"Ed ora salga sul palco Oikawa Tooru."
Il ragazzo salì le scalette accompagnato dalle grida del suo fastidioso fan-club e si posizionò dietro il microfono, schiarendosi la voce. I suoi compagni di squadra, seduti in seconda fila, si tenevano per mano, impazienti di sentire il discorso che il loro capitano aveva preparato con tanta cura. Una volta suonata l'ultima campanella, avrebbero dovuto far fronte all'idea che non sarebbero più stati parte dello stesso nome, e il presente si sarebbe trasformato in un meraviglioso ricordo. Avrebbero dovuto accettare l'idea che Oikawa non li avrebbe più guidati verso nuove sfide.
Io lo guardavo da un angolo della sala, dove la penombra vinceva sulla luce, nascosta da tutti.
Iniziò.
"Questa deve essere l'emozione di cui parlava Hiroshi, la senti anche tu Iwaizumi?"
L'asso della squadra non riuscì a trattenere una lacrima.
Quell'inizio attirò l'attenzione del pubblico.
"Il primo giorno che misi piede in questa scuola, incontrai un giovane talento che, suppongo, conosciate tutti. Hiroshi Tanaka, colui che cinque anni fa portò in alto il nome di questo Istituto tra i colossi nazionali di pallavolo. Dopo aver preso il diploma, rimase seduto in palestra per ore ed ore. Mi guardò allenare tutta la notte con gli occhi gonfi di chi non aveva smesso di piangere un solo secondo. Quando gli chiesi come si chiamasse, mi rispose che non fosse nessuno con un nome da ricordare.
In questa scuola lascio un pezzo di me. Capirai questa emozione, solo se avrai dato tutto te stesso. Mi disse prima di andarsene e non tornare mai più.
Beh, oggi posso dire di aver dato tutto me stesso, seppur non sia stato abbastanza."
Fece una pausa.
"Non ho mai avuto paura di essere al centro dell'attenzione, eppure qui, davanti a tutti voi, ammetto di sentirmi nervoso. Devo cercare di rendere omaggio a qualcosa che non è descrivibile a parole. Proverò ad avvicinarmi, per quanto possibile, alla bellezza di questo viaggio chiamato liceo. Mentirei se dicessi che questa scuola non mi abbia cambiato. Sono entrato bambino ed oggi ne esco uomo... o quasi."
Tutti risero.
"L'Aoba Johsai è stata casa, è stata famiglia, è stata gruppo. Nulla mai potrà cambiare questo. Tra i banchi di scuola ho conosciuto compagni senza i quali essere qui sarebbe stato impossibile. Si dice che le promesse che fai a diciotto anni durano un giorno o una vita intera. Fidatevi di me, durano una vita intera. Qui, tra queste mura, ho appreso l'importanza dell'amicizia e delle relazioni. L'uomo è un animale sociale, mi corregga se sbaglio Professor Mitori. Sarò pure un animale, ma il più sociale tra tutti."
Il pubblico applaudì. Alzai gli occhi al cielo. Che buffone. Pensai senza malignità.
"Quando sono arrivato, ero convinto che il talento di uno potesse battere la forza di sei. Tuttavia, ben presto, mi resi conto che il sacrificio di un individuo non avrebbe mai potuto superare l'impegno di una squadra. Così, fui costretto a tornare sui miei passi e a rivedere i miei valori. Negli anni, mi è stata messa sul capo una corona che non merito. Sono un Grande Re, dite. Ma cosa è un Re senza una corte di guerrieri? La mia squadra, è a loro che devo tutto. La maglia numero uno, è a lei che devo il mio nome. La fascia da capitano, è a lei che dico addio. Questa scuola, al contrario di quello che possano pensare gli altri, è stata la scelta più giusta che io potessi prendere.
Ragazzi, senza di voi nulla avrebbe avuto senso. Makki, Matsun e Iwa, le nostre strade si divideranno, è vero, ma voglio che sappiate che il mio cuore riserverà sempre un posto per voi, Amici miei. Siete davvero in gamba, qualunque cosa decidiate di fare, sarò sempre orgoglioso di voi. Vi voglio bene"
STAI LEGGENDO
Carne y Hueso | Oikawa Tooru |
Fiksi PenggemarLa storia di Becka e Tōru vi ha tenuto incollati su questa piattaforma per ore ed ore, facendovi emozionare, ridere e riflettere. Grazie per il continuo amore che mi mostrate. La scrittura è un'arma potentissima e sono onorata che le mie parole sian...
