8 Gennaio 2003
EMILY
Io non dovrei essere qui, non dovrei proprio. Mi sento una stupida, come se questa mia azione di essermi spinta a sottopormi ad un esame sia davvero sciocca e priva di senso, come se non ne avessi motivo. La verità è che il motivo ce l'ho e voglio che un'esperta mi dia la certezza che sia così, che mi dia qualche conferma, anche se vorrei piuttosto una smentita e che mi dicessero che si è trattato solamente di un falso allarme.
"Prego, signorina, può accomodarsi" fa il medico, è una donna, una bellissima donna con i capelli castani raccolti e un rossetto chiaro sulle labbra; mi sorride, mi lega il laccio emostatico attorno al braccio destro e mi chiede di aprire e chiudere ripetutamente la mano, io eseguo e deglutisco, guardo, poi, in alto: il sangue mi fa una certa impressione, ma non è per questo che alzo gli occhi al cielo, la mia è come una preghiera silenziosa. Il ritardo del ciclo mestruale non voleva dire nulla, a Jenny capita sempre per via dello stress, però è già passata una settimana dal giorno in cui lo aspettavo e non c'è ancora nessuna traccia, non una perdita: è probabile che non arrivi. Non mi allarmerei, comunque, se si trattasse solamente di questo, a molte donne accade che le mestruazioni saltino per un mese, succede per diversi motivi e la cosa migliore, in questi casi, è sottoporsi ad un'ecografia che possa dimostrare che sia tutto in regola e cercare di stare tranquille. Non ho richiesto subito il parere di un medico, ma dei pensieri hanno cominciato a ronzarmi in testa dopo che, per la terza volta, ho vomitato anche l'anima a causa dell'odoraccio sgradevole del formaggio: è successo mentre pranzavo assieme ai ragazzi, cinque giorni fa, è successo l'altro ieri, per via del cheddar fuso sulle patatine fritte ed è successo questa mattina, quando il titolare del negozio di dischi è passato a dare un'occhiata e aveva in mano un pacchetto di Fonzies. Il formaggio mi è sempre piaciuto e alle mie narici, non ha mai puzzato tanto come in questo periodo: considerando l'assenza del ciclo, ho cominciato ad avere dei dubbi e così, dopo aver terminato di lavorare, questa mattina, prima di rientrare a casa, sono passata in farmacia per compare quel piccolo bastoncino, quell'aggeggino che credevo mi avrebbe rassicurata.
"Perfetto, ho finito" dice la dottoressa e mi sorride, io mi tiro giù la manica della maglietta e scendo dal lettino, lei si volta a sistemare le provette. "Mi scusi" faccio io, "quando potrò avere i risultati? Desidererei conoscerli al più presto" dico con certa ansia, la donna sembra comprensiva, mi guarda con dolcezza ed io attendo una risposta, mentre mi sistemo i manici della borsa sulla spalla; "per analizzare il campione del suo sangue ci vorrà qualche giorno" dice, "però, se telefona fra qualche ora, le prometto che le rivelerò ciò che desidera sapere" conclude, deve avermi capita ed io la ringrazio di vero cuore. Del ferro basso o di qualsiasi altra anomalia che si possa riscontare nelle analisi, in questo momento non mi interessa nulla, di tutte quelle cose che risultano al seguito delle analisi, mi importa solamente di una.
E' stato imbarazzante, qualche ora fa, parlare con la farmacista e richiedere un test di gravidanza: i suoi occhi sembravano volermi chiedere che cosa avessi mai combinato, erano come quelli di una madre che accusa la propria figlia, mi sentivo davvero a disagio, nonostante abbia quasi ventun'anni, nonostante quella donna non mi conosca. Ho acquistato quel cosino per togliermi qualsiasi dubbio, ma avevo una certa ansia. Sono arrivata a casa come se avessi qualcuno alle calcagna, ho persino lasciato la porta dell'appartamento aperta per correre in bagno a fare pipì. Temevo di non eseguire bene l'operazione, il cuore mi martellava in petto e le mani mi tremavano; non so come sia riuscita a reggere quel bastoncino, non so come non mi sia caduto non appena ho visto comparire quelle due lineette viola, così marcate da non dovermi nemmeno far titubare: erano una certezza, mi sono sentita morire, ma non ci volevo ancora credere. "Sta calma, Emy" mi son detta, "molte volte questi affarini si sbagliano" cercavo di prendermi in giro, mi son tirata su le mutande e i pantaloni, ho raggiunto la cucina, ho preso l'elenco telefonico per cercare il numero di un qualsiasi centro analisi, bisognava effettuare in gran fretta un prelievo. Ho dovuto far premura al tizio al telefono, era una cosa urgente e per fortuna, sono riuscita a convincerlo a farmi ricevere questo pomeriggio, così sono uscita di casa come un uragano, portando con me dei soldi. Il medico dal quale sono stata non è il mio, il signor Morris, il buon vecchio dottore che, da bambina, mi dava sempre delle caramelle, ogni qual volta mi visitava, ha l'ambulatorio al paese dei miei, ovviamente, quindi ho dovuto pagare il medico dal quale sono stata, che mi ha fatto il certificato per la richiesta del prelievo; fortuna che in sala d'attesa non c'era molta gente, fortuna che, nemmeno al centro analisi ho dovuto fare molta fila.
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CRY BABY
RomanceCombatto da una vita, da quando sono stata messa al mondo, credo. Non sempre, però, sono stata forte; ho avuto anch'io i miei momenti di debolezza, ma, del resto, una come me non potrà mai avere le cose facili e forse, se non avessi lottato così tan...
