No one in this world knows me better than you do (parte 2)

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Caroline posò il bicchiere ormai vuoto su un vassoio che le passava sotto al naso, sbuffando. Trovò Stefan impegnato in una chiacchierata con un compagno di squadra di football, non sembrava una discussione dai toni felici, e chi poteva biasimarli.

Si fermò poco distante per rivolgergli un sorriso, e il suo ragazzo raccolse l'opportunità per tagliare la conversazione.

«Ti stavo cercando.» gli disse, prima di fargli una carezza sul braccio.

Stefan si strinse nelle spalle. «Sono qui.» le disse, piano. «Tutto bene?»

«Sono preoccupata.» non gli diede quasi il tempo di finire la domanda. «Per Matt, per il casino di oggi, e per Elena.»

«Lo sai anche tu che non possiamo fare granché per nessuno dei due.» lui sembrava essersi rassegnato per davvero. «Voglio dire, posso parlare con Damon e sperare che si ricordi per una settimana quello che gli ho detto, ma alla fine torna a fare come vuole.»

E, dopotutto, se anche era sbagliato, era un suo diritto fare le sue scelte. La cosa che però continuava a infastidirlo era che ci andassero di mezzo tutte le persone che lo circondavano senza avere una reale colpa.

«Per Matt? Be', diciamo che non è il suo momento migliore.»

Non ci si poteva sentire altro che impotenti di fronte all'ineluttabilità degli eventi di quel giorno, o della velocità con cui si era svolto il tutto. Non credeva che il suo amico avesse avuto tempo abbastanza per dire addio o per rendersi conto che era successo davvero, che quella sera sarebbe tornato a casa e l'unica compagnia gliel'avrebbe data un silenzio assordante.

«Puoi invitarlo a stare da te.» suggerì Caroline, come se gli avesse letto nel pensiero. «Per qualche giorno, o non lo so. Però so che fa schifo stare da soli dopo tutto questo. E sì, so anche che prima o poi sarà costretto a tornare a casa sua, ma... non stasera.»

Aveva ragione, naturalmente, e in qualità di migliore amico, chi meglio di lui? Annuì, e le rivolse un sorriso che voleva essere di conforto.

Stanca, Caroline tese le braccia e lo strinse, desiderando che quella giornata finisse con tutte le sue forze, così poteva andare a letto e permettersi di dimenticare tutte quelle disgrazie, ma sembrava anche troppo facile già allora, cullata dalle chiacchiere indistinguibili che circondavano lei e Stefan, il cui abbraccio rassicurante era un ottimo metodo per rilassarsi.

Sembrava stupido pensare a quando l'aveva baciata, mesi prima, e ricordarsi di essere fuggita arrabbiatissima.

Una vita prima, un'altra persona.

«Ti amo.» gli disse, a occhi chiusi, con la testa sulla sua spalla.

Stefan si irrigidì come se fosse diventato di ghiaccio. Non per la confessione in sé, quanto perché era arrivata senza che l'avesse previsto, o anche solo immaginato: nemmeno nei suoi sogni più selvaggi avrebbe osato sperare di sentire una cosa del genere venire da lei.

Sì, stavano insieme, e già la cosa gli sembrava assurda, che avesse scelto lui, tra tutti quelli che avevano manifestato interesse per lei.

E quella sera Klaus era là, e Caroline non l'aveva degnato di uno sguardo se non per dargli le sue condoglianze, e questo gli aveva dato uno strano piacere: era stata la conferma a quello che aveva visto quando aveva gelato Valerie con uno sguardo in ospedale.

Si scostò e la prese per mano, guardandosi intorno furtivo nel frattempo, e Caroline si chiese se la confessione che gli aveva fatto non fosse stata troppo, se l'avesse scosso, o cosa mai avesse da nascondere.

Naturalmente niente, si stava solo assicurando di non avere occhi addosso, e quando la trascinò via, capì perché: appena raggiunto un angolo poco illuminato sotto le scale, si chinò a baciarla con quanto aveva in corpo, e per un momento lei restò senza fiato.

Dear Diary - The Vampire DiariesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora