Un sabato sera alternativo parte 2.

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Ripensavo alle tre parole che Jacopo mi aveva detto,in continuazione. "Attenta a te" . Ma in quale  senso? Lui era fidanzatissimo, aveva rinunciato a questo sabato sera per fare una web con la sua fidanzata, e diceva a me di stare attenta. Non lo capisco per niente.

"Marti, ma che cacchio! Sono nera. Sai cosa mi ha detto Jacopo? "Attenta a te" A me?! Ma attento a lui!" Esclamai, piccata.

"Ma questo è oro colato sorella! E ti incazzi? Io starei già lanciando petardi tipo!" Mi rispose, sbalordita.

"Ma che cosa c'è di così positivo in ciò che mi ha detto?" 

"Oooh, bb sveglia! Ti ha detto così perché sa che farai scintille! Non hai visto che faccia ha fatto quando ha aperto la porta?"

"Posso confermare. E quando l'ha richiusa sembrava tipo imbambolato regaz" Aggiunse Stefano che si era unito a noi mentre camminavamo.

"Sì, ok, però Jacopo dov'è ora?" Gli risposi, sarcastica.

"Non qui,purtroppo Gà. Comunque dai, divertiamoci!" Disse Martina, sfregando le mani entusiasta.

Entrammo in un bellissimo locale, che era adibito anche a pizzeria. Feci l'occhiolino a Martina e insieme agli altri andammo ad ordinare. Talisa sembrava una di quelle bimbe entusiaste a cui viene dato il gelato, aveva certi occhioni. Javier le circondava le spalle con un braccio. 

"Come siete belli" Le dissi, baciandole la guancia.

"Tu di più baby. I like all of you" Mi rispose, guardandomi ammirata.

"Dai sai che mi imbarazzo così" Le dissi, scuotendo la testa e mettendomi una ciocca di capelli sul viso.

"Ma lui? Dov'è?" 

"Indovina Tali.." Le rispose Martina, serrando le labbra.

"Ah..Oh, ok. Non sa cosa si sta perdendo" Rispose, mentre il volume della musica iniziò ad aumentare. 

Non volevo trascorrere la serata pensando o parlando di Jacopo. Era la prima volta che avevamo così tante ore libere da un botto di giorni, e non volevo rovinarmi la serata da sola. Mi sarei divertita, e magari avrei conosciuto anche qualcuno, chissà. Mi voltai cercando con lo sguardo qualche bel ragazzo. C'è n'erano un bel pò a dire il vero. Ma nessuno era lui. 


Stefano's pov.

"Che figata regaz. Sono un botto gasato!" Esclamai, ondeggiandomi sul posto. 

"L'abbiamo notato amico, l'abbiamo notato" Mi rispose Federico, dandomi una pacca sulla spalla. 

Avvertii una vibrazione che proveniva dalla tasca del pantalone. Un messaggio, da Giacopo.

<<Allora? Novità? Non mi hai nemmeno scritto a quale locale siete e se Gaia è vicina a te...>>

<<Si Giacopo, scusami. E' un locale vicino il Colosseo, se fossi venuto con noi l'avresti sicuramente adorato. Comunque io sono accanto a Federico ora, Gaia adesso e' sola vicino alla cassa>>

<<Sola? Qualcuno nelle vicinanze?>>

Poi un giorno me lo spiegherà perchè si comporta così. 

<<No, no.. Comunque te l'ho detto prima, questa situazione non fa bene ne a te, ne a Greta, ne a Gaia stessa. Prendi una decisione..>>

"Si lo so, hai ragione. E' solo che non voglio far soffrire nessuna. Aggiornami dopo,buona serata"

Riposi il cellulare in tasca e poi con fare disinvolto mi avvicinai a Federico.

Perderti per poi riaverti un attimo. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora