Capitolo 3

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Ryan's pov
Ecco, Robbie come al solito non mi ascolta. Gli ho ripetuto mille volte che stamattina non sarebbe dovuto venire a casa, e invece è in cucina, seduto attorno al tavolo.
Lo guardo negli occhi, tiro un sospiro e accenno un sorriso.
"Ali, lui è mio fratello Robbie. Robbie, lei è la cugina di Brooklyn, Alice."
I due si stringono la mano, lei si siede vicino a Brooklyn e decido di sedermi vicino a lei.
"Ho cucinato io, mangiate o mi offendo." dice Andy, appoggiando una pentola al centro del tavolo.
Sollevo il coperchio, e trovo delle polpette.
"Andy, sicuro che siano commestibili?" domando.
"Hai sempre mangiato il mio cibo, ora zitto e goditi le mie fantastiche polpette, Beaumont." dice iniziando a mettere il cibo nel piatto di Ali con un sorrisetto sulla faccia.
Finito il pranzo, decidiamo di andare in centro a Londra per farle conoscere la città.
Appena arriviamo, lei sorride come una piccola bimba, e questa visione mi fa illuminare gli occhi. Oddio, non dovrei, non sarebbe giusto nei confronti di Nicole. Stiamo affrontando un momento difficile, lei dice di sentirsi tradita da parte mia e io in tutti i modi cerco di non badare a questo. Non per darle ragione o perché ho la coda di paglia, assolutamente. Mi dà solamente fastidio, dato che ormai sono settimane che me lo rinfaccia.
La voce emozionata di Ali mi fa ritornare sulla terra ferma, e subito sento qualcosa che mi afferra il polso.
"Ryan mi accompagni in giro? Ti prego!" mi dice Alice, iniziando a tirarmi verso quella direzione.
"Va bene, ma non mi tirare!" dico io ridendo.
"Non ti tiro, ma muoviti perché sono curiosa!" dice entusiasta, iniziando ad andare avanti.
Mentre le faccio vedere i vari monumenti, sento vibrare il telefono e mi fermo un secondo per vedere: è un messaggio da Nicole, che come al solito chiede di fare una videochiamata. Nemmeno il tempo di rispondere e già la chiamata arriva. Tiro un sospiro e rispondo.
"Nicole, sono in giro. Possiamo fare stasera?"
"Ma Rye, lo sai che la sera non posso mai. Che fai in giro?" chiede lei, inarcando le sopracciglia.
"Sono in centro con i ragazzi, ci stavamo annoiando e.." mi interrompe.
"Gira la fotocamera." mi ordina. Odio quando fa così, ma la ascolto.
"Ryan chi è quella ragazza davanti a te?" mi chiede. Maledizione, con tutta la gente che c'è proprio lì deve concentrarsi.
"È Gloria, ci siamo incontrati per caso e stiamo facendo una passeggiata insieme." spiego. Per fortuna Ali non si accorge di niente e non si gira.
"Gloria non ha i capelli lisci. Smettila di dire cazzate. Domani vengo a casa tua e dei ragazzi e parliamo." si arrabbia e mi attacca in faccia, come al solito.
Chi è Gloria? Beh, Glora è la mia migliore amica da 24 anni. I nostri genitori si conoscono dal liceo, hanno deciso di vivere vicini e così è successo. Ho sempre considerato i suoi come una seconda mamma e un secondo papà, e quando ho scoperto che sarebbe arrivata Gloria ero felicissimo pur essendo molto piccolo. Io e lei abbiamo tre anni di differenza, io del gennaio 1996 e lei del luglio 1999. Ricordo ancora quando passavo i pomeriggi a casa sua, quando sua mamma l'aveva ancora in pancia, a sentirla muoversi e a parlarle (come se mi sentisse, ero un bambino molto convinto), e non smetterò mai di considerarla cone una sorella. Gloria è mulatta, avendo la madre dell'Argentina, i capelli molto ricci e castano chiaro, occhi verdi chiaro, delle labbra carnose e un fisico stupendo. Ma non è il mio tipo di ragazza; la conosco da tanto, e non potrei mai immaginare di avere una storia con lei. La mia ragazza ideale deve avere capelli lisci castani e occhi marroni, deve essere capace di "domarmi" dato che il mio carattere è molto complicato anche se non lo faccio notare alle persone che ho appena conosciuto. Ma si sa, l'amore riesce a farti cambiare idea, quindi mai dire mai.
Il pomeriggio passa in fretta, tra risate e la ricerca di Brooklyn che era a mangiare e a prendere un tè da Costa Coffee come al solito, e arrivate le 6 pm decidiamo di tornare a casa.

Un amore troppo grandeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora