Chapter fourteen: LA GHIGLIOTTINA

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"Corri, corri, non fermarti, non ora, non puoi Mike" Si diceva mentre le case attorno a lui sfrecciavano velocemente e il sudore gli colava dalla fronte e respirare diventava sempre più difficile. "Corri, corri, non rallentare o non ce la farai." Le gambe si muovevano quasi meccanicamente e l'asfalto sotto di lui era diventato tutto uguale e scappava via da sotto i suoi piedi come un tapis roulant impazzito. Mike correva più veloce che poteva e gli era capitato di chiudere gli occhi per lo sforzo mentre lo faceva e di fingere di volare. Poi guardava il cielo e quella era l'unica cosa attorno a lui che non scappava via, il cielo rimaneva lì e per quanta strada Mike avesse fatto lui non sarebbe cambiato mai. Guardare il cielo mentre correva trasmetteva al ragazzo una strana sensazione di tranquillità e lo aiutava a non pensare al dolore che lentamente gli stava crescendo nei muscoli delle gambe fin dentro alle ossa.

Eleven e Will correvano dietro di lui e nonostante la velocità elevata a cui andavano entrambi non riuscivano a recuperare Mike che aveva le gambe più lunghe e sfrecciava velocissimo sulla strada.

<<MIKE!!NON RIUSCIAMO A STARTI DIETRO...ORA TI PERDIAMO, RALLENTA!>>

Ma Mike sapeva che se avesse rallentato e perso anche solo un minuto i democani avrebbero fatto una carneficina a scuola e lui ne sarebbe stato responsabile attivamente. Perchè non aveva preso la bicicletta? Avrebbe potuto lasciare El e Will a casa dove sarebbero stati di certo più al sicuro e sarebbe potuto arrivare a scuola più velocemente. Lui era l'unico che poteva sconfiggere quei cosi in quel momento e iniziò a pensare agli altri due amici come un peso. "Perchè me li sono trascinati dietro? Mente bacata di un Mike Wheeler..."  

<<MIKE! RALLENTA! EL NON CE LA FA!>>

Mike si voltò mentre era ancora in corsa e per poco non cadde,vide El a terra senza più forze che respirava faticosamente e Will che si era accucciato per soccorrerla , per un secondo temette che le sue gambe non avrebbero ubbidito al suo cervello e non si sarebbero mai fermate ma invece si arrestarono bruscamente e le suole delle scarpe scivolarono sull'asfalto con la brusca frenata ma il ragazzo rimase in piedi, cambio direzione e si fiondò verso El che era rimasta indietro di qualche metro. Arrivò da lei, si accucciò come Will e iniziò a tirarla su per aiutarla ad alzarsi.

<<AVANTI EL! NON ABBIAMO TEMPO!>>

<<Mike non ci riesco... andate voi. Salvali Mike, non lasciare che io ti ostacoli>>

Mike guardò Will grondante di sudore e rosso in volto.

<<Mike fa come dice. Resto io con lei.>> Disse 

Mike non disse nulla e ricominciò a correre maledicendo la distanza della scuola dalla casa della nonna di Will.

Dopo cinque minuti era a scuola. Con lui arrivò la macchina della polizia , dalla quale scesero cinque agenti armati che fecero irruzione all'interno.

Mike si precipitò alla porta d'ingresso ma fu fermato da un uomo in divisa militare.

<<Non puoi entrare ragazzino>>

<<Cosa? I miei amici sono li dentro... quei cosi li ammazzeranno, io posso fermarli!>>

<<Ragazzino non può entrare nessuno.>>

Mike si dimenò da lui e riuscì a sfuggirgli. Iniziò a correre per il corridoio della scuola mentre l'uomo lo rincorreva.

<<Fermatelo!!>>

Mike senza farsi vedere si infilò nella prima stanza che vide e riuscì a seminare l'uomo in divisa, guardò attraverso la serratura e quando si sentì fuori pericolo si voltò a vedere in quale stanza effettivamente era capitato e rimase senza fiato, il suo cuore perse un battito.

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