Superbia

28 5 0
                                    

Eccolo lì, il nostro piccolo e grazioso pianeta chiamato Terra: lande e lande di montagne e pianure, di villaggi e città, di animali, persone e cose, di esseri e di non esseri, di fatti ed eventi, di vicende e di storie, che siano esse importanti o meno, conosciute o segrete.
Tutto sembrerebbe girare in unica direzione, e così è, secondo le leggi della gravitazione, eppure molti individui reputano che non sia così: che il mondo ruoti attorno ad ognuno di noi, ad ogni nostra azione, ad ogni nostro desiderio e ogni nostro capriccio.
E quando la fisica sembrava dirci che sarebbe impossibile per il nostro piccolo e grazioso pianeta cadere nell'universo stesso, a queste persone non pareva il vero: sfido chiunque ad affermare che non abbia mai percepito il mondo cadere e frantumarsi contro di sé, a causa dei propri dispiaceri e dei propri sogni venuti meno.
C'è chi ritiene, inoltre, che il mondo ruoti attorno a un unico asse, ma che questi abbia l'unico grande nome di Dio.
C'è quindi chi affida i propri sogni, le proprie speranze, i propri pregi e vizi ad un'unica grande forza motrice dell'universo.
E come dare loro torto?
In fondo ognuno di noi, nonostante abbia già sperimentato la sensazione di essere il re dell'orbe terracqueo, sentirà qualche presenza sopra le proprie spalle, che pende nefasta su di lui.
La potremo chiamare Dio? Che fa e disfa le nostre storie, le nostre vicende, i nostri pregi e vizi, i nostri capricci e i nostri desideri?
La chiamiamo Sorte, la chiamiamo Fortuna, lo chiamiamo Caso, o Fato, o Moira, o, come pare più consono ai nostri tempi, lo chiamiamo Dio.

In un mondo coordinato da infinite forze motrici, ma che seguono la rotazione di un unico grande primo motore immobile, mi sento in dovere, nei confronti di Voi lettori, di elevarmi leggermente al grado di semidivinità per scegliere, fra le vicende del mondo, quelle importanti ai fini della nostra piccola storia, e scartare così tutte gli altri avvenimenti, di certo altrettanto interessanti, forse addirittura più stimolanti o divertenti, ma non consoni al finale del racconto del Seven Stars Hotel.

E da questo noi partiamo, per l'arrivo della storia.

Immaginiamo di inserirci in questo piccolo e grazioso mondo, di superare le nubi e il cielo, di avvicinarci al suolo europeo, italiano, fino a raggiungere le fini vette di dolomia, tra cui troviamo un raffinatissimo edificio che fa leggero capolino fra gli ingenti cumuli di neve che lo sovrastano.
Addentriamoci nelle sue stanze, dalle sue finestre; percorriamo i suoi corridoi, il suo atrio, le sue cucine, tutto molto lentamente e nel più completo silenzio.

Malgrado il silenzio, però, un piccolo rumore si ode: un lento scrosciare d'acqua, non tanto di un ruscello o di una cascata o una sorgente di montagna, ma piuttosto di un piccolo rubinetto, dalle cui fauci sgorga un continuo flusso di acqua, che va a riempire quasi completamente una vasca da bagno.

Lasciandoci guidare da questo lento scroscio, osserviamo in un bagno di quel raffinato albergo una giovane donna, capelli corvini, labbra rosse come il fuoco, che si sta spogliando di un vestito color smeraldo, verde come l'invidia.
Lentamente immerge il piede nella vasca colma fino all'orlo e percepisce il tepore dell'acqua.
Così si immerge lentamente, tutto nel più completo silenzio tombale dell'hotel.
Già... tombale, poiché non dobbiamo dimenticarci che, mentre due giovani donne godono dei piaceri dello scampato pericolo, altri cinque individui godono dell'eterno riposo provocato da quello stesso pericolo.

Ma a questo punto, Vi chiederete, cos'è questo pericolo di cui sto parlando? È la minaccia di morte? È uno sconosciuto che uccide per pazzia? È il buio o l'essere rinchiusi in un hotel abbandonato? No, il vero pericolo sono i peccati dell'uomo, i vizi capitali: la Gola, che non seppe tenere a bada la pancia, la Lussuria, che non seppe discernere fra il godere del sesso e il godere della morte, l'Avidità, che fu sepolta sotto il peso del denaro, l'Accidia, che uccise nel sonno e nella completa mancanza di voglia e l'Ira, che condusse la razionalità sul fondo del burrone.

Seven Stars HotelDove le storie prendono vita. Scoprilo ora