Protezione

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Raven's POV

Storm era partito ormai da tre giorni, sentivo moltissimo la sua mancanza, ma dato che lo avrei raggiunto tra una settimana, pensai a godermi il più possibile il tempo che mi restava con la mia famiglia. 

Una sera avevamo passato almeno un paio d'ore al telefono, così appresi che mi aspettavano tutti con impazienza, e al mio arrivo avrebbero organizzato una festa in mio onore.
Il suo tono era diverso, ma non ci badai, probabilmente era dovuto alla stanchezza del viaggio.
A sentirlo parlare devo ammettere che da una parte iniziavo a sentirmi già parte integrante del branco, era incredibile come così velocemente ed inaspettatamente avevo finalmente trovato il mio posto nel mondo.

Dopo una doccia veloce decisi di mettere qualcosa di un po' più elegante del solito poiché quella sera, come accadeva una volta alla settimana, avrei cenato con la mia famiglia.

Mio padre aveva mantenuto la tradizione dei precedenti Alpha per fare in modo che ognuno potesse godersi i propri cari; per questo motivo, oltre alla sala grande che poteva ospitare l'intero branco, la villa aveva anche una piccola sala da pranzo che sfruttavamo in quelle occasioni. Non so se negli altri branchi fosse usuale dover condividere ogni singolo pasto, ma adoravo potermi permettere la compagnia della mia famiglia ogni tanto.

Indossai un abito azzurro con dei ricami di pizzo bianco sulle maniche e dopo aver buttato malamente il mio asciugamano sul letto, mi accinsi a raggiungere gli altri per cena. Scesi le scale velocemente e una volta entrata nella sala, vidi la tavola apparecchiata solo per cinque persone. 

Al tavolo erano presenti i miei genitori, Nanà e zio Björn. Sedetti tra mio zio e mia nonna e volsi uno sguardo deluso ai posti vuoti destinati ai miei fratelli. Ultimamente loro non partecipavano quasi mai alla cena a causa delle riunioni per futuri Alpha e Beta che Nikai organizzava sempre più frequentemente.

<<Mi dispiace tesoro>> sussurrò mia madre seguendo il mio sguardo.

<<Non è colpa tua mamma, non ero a conoscenza della riunione>> risposi sorridendole tristemente.

Tentai di nascondere il dispiacere che provavo nel non poter passare del tempo anche con i miei fratelli, ma il fastidio che mi procurava Nikai tenendoli occupati, trasparì sul mio volto e mi rabbuiai. Pensai che lo facesse perché era aveva avuto un piccolo conflitto con Storm e voleva isolarmi per punizione, ma nonostante sapessi di non meritarmelo, dovetti accettarlo, certa che le cose sarebbero cambiate a breve.

Dopo aver ringraziato la Dea Luna per il tempo che ci concedeva, iniziammo finalmente a mangiare. Vidi mio zio non toccare cibo, capii che era riuscito a percepire i miei pensieri e quando provai a bloccarlo, sbatté un pugno sul tavolo che mi fece sobbalzare.

Nessuno fiatò e fu proprio lui a parlare. <<Era proprio necessaria un'altra riunione Byron?>> domandò rivolgendosi aspramente a mio padre.

L'Alpha alzò lo sguardo dal piatto e lo fissò severamente <<Ti prego di abbassare i toni cognato, non sono dell'umore>> rispose. Nonostante il suo tono pacato percepii una sfumatura di fastidio nella sua voce.

<<Non sei dell'umore? Interessante. Pensavo ci tenessi a mantenere unita la famiglia>> continuò mio zio alzando ulteriormente il tono di voce. <<Perché non metti fine a questo scempio? Com'è possibile che tuo figlio si permetta di scavalcarti e cavarsela sempre?>>.

<<Possiamo non affrontare questo discorso?>> chiesi nella speranza che le urla si fermassero.

<<Sta zitto Björn!>> urlò mio padre alzandosi in piedi.

<<Starò zitto solamente quando tuo figlio si comporterà da futuro Alpha quale è>> ribatté secco mio zio alzandosi di conseguenza.

<<Ci rinuncio>> sussurrai abbassando lo sguardo.

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