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Avete presente quelle mattine in cui siete beati e tranquilli che dormite, che vi godete un po' di pace e finalmente non avete nessuno fra i piedi? Ecco, beh, io no.

"Amore alzati, ci sono novità!". La voce di mia madre generalmente non mi infastidisce. La cosa cambia. però, se sono le 7:00 di mattina, mentre sono in vacanza e mi sono addormentata all'una di notte.

Scesi le scale con un sorriso forzato, che diceva tutto fuorché qualcosa di gentile.

"Adesso spiegami per quale buona ragione io sono in piedi alle sette e mezzo di mattina" chiesi, stringendo i denti.

"Ricordi quando avevamo proposto alla mamma di Alessio di portarlo con noi una settimana nella nostra casa in montagna?". Il caffè mi andò di traverso. Cercai di mantenere la calma: l'ultima cosa che potevo permettermi con uno come Alessio erano le illusioni.

"Sì. Perché me lo chiedi?" domandai, con l'indifferenza più vera che mi uscì.

Lei mi guardò sorridendo.

"Beh, ha accettato, abbiamo il permesso di sua madre. Partiamo domani". Di nuovo il caffè andò di traverso, e rinunciai a fare colazione.

Mi sentii mancare la terra da sotto i piedi.

"Cazzo si!" urlai, forse troppo felice. Mia madre scoppiò a ridere, e le uniche parole che le uscirono furono: "Muoviti a decidere che cosa portare via".

Feci le valige all'ultimo minuto, ovviamente e, finalmente, dopo una notte insonne, arrivò il giorno tanto atteso.

Quando salì in macchina lo abbracciai forte, e subito iniziammo a pensare a come sarebbe dovuta andare quella settimana. I suoi occhi brillavano e i miei non dovevano essere da meno.

Non avevo mai sentito queste emozioni, né mai avrei pensato che qualcuno sarebbe stato felice di passare sette giorni con me. L'unica cosa che mi venne spontanea fare fu baciarlo: volevo che in qualche modo sapesse che ero felice quando lui, anche se non sapevo come farglielo notare.

"Allora, siamo pronti?" chiese mia madre, sempre in mezzo come il giovedì, schiarendosi la voce.

"Sì" rispose lui, visibilmente imbarazzato. Incenerii mia madre dal sedile posteriore.

Arriviamo dopo un'ora e mezza di viaggio. Aprendo la portiera fui subito inondata dai profumi della montagna: abete, fiori, aria fresca e pura. Mi mancava quel posto. La vista era sempre la stessa: montagne innevate il lontananza e la valle sotto du noi lievemente sfiorata dal sole.

Passammo le notti insieme, nello stesso letto. Per tante persone, tra i genitori soprattutto, di sicuro non avevo la migliore delle reputazioni: a quanto pare, se a dodici anni non giochi con le bambole e non vieni tenuta allo scuro di tutto, sei sicuramente una decerebrata. Al diavolo quelle voci, al diavolo quei genitori, al diavolo tutto. Io stavo bene con Alessio, ed era questo ciò che importava.

Trascorremmo una settimana bellissima e, ad ogni giorno che passava, m'innamoravo di lui un po' di più. Era così dolce.

"Sei la cosa più importante che ho" mi disse una sera, prima di dormire.

"Anche tu" pensai, ma non glielo dissi. Mi limitai ad abbracciarlo. Ricordo ancora tutto, dopo quattro anni.

Passammo un'intera notte, ricordo, a parlare di noi e del nostro futuro. Del cane che avremmo avuto, di dove avremmo vissuto, perfino i nomi dei nostri eventuali figli!

È incantevole pensare alla semplicità con cui si fanno progetti, quando si è bambini. Ma non lo è altrettanto la facilità con cui sfuma tutto.

* * *

"Alzati pigrona", sento dire dalla voce di Alessandro. MI volto verso la sveglia: le otto e trenta. Era il nostro ultimo giorno insieme, quella sera saremmo ripartiti.

Già vestito da corsa e con lo skate sotto il braccio, mi guardava come se fosse la situazione più naturale del mondo.

Lo guardai con due occhi enormi, per poi domandargli cosa stesse facendo vestito così.

"Ti insegno ad andare sullo skate". Io scoppiai a ridere, guadagnandomi una cuscinata. Fingo di offendermi, solo per un suo bacio.

Mi vestii, preparandomi mentalmente per la mia esperienza da skater.

"Sei matto" gli dissi.

"Si, concordo" rispose ridendo, molto probabilmente della mia faccia più che di quel che avevo detto.

Mi lasciai guidare. In un pomeriggio non si impara molto, ma imparai abbastanza per non fare tutt'uno con l'asfalto.

La sera, a nessuno andava davvero di scendere dall'auto. Guardandolo, però, avrei detto che quella non sarebbe stata la nostra unica vacanza insieme. E, a giudicare dall'intensità del suo bacio, anche per lui era lo stesso.

* * *

Nella teoria, detesto i campi estivi. Nella pratica, però, i miei genitori vogliono che socializzi. Così, a una settimana dal nostro ritorno, partii.

La sera prima di partire, però, ci prendemmo una sera per uscire con la compagnia. Prima di andarmene lo salutai, asciugandomi una lacrima. Lui sorrise e, prendendomi il viso fra le mani, mi disse: "Ti aspetto qui". Gli credetti... E cazzo, sbagliai in pieno.

Infatti, nonostante ciò che ci eravamo detti durante quei due mesi passati insieme, nonostante ciò che avevamo provato, o almeno che io avevo provato, le cose andarono nel peggiore dei modi.

Passai una settimana orrenda, detestavo stare lontana da casa e, per di più, quei pochi momenti nei quali avevo la possibilità di chiamare Alessio, in sottofondo c'erano sempre delle risatine femminili.

Una sera, la penultima, disperata, chiamai Valeria, per chiederle se almeno lei potesse dirmi la verità.

"Grace, non prenderla troppo male...Alessio sta uscendo con diverse ragazze, e non fa altro che ripetere che sei come la colla. Vuole lasciarti, quando tornerai". Mi sentii mancare, tanto che mi appoggiai alla colonna nel salone della casa vacanze in cui ero. Lo amavo, non volevo perderlo. Avevo vissuto un sacco di cose con lui. Le prime cose, tra l'altro.

L'ultima cosa che ricordo è un suo messaggio, che diceva: "Mi dispiace Grace, ma ti devo lasciare. Spero che rimarremo amici, ciao".

"Ok, ciao" risposi, in lacrime. Non credevo a quello che stavo leggendo. Ero a pezzi. Per molte notti non chiusi occhio. Lo pensavo e gli scrivevo. Ma lui non mi rispondeva mai. Er passato dall'essere la mia vita, all'essere un fantasma.

L'avevo perso. Per sempre.

E questa sono ioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora