East blue - Shimotsuki village
Aveva osservato i suoi allievi allontanarsi in gruppo dopo un'intensa giornata di allenamento, qualcuno di loro teneva ancora quella stupida benda sull'occhio che riproduceva la cicatrice sul suo occhio. Quei marmocchi non la smettevano di presentarsi a lezione con bandane e bende per occhi nonostante i suoi continui rimproveri che proseguivano ormai da un paio di anni, neanche una volta diventato Sensei era riuscito a convincerli di farla finta.
Sospirò sonoramente chiudendo le porte del dojo e osservando il tramonto alle sue spalle, doveva essere probabilmente in ritardo per la cena, forse anche per questo era una fortuna abitare ad un passo dal suo posto di lavoro.
Da un paio di anni avevano definitivamente concluso il loro viaggio, tutti avevano realizzato i loro sogni, Luffy era diventato il re dei pirati da almeno cinque anni, Nami aveva finito di disegnare la cartina del mondo, il cuoco aveva trovato l'All Blue e ed era anche partito assieme al vecchio Zeff per mostrarglielo, Chopper era diventato il miglior medico al mondo, Franky aveva costruito la migliore nave del mondo e ora si trovava a Water Seven assieme allo Zietto Iceburg mentre lavorava per far galleggiare l'intera isola, Brook era tornato da Lavoon e con lei aveva iniziato un tour mondiale come un grande musicista, Usopp era prima andato ad Elbaf e poi era tornato al suo villaggio per stare assieme a Kaya, lui aveva ereditato il Dojo del suo maestro dopo la sua morte circa un anno fa dopo essere diventato finalmente lo spadaccino più forte del mondo e Robin aveva decifrato tutti i Poignee Griffe.
Raggiunta Laughtale avevano anche trovato il tempo di partecipare a una piccola guerra che avrebbe causato la definitiva caduta del governo mondiale che senza l'archeologa della loro ciurma non sarebbe mai stata possibile e sempre per questo ora gli era concesso vivere in pace senza essere dei ricercati. Doveva ammettere che un po' il brivido dell'avventura gli mancava, ma non lo avrebbe mai scambiato per la sua famiglia.
"Hai fatto tardi come al solito." Gli aveva sorriso candida la donna più bella del mondo.
"Lo so, ho perso tempo a litigare con quei mocciosi." Sbuffò lui non potendo mascherare il sorriso che si era fatto spazio sulle sue labbra nel vederla.
"Papà!" Aveva esclamato la bambina dai capelli verdi che si trovava tra le braccia della donna, proprio sopra il suo ventre cresciuto; lui si era avvicinato cauto prendendo la piccola tra le braccia e lasciando che la sua donna potesse cucinare in santa pace avendo finalmente un po' di sollievo per la sua schiena.
"Ciao." Aveva sorriso all'unica bimba che non reputava una mocciosa, se non una delle creature più belle di sempre. "Ciao." Lo aveva salutato la mora ora che lo aveva abbastanza vicino da potergli stampare un bacio sulle labbra, come accadeva ormai ogni giorno da due anni.
"Come stai?" Le aveva domandato, dondolando la piccola tra le braccia e posando una mano sul ventre della donna, ricevendo un calcetto in segno di saluto. "Bene, anche se oggi il bambino sembrava muoversi più del solito, a fatica ho finito di fare lezione." Si era spiegata finendo di mescolare il contenuto della pentola e preparandosi per impiattare per la cena. "Ti ho già detto che devi smetterla di sforzarti." L'aveva rimproverata lui.
"Mi annoierei troppo a casa tutto il giorno. -Si era difesa lei- E poi probabilmente sarà solo emozionato per l'imminente arrivo degli altri." - "Riguardo a questo... come pensi che reagiranno? L'ultima volta che hanno avuto tue notizie stavi viaggiando il mondo insieme ai rivoluzionari." Nessuno dei componenti della ciurma sembrava essere al corrente della loro relazione, successivamente alla separazione del gruppo non avevano più ritenuto opportuno dire nulla agli altri visto e considerato il fatto che la loro relazione amorosa si era conclusa.
"Suppongo che ormai la loro reazione poco importi, no? Il danno è stato fatto!" Aveva riso soavemente portando il cibo sulla tavola mentre Zoro apparecchiava al suo fianco.
"Hey, non chiamarlo danno." L'aveva rimproverata appena, mettendo la piccola Kuina nel suo seggiolone.
"Lo sai che non mi sarei mai sognata in tutta la mia vita di avere tutto questo." Si era scusata lei rivolgendogli uno sguardo nel quale il verde aveva potuto leggere mille cose. Era felice ma a volte la paura che quella vita semplice non fosse abbastanza per lei lo terrorizzava, chi gli avrebbe assicurato che non si sarebbe stufata della loro famiglia?
"Dico solo che anche se gli altri non dovessero reagire bene ormai avrebbe poca importanza." Si era spiegata meglio, il verde le aveva circondato la vita con le braccia avvicinandola a sé e posandole sulla fronte un piccolo bacio.
"Ti amo." Gli aveva detto lei, forse intuendo quella paura che ogni tanto sapeva farsi spazio nella sua mente.
"Quando credi che arriveranno gli altri?" Si era seduto su una sedia tenendo la Robin sulle sue gambe e allungandole una posata con del cibo vicino alla bocca.
"Kenshi-san, credo che tu ti stia confondendo, è Kuina quella da imboccare." Lo aveva preso in giro lei porgendo un piatto a loro figlia, non scendendo comunque dalle gambe del suo uomo.
"Mangia da sola da almeno sei mesi, sembra essere sveglia come il padre, la madre invece nonostante la sua veneranda età ha ancora bisogno di essere imboccata." l'aveva presa in giro ricevendo un'occhiataccia da lei che era stata in grado di spegnergli il sorriso sulle sue labbra.
"Il padre è così sveglio che tutti hanno deciso di incontrarsi in questo villaggio per impedire che tu prendessi il mare e finissi dall'altra parte della Red Line." Lo aveva schernito in tutta risposta, prendendogli di mano la forchetta e portandosela alla bocca da sola.
"Siete voi ad essere pessimi con le indicazioni, non dare la colpa a me!" Si era lamentato lui causando una lieve risata di Robin. Kuina sul suo seggiolone si era messa ridere come se potesse comprendere di cosa stessero parlando.
"Credo che in un paio di giorni inizieranno ad arrivare i primi." Aveva infine risposto porgendo un boccone a Zoro, che ancora imbronciato aveva annuito accettandolo.
...
"Oi, Moshi Moshi Marimo!" La porta del Dojo si era spalancata lasciando spazio a Sanji e Nami.
"Zoro!" Aveva esclamato lei correndo ad abbracciarlo, al che lui aveva sorriso in imbarazzo.
"Baka, sto facendo lezione, vi sembra il modo di entrare?" Li aveva rimproverati lui mentre tutti i bambini li osservavano con bocca aperta.
"Scusate." Si erano scusati i due chinando il capo e tornando a fare baccano l'istante successivo.
"Gamba nera e la gatta ladra!" Aveva urlato un bambino con gli occhi a stella causando l'euforia del resto del gruppo. "Merda!" Aveva borbottato Zoro battendosi un palmo sulla fronte.
"Vuoi farmi credere che ora davvero insegni ai marmocchi come usare la spada?" Lo aveva guardato confuso il Sanji -"Non sono marmocchi." Li aveva difesi lasciando interdetti i due compagni.
Si era trovato costretto a interrompere le lezioni dieci minuti prima del previsto a causa dell'interruzione dovuta all'arrivo dei suoi compagni e ora con loro due attendeva che i bambini si allontanassero.
"Zoro-Sensei." Una bambina si era avvicinata al trio con un piccolo pacchettino tra le mani. "Uh?" L'aveva osservata confuso. -"Mia mamma mi ha chiesto di portarti questo, lo ha fatto per Robin-san per ringraziarla. Ha aiutato molto mio fratello!" Si era spiegata e lo spadaccino con il viso rosso si era chinato a raccogliere il regalo ringraziando.
"A domani Sensei! Ah, la mamma mi ha detto anche di farti gli auguri!" Detto ciò si era allontanata correndo lasciando il proprio maestro ormai completamente rosso e sudato in mezzo ai suoi due compagni.
"Robin? È già qui? Non la sento da così tanto!" Aveva esclamato Nami entusiasta.
"La mia Robin-Chan! Chissà quanto sarà diventata bella in questi due anni! - Aveva esclamato Sanji con gli occhi a cuore.
"Cos'ha fatto Robin per quella bambina? Perché ti ha fatto gli auguri?" Aveva poi domandato Nami incuriosita
"Sarà meglio andare a casa..."
...
"Sono a casa!" Aveva esclamato seguito da Sanji e Nami che si lanciavano continui sguardi d'intesa. Forse il viaggio coi rivoluzionari si era concluso prima di quanto non immaginassero.
"Robin, Kuina!"
