Capitolo 9

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Era buio, non riusciva a vedere nulla, sentiva solo una voce che le sussurrava qualcosa.
Cercava disperatamente di sciogliersi dalla sua presa ma l'uomo la teneva inchiodata a terra, non riusciva a respirare.
Sentì qualcosa di freddo e metallico a contatto sulla sua pelle e poi una finta lancinante e con uno scatto si mise a sedere ritornando alla realtà.
-Hey, è tutto okay, sei al sicuro
Si voltò verso la direzione della voce e lo vide, Jack era lì vicino a lei, gli occhi che la scrutavano preoccupato, il viso affaticato, segno che non aveva dormito molto in quei giorni, e le mani calde sulle sue per farla sentire al sicuro.
Tornò alla realtà ricordando gli avvenimenti di quegli ultimi giorni ed un brivido le percorse la schiena.
-Da quanto tempo sto dormendo?
-Quasi un giorno e mezzo, avevo paura dovessi chiamare il principe azzurro per svegliarti. Come ti senti?
Come si sentiva? Non lo sapeva nemmeno lei. Era stanca e impaurita ma non poteva aggiungere altra preoccupazione a quella che già era evidentemente presente.
-Io...sto meglio.  Da quanto sei qui?
-Beh da quasi un giorno e mezzo. Non volevo lasciarti sola qui dentro, volevo che al tuo risveglio avessi una faccia amica.
-Lo apprezzo davvero tanto
Il loro tono era gentile, cortese, ma da entrambe le parti c'era un velo d'imbarazzo dovuto alla situazione. Lei non voleva parlare di quello che le era accaduto e lui lo sapeva bene, ma essendo un agente aveva anche l'obbligo di raccogliere la deposizione.
-Andiamo al punto Jack, so cosa mi devi chiedere, facciamola finita e togliamoci questo pensiero
-No, c'è tempo, non voglio farti rivivere nulla, quando ti sentirai pronta ne riparleremo
-Sono pronta ora.
Non voleva avere un tono particolarmente acido ma voleva liberarsi di quella sgradevole sensazione di sporco e l'unica maniera per farlo era rilasciare la deposizione e mettere tutto alle spalle.
-Bene, mi puoi dire cos'é successo quella sera?
-Non c'è molto da dire, te ne sei andato, qualcuno ha bussato, ho riaperto e ho sentito una fitta dolorosa alla testa. Mi sono risvegliata in quella stanza ed ero appesa per i polsi al soffitto. Il resto penso tu possa dedurlo dal referto medico, mi ha inferto numerose ferite di arma da taglio.
-Ti ha violentata?
Odiava sentirsi una vittima e al sentir dire quella parola tutta la spavalderia e il coraggio che aveva raccolto sparirono improvvisamente.
Non aveva voglia di parlarne con nessuno, figuriamoci con lui, si sentiva così sporca e si vergognava profondamente di se stessa.
La parte razionale di lei urlava che non c'era nulla di cui sentirsi in colpa ma era impossibile togliersi quella sensazione di dosso. Si limitò ad annuire debolmente e a tenere lo sguardo rivolto verso il basso per non incrociare lo sguardo del collega.
La mano calda di lui si strinse ancor di piú attorno alla sua e restarono in silenzio per qualche istante, godendosi quell'attimo di quetitudine.
-Ti prego, va via, ho bisogno di stare da sola
-Non posso e non voglio. Non ho nessuna intenzione di lasciarti sola. Prima nel sonno ti sei agitata e poi ti sei svegliata urlando, l'ultima cosa di cui hai bisogno è restare sola.
-L'ultima cosa di cui ho bisogno è che tu sia qui.
-So cosa stai cercando di fare, ma non funzionerà
-Non sto cercando di fare nulla, non sai come mi sento o cosa provo e stai peggiorando solamente la situazione.
-Ti sei svegliata urlando, ti sei agitata tutta la notte ed hai paura, ti senti una vittima ed odi questa sensazione per questo cerchi di allontanarmi, per paura che io ti veda così.
Hai ragione non so cosa si prova nel tuo caso ma ho sofferto anche io e avrei voluto qualcuno al mio fianco, qualcuno che ci tenesse a me e che fosse rimasto lì per aiutarmi ed è quello che succederà, non me ne andrò quindi puoi provare quante volte vuoi ad allontanarmi perchè non cambierò idea.
Ogni singola parola fece accelerare il suo cuore di un battito, vedere quanto  tenesse a lei le fece dimenticare per un attimo tutto e tutti ma il suo cuore non era ancora completamente convinto.
-Lo fai solo perchè ti senti in colpa
-Non mi sento in colpa. Non avrei mai potuto immaginare che un serial killer ti rapisse altrimenti mi sarei messo volentieri al tuo posto. So che non sei abituata ai sentimenti ma sappi che l'unico motivo per cui sono qui è perchè sono tuo amico e ti voglio bene. Non sono qui come agente e non devi vergognarti di quello che hai subito perché per me sei la donna più coraggiosa che esista e sono fiero di te.
Sentiva gli occhi pungerle ed inumidirsi ma non avrebbe pianto, non in quell'istante, fece invece una cosa molto più spontanea che non pensava mai nella vita di fare: lo abbracciò. Nonostante muovendosi sentì fitte di dolore in ogni singola parte del corpo non le importò molto perchè tra le sue braccia stava talmente bene che il mondo era in secondo piano.
-Grazie..davvero
Nessuno dei due aveva intenzione di staccarsi e per quanto le riguardava potevano passare ore prima che qualcosa cambiasse ma a far finire presto la magia ci pensò il loro amico.
-Oh ma che carini i piccioncini, beh volevo solo vedere come stesse una mia amica ma se disturbo..
-Nessun disturbo Michael, mi sei mancato così tanto
Il ragazzo si andò a sedere sul bordo del letto accanto a lei e posizionò un peluche di media grandezza sul pavimento prima di darle un bacio sulla fronte. La sua attenzione era però rivolta all'altro nella stanza che aveva un'espressione sconvolta in viso, come se avesse visto un fantasma.
-Mik, dato che ci sei tu io vado, ho bisogno di una dormita, non passo 8 ore di seguito sdraiato da giorni, torno dopo.
I loro sguardi s'incrociarono un'ultima volta prima che sparisse completamente dalla sua visuale e per un istante le sembrò di scorgere una nuova luce in essi ma si limitò ad una scrollata di spalle e tornò a parlare con il suo amico.
-Mi sei mancata così tanto, per un istante pensavo davvero fossi scappata via per sempre.
-Cosa?! Pensavate fossi scappata?
-Beh, ad essere sinceri si, nessun vestito dentro l'armadio, niente telefono e portafoglio, pensavamo avessi paura per la deposizione e fossi andata via.
Era davvero offesa dal fatto che i suoi amici e colleghi la pensassero tanto codarda da scappare piuttosto che affrontare i problemi ma aveva avuto abbastanza drama per una vita sola e non aveva forze per una scenata.
-Come vi siete accorti che non ero scappata ai Caraibi a fare baldoria?
-è stato Jack a dirlo, nemmeno 5 minuti dopo che siamo venuti nel tuo appartamento era sicuro non fossi andata da nessuna parte di tua spontanea volontà
-E lui come..?
-Ade, il tuo gatto. non lo avresti mai lasciato qui.
Il fatto che la conoscesse così bene non potè che farla sorridere e metterla di buon umore e quello che provava era così forte che anche Michael se ne accorse.
-Posso farti una domanda? Provi qualcosa per lui? Qualcosa che implichi un sentimento romantico
La domanda la fece cadere dalle nuvole in cui si era rifugiata e la riportò bruscamente al presente.
-Come scusa?
-Penso sia una domanda lecita
-No, non lo é
Ormai era totalmente sulla difensiva, era un argomento che non voleva affrontare con se stessa, figuriamoci con qualcun altro.
-Io no, cioè si ma... no. Non in quel senso, sono semplicemente felice di esser tornata a parlare normalmente con lui, siamo amici, tutto qui
-Ne sei sicura?
No, non lo era per nulla, ma era il modo più veloce per svincolarsi da quella situazione.
-Si assolutamente, non provo nulla di più di quello che provo per te
-Va bene, scusami se te l'ho chiesto, ma ci tengo a te e non voglio che tu ti ferisca
-Cosa intendi ?
-Ha chiesto a Bonnie di sposarlo
5 minuti prima si sentiva in paradiso e ora si sentiva lentamente sprofondare ma non poteva darlo a vedere.
-Oh si, lo sapevo, me l'ha detto prima, sono felice per lui, é bello vedere che qualcuno in questo mondo trovi la sua anima gemella poi Bonnie é deliziosa
-Pensavo l'avresti presa peggio sinceramente
-Come dovevo prenderla? Te l'ho detto siamo solamente amici e sono felice per lui.
Dopo un sorriso rassicurante e qualche chiacchiera superflua, l'infermiera entrò in camera per comunicare la fine dell'orario di visita.
-Vuoi che resti con te stanotte? Do il cambio a Jack
-Oh no tranquillo, non far venire nemmeno lui, prenderò qualche sonnifero per dormire ed è inutile che restiate qui con me a vedermi dormire, avete bisogno entrambi di riposare, ci vediamo domani
E con un bacio sulla fronte se ne andò lasciando la stanza sprofondare nel silenzio e i suoi pensieri divagare.
Matrimonio..
Si era davvero illusa a tal punto?
Si sentiva così stupida, ma non poteva fare una scenata e non era giusto allontanarsi di nuovo da lui, non era colpa sua se non provava quel tipo di sensazioni, avrebbe imparato a conviverci.
Tra un pensiero ed un altro immaginando mille scenari diversi su come Jack avesse fatto la proposta alla bionda andò finalmente tra le braccia di Morfeo dove le sue sofferenze si affievolirono momentaneamente.

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