Era furioso con lei, lo era ma l'aveva attesa lo stesso. L'aveva aspettata per più di mezz'ora. Quella notte era la sua notte di guardia ed erano soliti darsi appuntamento a una certa ora per poter passare del tempo assieme.
Sì, poteva sembrare stupido aspettare una persona che aveva fatto di tutto per non vederlo e per evitarlo negli ultimi giorni; sembrava ancora più stupido considerando il grosso dubbio che gli aveva riempito la testa.
Robin e Sanji.
Sembrava avere prove a sufficienza, ma accettarlo... Si chiedeva se sentendolo dire dalle sue labbra le avrebbe creduto. Non ne era poi così certo...
Quando ormai aveva perso le speranze ed era in procinto di andarla a pescare direttamente nella sua stanza, noncurante dei rischi rappresentati dalla presenza della rossa, gli importava ben poco di essere scoperto a quel punto.
Si tormentava camminando avanti e indietro per quel piccolo stanzino che avevano scoperto sulla Sunny e che era diventato il loro nido d'amore, o almeno così credeva.
"Credevo non saresti venuta." Sorrise senza volerlo, maledicendosi l'istante successivo. Nel vederlo sorridere in quel modo la donna sentì un macigno caderle sul petto. L'istinto le aveva suggerito di scappare, ma si era trattenuta.
"Ciao...— si chiuse la porta alle spalle, lui la osservò in silenzio— Mi dispiace per essere scappata, prima." la voce era bassa e insicura. Non era nemmeno certo di averla mai sentita parlare così.
Lei stessa odiava lo stato di perenne emotività nel quale si trovava costretta da qualche tempo.
"Cosa succede, Robin?" gli doleva il petto nel vederla così, non sapeva dire se il dolore derivasse dalla sua figura instabile o dalla paura di quello che avrebbe potuto dirgli. Se da un lato voleva avvicinarla a sé dall'altro desiderava interporre tra di loro la maggior distanza possibile: sentiva di doversi proteggere.
"Io... Mi dispiace." sembrava essere di nuovo sul punto di piangere.
"Sono giorni che mi eviti." si era seduto sul loro letto improvvisato, dove avevano condiviso molti ricordi e, a parte quello che stavano vivendo in quel momento, decisamente piacevoli.
"Lo so." - "Ho fatto qualcosa di sbagliato?" non riusciva ad essere arrabbiato, poteva dire di sentirsi più che altro nervoso.
"No, non sei tu il problema." aveva affermato lei prendendo posto di fronte a lui. Avrebbe voluto che lui la stringesse a sé, ma sapeva che non sarebbe successo.
Zoro la suplicó mentalmente di non dirgli 'ma sono io' e per fortuna la donna sembrò volerlo accontentare.
"Allora dimmi cosa succede, perché non riesco a credere veramente alla storia tra te e l'ero-Cook." sperava vivamente di avere ragione, pregava che la sua fiducia venisse ricompensata. Se così non fosse stato... non poteva neanche immaginarlo. Non era sicuro di poter sopportare il colpo. Glielo aveva detto prima quanto era importante per lui?
Era la prima donna nella sua vita alla quale aveva permesso di entrare, e si era illuso di essere stato anche lui l'unico per lei.
"Io non so come dirtelo..." aveva paura, aveva una paura atroce di perderlo.
"Robin parla e basta!" suplicó, di questo passo sarebbe stato colto alla sprovvista da un infarto prima di scoprire la verità.
"Sono incinta!" aveva finalmente sputato fuori scoppiando in lacrime. Non poteva credere di essere stata così poco attenta.
"Cosa?— lo spadaccino l'aveva osservata con un occhio spalancato. —Incinta?" dovette respirare profondamente vedendo la donna annuire tra le lacrime.
"L'ho scoperto da qualche giorno." aveva sussurrato porgendogli quello che suppose essere un test di gravidanza.
"Maledizione Robin, non piangere così!" aveva detto nel panico, portandola contro il proprio petto.
"E io sono il padre , vero?" poteva sembrare una domanda stupida, ma lui aveva veramente bisogno di sentirselo dire.
"Di chi credi che sia?! " lo allontanò da sé ancora in lacrime. Lui sentì quel peso opprimente liberargli il cuore, per poco non sentì anche lui il bisogno di piangere.
"Scusa, hai ragione è che..." - "Per questo non sapevo come dirtelo, ero sicura della tua reazione!" si era detta coprendosi il viso con le mani.
