Belric POV
I giorni passavano lenti, uno dopo l'altro, e io tentavo in tutti i modi di tenermi il più occupato possibile con i lavori manuali nel bosco, nell'estremo tentativo di evitare di essere completamente travolto dai miei stessi pensieri. Ma era tutto inutile. Dall'ultimo sguardo che avevo posato su di lei, Raven era diventata il mio chiodo fisso, un'ossessione che mi logorava l'anima, e ancora non potevo rassegnarmi all'idea che il destino potesse essere così spietato da portarmela via in quel modo.
Raven era la mia compagna predestinata. Lo sentivo fin nel midollo. Eppure, io ero condannato a rimanere da solo, un lupo solitario ed emarginato, perché lei un compagno con cui regnare lo aveva già trovato. Avrei dovuto odiarla per il dolore che questo rifiuto silenzioso mi provocava, avrei dovuto provare rancore, ma come potevo odiare l'unica persona che, seppur per un breve istante, era stata in grado di portare un po' di luce e calore nella mia misera esistenza? Eravamo rimasti insieme solo per poche ore in quella capanna, ma quell'incontro ravvicinato mi aveva segnato nel profondo, scardinando ogni mia difesa.
Quando ero rientrato a casa dopo la visita alla tomba di mia madre, avevo passato intere ore a fissare immobile il letto nel quale lei aveva dormito, tormentandomi senza sosta su un unico, logorante quesito: perché Raven aveva già un compagno e, soprattutto, perché non aveva captato minimamente il legame che ci univa fin dal primo sguardo?
Avevo provato a cercare una risposta disperata nei vecchi libri di testo e negli scritti esoterici che Thorin mi aveva lasciato in eredità, ma non ero venuto a capo di nulla. Possibile che esistesse una cosa come un "falso legame" d'anima, qualcosa che non fosse stato causato da un incantesimo o da una maledizione? Ma sebbene avessi considerato lucidamente questa spaventosa possibilità, non volevo credere che il fato fosse così sadico da illudermi con un falso legame. O, perlomeno, era quello che speravo con tutto il cuore.
Perso com'ero nel labirinto dei miei pensieri, non mi accorsi affatto che la porta d'ingresso della capanna si era spalancata di colpo. Una figura imponente e minacciosa si stagliava ora sul piccolo portico di legno. Sentii un brivido di puro terrore e sdegno corrermi lungo tutta la schiena; mi voltai lentamente per osservarlo. Alto, incredibilmente muscoloso, i capelli biondi che gli ricadevano sul viso fiero e pieno di cicatrici di guerra, e quegli occhi scarlatti, inquietanti, bramosi solo di potere e distruzione. Ecco qui, davanti a me, il vero e spaventoso aspetto di mio padre.
«Non mi inviti nemmeno a entrare, Belric? Non credevo che quei patetici lupi ti avessero cresciuto così maleducato», parlò lui, il tono viscido e divertito che mi fece accapponare la pelle.
«Che cosa vuoi da me?», domandai secco, la voce intrisa di un profondo fastidio per quella sua improvvisa e sgradita apparizione, decidendo deliberatamente di non badare alle sue provocazioni verbali.
«Da te? Assolutamente nulla, figlio mio. Dalla tua bellissima compagna, invece, voglio molto», rispose con un ghigno sfacciato, facendo un passo in avanti e provando a oltrepassare la barriera magica di protezione che circondava l'ingresso. Non ci riuscì. Una scintilla invisibile lo respinse bruscamente indietro. «Lo ammazzo quel maledetto druido...», bofonchiò tra i denti, battendo con rabbia la mano tesa contro lo stipite di legno.
A quella scena, un piccolo sorriso di effimero trionfo si formò sul mio viso, immensamente grato che Thorin avesse protetto la casa e che quell'essere immondo non potesse contaminare il mio piccolo rifugio. Ma quel momento di sollievo durò ben poco: non appena ripensai al peso reale delle sue parole, il sorriso mi svanì dalle labbra e i pensieri mi morirono in gola. Rimasi in silenzio ad osservarlo, disgustato, mentre lui tornava a fissarmi con un interesse quasi predatorio.
«Cosa... cosa vuoi da lei?», chiesi in un sussurro rauco, stringendo i pugni lungo i fianchi con tanta forza da conficcarmi le unghie nel palmo della mano, fino a far male.
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BeWolf 🐺
FantasiI suoi occhi erano neri, profondi e tormentati come un mare in tempesta. Da mesi, la diciassettenne Raven è perseguitata dallo stesso sogno: una corsa disperata tra la neve, le tenebre che avanzano e un lupo dal manto scuro come il suo che rifiuta d...
