ho sempre amato e lui ha preferito una Barbie a me, perchè era più facile che provare ad avere una vera relazione. Siamo stati insieme tanto anni e non mi ha mai guardato come guardava lei, vedere ogni giorno che sei la seconda scelta è estenuante, volevo solo parargli, non volevo ucciderlo ma mi ha detto che dovevamo lasciarci, che non mi amava più e non ci ho visto.
Le parole uscirono una dietro l'altra cariche di tutte le cose non dette e per qualche istante si sentí persino in colpa ad arrestarla ma più di tutto pensò al bambino che sarebbe cresciuto senza genitori.
Non aveva mai arrestato nessuno prima e anche quando l'altra finí di parlare rimase lí ferma a guardarla finchè non vennero altri agenti ad ammanettarla e portarla via.
Anche quando furono usciti rimase immobile su quella fredda sedia a meditare, faceva davvero cosí male amare qualcuno?
-Sai, inizio a pensare che saresti dovuta diventare un agente non un coroner
Il suo cuore perse qualche battito quando si girò verso lo stipite della porta dov'era appoggiato e i loro occhi s'incontrarono, era un silenzioso gioco di potere in cui entrambi lottavano per reprimere sentimenti che non potevano risalire a galla e stavano imparando velocemente a dirottarli verso altri argomenti.
-Oh no grazie, mi piace tanto il mio lavoro e questa è l'ultima volta che ti faccio un simile favore.
Finalmente si era alzata dalla sedia e legatosi i capelli si era avvicinata all'uscita ed erano tanto vicini da poter sentire il suo profumo che si sparse maggiormente nella stanza quando rise e alzò le mani in segno di resa.
- E va bene, d'ora in poi torno a fare io gli interrogatori, però mi devi un tutorial per fare una perfetta autopsia.
Nonostante il loro tono allegro e spensierato tutto quello che entrambi riuscivano a cogliere era la loro pericolosa vicinanza che doveva essere interrotta quanto prima e fu lui ad interrompere il contatto visivo guardando L'orologio.
-Devo andare a scrivere il rapporto sul caso, dovresti andare a casa, sarai stanca morta dopo tutte queste emozioni
Il suo cervello ricollegò velocemente i puntini e si ricordò improvvisamente dell'appuntamento al bar con la ragazza della scientifica.
-Oddio è tardissimo, io.. devo andare, ci vediamo domani
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