Capitolo 22

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Brook's pov
Passo davanti a camera di Ryan, sento dei gemiti. Mi fermo, vorrei bussare per vedere cosa succede ma non lo faccio: d'altronde è un loro momento, li lascio fare. 
Mi dirigo in camera mia, prendo Spyro e mi butto sul letto. Afferro il joystick, accendo la tv e inizio a giocare a Fifa. Nel bel mezzo della partita, Ryan entra in camera mia senza bussare: è senza maglia, con i capelli scompigliati e con un piccolo succhiotto sul collo. 
"Brooklyn, le chiavi della macchina le hai tu?" chiede, iniziando a cercare tra il disordine.
"Sì, dovrebbero essere qua da qualche parte. Ma vuoi stare fermo?" gli dico infastidito.
"Dammi una mano allora! In tutto sto casino non so dove iniziare a cercare." mi rimprovera. Beh, ha ragione. Non riesco mai a trovare tempo e voglia per mettere a posto.
Svogliato, rimetto Spyro nella gabbia e lo aiuto a tirare fuori le chiavi dalle montagne di vestiti che ci sono sul pavimento. Dopo 20 minuti mi ricordo che le avevo date a Robbie.
"Ehm, ti arrabbi se ti dico che mi è venuto in mente che stamattina Robbie è uscito a fare la spesa e che quindi le chiavi ce le ha lui?"
"Perché dovrei? Tanto abbiamo perso solo 20 minuti." mi dice cercando di non urlarmi addosso i peggio insulti. Gli sorrido cercando di fare finta di niente.
"Ryan ho fame!" urla Alice dal corridoio.
"Anche io, ma diglielo a tuo cugino che si ricorda dove sono le chiavi della macchina quando hai perso ormai mezz'ora per cercarle. Hai fatto quello che ti ho detto?" dice Ryan.
"No, o meglio, non me la sento." gli risponde. Ryan va da Robbie a cercare le chiavi mentre io vado da mia cugina. 
"Ali ma che dovevi fare?" le chiedo curioso.
"Nulla di che, dovrei chiedere scusa a Gloria ma.."
"Ma?" 
"Boh non so, non mi sta a genio ora come ora. So che sono solo migliori amici però ho bisogno di tempo. Capisci?" mi spiega.
"Certo, magari quando torni con Ryan o domani mattina le chiedi scusa." le dico. Mi abbraccia.
"Scusa, è da tanto che non ti do un abbraccio e mi mancavi." mi dice. Che carina, aiuto.
"Ti spiace se veniamo pure io e Aurora al cinema? Tranquilli, noi guardiamo un altro film." 
"Ehm no, solo che se dovete prepararvi dovreste muovervi.. Io e Ryan tra 2 minuti partiamo." mi risponde. Spero che Aurora sia pronta. 
Vado in cerca della ragazza e la trovo vestita con dei jeans, un top nero e una felpa.
"Amore, andiamo al cinema con Ali e Ryan?" le chiedo.
"Che andiamo a vedere?"
"Una cosa diversa da loro, non voglio rovinargli la serata. Quando arriviamo scegliamo il film." le spiego. In questi giorni la vedo strana, come se fosse distaccata. Quando siamo in giro sta sempre al telefono a messaggiare con chissà chi.
Lei accetta la mia proposta, e tutti e quattro ci dirigiamo in macchina: Ryan e Alice davanti, io e Aurora dietro. Per tutto il tragitto ascoltiamo musica a palla, Ryan tiene una mano sulla gamba di Ali, mentre Aurora ovviamente sta al telefono: a volte sorride e si morde il labbro. Le do un piccolo schiaffo sul braccio, lei mi guarda e spegne il telefono. Dopo poco qualcuno la chiama, e riesco a intravedere un nome seguito da alcuni cuori: Filo. Lei risponde, senza farsi problemi. Forse pensa che non la sento per colpa della musica alta, ma si sbaglia.
"Cucciolo posso chiamarti dopo? Sto uscendo con Brooklyn.. Sì, cerco di chiamarti il prima possibile e cerco anche di tornare appena posso. Mi manchi anche tu, ti amo. Ci sentiamo dopo." Sgrano gli occhi, non ci credo: mi sta tradendo. Cerco di fare finta di niente, non voglio litigare davanti ai Rylice e in macchina. Cerco di distrarmi un po' per non dare l'idea di aver sentito e visto ciò che è successo poco fa, e chiedo a mia cugina di mettere alcune canzoni: così io, Rye e Ali iniziamo a cantare a squarciagola come dei pazzi. Ovviamente Aurora sta al telefono.
Appena scendiamo, dico ai due fidanzati di iniziare ad andare dentro al cinema con la scusa che il film che abbiamo scelto io e Aurora sarebbe iniziato dopo il loro e quindi saremmo andati a fare un giro. 
Dopo che si sono allontanati da noi, strappo dalle mani di Aurora il suo telefono sbloccato con la chat aperta. Leggo velocemente i messaggi, ma uno colpisce la mia attenzione: "ma sì, lui non mi piace. Ci sto insieme perché.. non lo so. Ma l'unico che voglio davvero sei tu." Mi vengono le lacrime agli occhi.
"Vaffanculo, almeno dimmelo in faccia. Se non ti piaccio perché ti sei messa con me? Non eri obbligata cazzo." mi sfogo. Lei ridacchia. Dio mio, che nervoso.
"Non lo so, forse perché mi facevi un po' pena tutto solo in cerca di ragazze." risponde lei, con aria da menefreghista.
"Ma che cazzo vuol dire dai, non esisti solo tu nel mondo. Vai pure da questo Filo, e spero proprio che non faccia la stessa mia fine." dico cercando di trattenere le lacrime. 
"Vai tranquillo, tra 4 ore ho l'aereo per l'Italia. Buona continuazione, chiamo un taxi per tornare a casa e andare in aeroporto." mi dice.
Scoppio a piangere mentre la guardo andare verso un taxi libero. Non riesco a crederci.

Un amore troppo grandeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora