Tour

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23 Ottobre 2002

BELLA

"Questo è l'ultimo piatto che asciugo qui" faccio d'improvviso, Stan Hook si volta a guardarmi, distraendosi, finalmente, da Peggy. La fissava da almeno dieci minuti con un sorriso da idiota sulla faccia.

"Che significa questo? Lascerai il ristorante?" chiede, io annuisco. "Non ne posso più di questo schifo di posto e poi mi scoccia veramente tanto vedere te e la tua ragazza scambiarvi effusioni ogni fine turno, mentre Emily, a casa, soffre ancora molto per la vostra rottura."

Nonostante siano passati più di dieci giorni, Emily non ha ancora dimenticato Stan.

Ammiro il fatto che lei non abbia cercato di riprenderselo, che non si sia umiliata in questo modo, non ha senso inseguire un uomo che non ti sceglie, però l'ho beccata a sfogliare delle vecchie immagini sul cellulare di loro due insieme e non è ancora completamente di buon umore, anche se tutti noi cerchiamo di darle una mano per aiutarla a superare il momento. Pensa ancora tanto a lui e mi è capitato, a volte, rientrando da lavoro, di passare dalla sua camera per controllare come stesse e notare i suoi occhi bagnati nel sonno della notte.

Ad ogni modo, però, non è certo questo il vero motivo per cui smetterò di lavorare qui. Non ne posso più di fare la cameriera, sembra quasi che io sia destinata a servire la gente ai tavoli.

La vecchia megera di mia nonna mi costringeva a darle una mano al suo piccolo e squallido ristorante italiano che possedeva, ero chiaramente un peso per lei, quindi dovevo cercare almeno di rendermi utile. Quando poi ho lasciato casa sua, per guadagnare qualcosa, ho lavorato presto un fast food sporco e unto. A quei tempi stavo ancora con Will, lui non voleva che mi impuzzolentissi di frittura e che mi facessi sfruttare da quel grassone del proprietario, insisteva affinchè smettessi di lavorare e mi facessi mantenere da lui, ma non gli ho mai dato retta, ho sempre voluto avere una mia piccola indipendenza.

Adesso mi ritrovo a lavorare in questo ristorante che mi tiene occupata per la maggior parte della giornata e non posso mai fare altro, come per esempio provare con la band, a cui dovrei dedicare quasi tutta la mia attenzione e invece dedico poche ore al giorno.

Insomma, ne ho le palle piene, vorrei qualcosa che mi impegni solamente per mezza giornata, come del resto fanno Carl ed Eddy. Il primo lavora soltanto di notte, il secondo, in base alle necessità della ditta. Persino Danny non ha resistito per più di due settimane in questo posto e si è già licenziato.

Ho parlato con Eddy, avrebbe convinto i suoi superiori ad assumermi e si, nonostante sia una donna, lavorerò anch'io per una ditta di traslochi.

"Capisco che sia difficile per lei. Mi addolora veramente tanto sapere che ci sta ancora male" fa poi Stan e io sussulto, mi ero persa tra i miei pensieri. "Spero davvero che riesca a divertirsi, stasera, al concerto dei Princess. Aspettava da molto questo momento, mi piacerebbe che se lo godesse al massimo" esclama con un sospiro, "non preoccuparti" faccio io, "starà bene. Presto smetterà di struggersi per te, mi impegnerò affinchè ci riesca."

Stan sorride, io mi slego il grembiule e lo appendo al muro per l'ultima volta.

Non ho ancora avvisato il proprietario del locale di questa mia decisione e non mi importa se così non gli ho dato il tempo di cercare una sostituta e lo metterò in difficoltà. Glielo comunicherò fra poche ore, quando il ristorante aprirà per pranzo e io verrò qui a ritirare il mio primo e ultimo stipendio come dipendente di questo posto.

"Immagino, Bella Martin, che sarà difficile incontrarci una volta che lascerai questo posto di lavoro e che quindi io non ne saprò più nulla di Emily" dice Stan, "è meglio così. L'hai tagliata fuori dalla tua vita, non hai il diritto di sapere di lei" faccio con tono accusatorio, Stan annuisce e distoglie gli occhi: "potresti solamente farmi un favore? Cerca di farle capire che dovrebbe perdonare Terry e Jason; loro le vogliono bene e si dispiacciono che lei non voglia più vederli", io incrocio le braccia al petto: "non intendo distoglierla dai suoi pensieri, se lei crede di aver chiuso con quelle persone, non sarò di certo io a farle cambiare idea. A me interessa solo che sia felice" chiarisco, lui sorride debolmente: "statemi bene. Tutte e due", poi si slaccia il grembiule, io lascio la chiave del portone del ristorante sul bancone e mi affretto ad uscire di qui, sotto gli occhi stanchi della sua ragazza.

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