Erano ore ormai che Haley non usciva dal suo ufficio, c'erano dati su dati sulla scrivania e si stava sforzando il più possibile per collegarli tutti nella sua mente, se le avessero scannerizzato il cervello avrebbero visto i suoi neuroni sfrecciare da una parte all'altra cercando di far funzionare il tutto.
-Ma allora sei viva!
Non aveva bisogno di alzare lo sguardo per sapere chi fosse stato a parlare, era piuttosto brava a memorizzare le voci.
-Ah-Ah, e sono anche piuttosto occupata Jack, quindi se devi dirmi qualcosa fallo oppure sparisci
Era suo solito essere acida con le persone quando era molto impegnata, non lo faceva di proposito, le veniva naturale e forse era per quello che faticava a fare amicizia.
Al contrario di molti però il suo interlocutore non sembrava aver problemi con i suoi toni bruschi,sembrava quasi divertito.
-troppa caffeina? Oppure è altro che ti rende così adorabile?
-Meno sarcasmo ti prego, sono stata tutta la mattina chiusa qui, sto cercando di leggere tutti i rapporti e collegare i casi tra loro ma non coincidono
Quella frase lasciò L'agente con il fiato sospeso, aveva capito cosa volesse dire Haley,ma sperava davvero di sbagliarsi.
-Vuoi dire che . . .?
-Non è lo stesso assassino, si il luogo dell'abbandono è lo stesso, ma le altre vittime non hanno ferite da arma di fuoco, sono state uccise senza lasciare traccia, la nostra vittima è morta per emorragia, e sebbene presenti tracce di violenza sessuale come tutte le altre, i lividi sulle cosce sono molto profondi e questo vuol dire che le sono stati fatti nel corso del tempo e ripetutamente.
-Ne sei sicura?
-Si, abbastanza, ma potrebbe anche essere vittima dello stesso uomo, magari lei è stata la prima e l'ha tenuta con se, poi lei ha cercato di far scappare una ragazza, lui l'ha scoperto, l'ha violentata e le ha sparato.
- Oh bene, adesso sì che siamo ad un passo da risolvere il caso. Se fossi in me su quale pista indagheresti ?
-Come? Non sono un agente dell' F.B.I, mi servirebbe prima aver visto tutte le prove,fatto una serie di controlli,interrogato sospettati e. . .
-Frena un attimo. Fidati del tuo istinto,quale pista?
-Io non mi baso sull'istinto ma sulle prove,non
posso dirti io quale pista seguire. Il tuo metodo d'indagine si basa seriamente sulle tue sensazioni?Il tono della ragazza era risultato più acido del dovuto,ma era fermamente convinta che questo fosse il modo peggiore di prendere decisioni,se il suo istinto avesse sbagliato e gli agenti avessero indagato sulla pista sbagliata,altra gente sarebbe morta e un assassino,o due, sarebbero sfuggiti
-Si,negli anni ho capito che l'istinto è la miglior arma che si possa utilizzare,quindi rispondi di getto, su cosa indagheresti?
Ancora una volta la dottoressa non aveva fornito risposta ma solo parole sconnesse.
L'ultima volta era andata a finire male e non voleva che questo ricapitasse.
-Haley,calmati,so già su quale strada indagare ma voglio il tuo parere,quindi chiudi gli occhi e dimmi secondo te quale ipotesi è più probabile?
-E se sbagliassi? E se il mio istinto ti desse indicazioni sbagliate?
Il tono ormai era a metà tra un urlo isterico e un pianto,ormai era completamente nel panico, cosa non da lei.
Aveva le braccia incrociate sotto al seno e continuava a camminare avanti e indietro nel suo piccolo ufficio mentre Jack la guardava immobile.
Per poco non cadde quando l'agente la fece fermare mettendole le mani poco sotto le spalle e guardandola negli occhi cercando d'infonderle tutta la sicurezza possibile.
-Mi fido di te. Dammi soltanto un parere,fingi che ti stia chiedendo quale gelato preferisci e rispondimi senza pensarci troppo.
Ci furono attimi intensi di silenzio in cui si guardarono come in una sorta di gioco di potere,i loro occhi parlavano molto più di loro ed Haley per un momento pensò di chiuderli perché si sentiva troppo vulnerabile,come se lui potesse leggerle dentro l'anima.-Indagherei in modo separato sui due assassini,uno di loro è sicuramente un serial killer,l'altro probabilmente aveva un motivo più personale per uccidere la vittima.
Sul volto dell'agente comparve un sorrisetto compiaciuto che rese ancora più suscettibile Haley.
-Perché stai sorridendo? Non c'è niente per cui essere felici,mi hai costretto a fare qualcosa che non è da me e per altro adesso non chiuderò occhio,quindi ora fuori da questa stanza.
Non era adirata,almeno non all'inizio,ma man mano che ripensava a quello che l'aveva costretta a fare sentiva ammontare la rabbia dentro di lei.
Una volta uscito,la ragazza si assicurò che la porta fosse chiusa a chiave e tornò ai suoi ragionamenti.
Aveva completamente perso la concentrazione e continuava a ripensare a quello che era successo prima, a come si erano guardati e a quello che le aveva detto: "Mi fido di te".
Ma come poteva davvero fidarsi, si conoscevano da poco e non erano niente di più che colleghi.
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