"Buongiorno!"
Un dito mi sfiorò una ciocca di capelli che copriva la mia fronte. Aprii gli occhi e notai immediatamente accanto a me un vassoio tra le mani del castano.
"Colazione a letto!" Affermò tutto felice.
"Ma a che ora ti sei svegliato?" Mormorai con la voce ancora rauca.
Lui sorrise.
"Oggi è un grande giorno per entrambi. Devi mangiare bene!" Mi diede un bacio.
Presi la forchetta e la infilai nel morbido waffle, accompagnato da yogurt greco e sciroppo d'acero, mentre Oikawa shakerava il suo frullato proteico alla vaniglia, già mezzo vestito, alla ricerca della divisa da mettere nel borsone.
"Grazie!"
Quella mattina fu più silenziosa di molte altre. Come se ci fosse qualcosa nell'aria che mi premesse sul petto e mi togliesse il fiato. Terminammo di prepararci con calma e uscimmo di casa, dirigendoci a piedi verso la scuola, dove ci avrebbero raggiunti tutti gli altri. Su Tooru iniziava ad incombere la paura della fine, a cui, prima o poi, avrebbe dovuto far fronte. Scendere in campo, pur sapendo di essere più debole, questo lo uccideva. Era un pensiero con cui doveva combattere ogni giorno della sua vita.
Mi fido di loro. Pensava tra sé e sé, riferendosi ai suoi compagni di squadra. Se ci sono loro, andrà tutto bene.
"Itoo-kun!" Mi sentii chiamare.
Mi girai e il castano fece lo stesso.
"Ushijima-san!" Incrociai le braccia, ancora disturbata dalla nostra conversazione.
"Hai pensato a quello che ci siamo detti ieri?"
Aspettai qualche secondo a rispondere. Oikawa aveva lo sguardo confuso di chi non sapeva nulla. Feci un passo verso il campione. "Sai Ushijima-san, forse dovresti preoccuparti più per te stesso che per me. Io so quello che devo fare, ma tu? Hai qualche vaga idea? Cosa farai della pallavolo, la tua vita o un semplice, com'è che l'hai definito, passatempo?"
Non cadde nella mia provocazione e mi ignorò. Tuttavia, sul campo, le guerre si combattono diversamente e con armi più appuntite e pericolose.
"Oikawa sarò io ad andare ai nazionali!" Puntò l'indice sinistro verso il grande Re, che si trovava al mio fianco.
"Staremo a vedere!" Rispose il palleggiatore.
~
La prima finale che si sarebbe disputata quel giorno, era quella maschile. Il palazzetto dello sport di Sendai era gremito di persone. Oikawa cercò il contatto coi miei occhi, persi tra la folla, per tutto l'inno nazionale. In quel momento, tutto il resto sembrava aver perso senso. Eravamo solo io e lui.
"Al servizio Ushijima!" Annunciò il cronista, inaugurando l'inizio della fine.
Lanciò la palla davanti, caricò una ricorsa esplosiva e colpì!
"Ace dell'asso della Shiratorizawa!"
Una battuta infernale.
Iniziare subendo un ace non era il modo migliore per partire con il giusto spirito. Ma il Seijoh riuscì immediatamente ad uscire dalla fase di ricezione, grazie ad un potente attacco di Iwaizumi in diagonale stretta. La tifoseria esplose in un boato di meraviglia. Quello era un colpo davvero difficile, solo chi aveva passato tante ore in palestra ad allenarsi poteva riuscire ad eseguirlo. Poi cadde un silenzio gelido. Tooru si stava dirigendo verso la linea dei nove metri. Aveva gli occhi affamati di chi desiderava ardentemente vivere. Perché perdere quel giorno avrebbe significato per lui rinunciare all'ultima opportunità di partecipare ad un torneo nazionale. Era l'ultima occasione per coronare un sogno, il sogno che lo aveva tenuto in vita fino a quel momento. Il fuoco negli occhi bruciava come non mai.
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Carne y Hueso | Oikawa Tooru |
FanfictionLa storia di Becka e Tōru vi ha tenuto incollati su questa piattaforma per ore ed ore, facendovi emozionare, ridere e riflettere. Grazie per il continuo amore che mi mostrate. La scrittura è un'arma potentissima e sono onorata che le mie parole sian...
