17.2. Riuniti

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Aveva urlato Zoro trovando la casa sottosopra e priva delle due.
"Che succede, chi è Kuina? Dov' è Robin?" Nami si era fatta spazio dentro l'abitazione sentendo l'agitazione farsi spazio nel suo corpo nel vedere la preoccupazione del suo compagno.
"Kuina! Robin!" Si era guardato attorno con un certo panico e correndo al piano superiore, verso la loro stanza, non facendo caso agli altri due nakama.

"Papà!" Aveva sentito un pianto provenire dall'armadio che aveva spalancato trovando sua figlia in lacrime. "Kuina!" L'aveva presa tra le braccia stringendola contro il petto sentendo la paura crescere dentro al suo petto mentre i peggiori scenari iniziavano ad attraversargli la mente. Non si sarebbe mai potuta nascondere da sola nell'armadio e il disordine in casa non aveva fatto altro che aumentare il suo panico.

"Zoro cosa diavolo succede?" Sanji era accorso al piano superiore sbarrando gli occhi di fronte a quella bambina dai capelli verdi e degli occhi azzurri inconfondibili. "Oh, mio, dio." Nami che aveva seguito il biondo si era bloccata nella sua stessa posizione, non potendo credere ai propri occhi.
"Non ho tempo di spiegare. Dovete prendere Kuina e badare a lei fino a che non tornerò. Qualcuno deve essere venuto qui per Robin! Lei deve averla nascosta nell'armadio..." aveva detto guardandosi attorno nel panico, fuori dalla casa non aveva visto niente di sospetto e ora non aveva idea di cosa fare, non riusciva a pensare lucidamente.

"Luffy e gli altri sono al porto con Franky, ci ha raggiunti con la Sunny e siamo arrivati qui assieme." -"Avviserò subito gli altri con il den den mushi!" aveva detto Nami tentando di mantenere la calma mentre si allontanava dalla stanza con la bambina ancora in lacrime tra le braccia.

"Marimo, pensa lucidamente. Cosa pensi che possa essere successo?"  Si era avvicinato a lui cauto il cuoco, accendendosi una sigaretta.
"Spegnila, qui ci dorme anche mia figlia." Aveva intimato lui, Sanji aveva obbedito in silenzio tenendo la sigaretta spenta tra le labbra.

"Ho una sua vivre card!" di punto in bianco si era diretto verso un cassetto del comodino, dove quel foglio si muoveva, era più piccolo di quanto non ricordasse.
Si erano scambiati una vivre card dopo che due anni fa la ciurma si era separata, tra di loro era finita ma lei una sera si era presentata da lui con quel foglio in mano, in modo che potessero sempre sapere dove si trovasse l'altro.

"Punta verso il porto!" Nel sentire le parole di Sanji, Zoro lo aveva sorpassato uscendo da quella stanza e fiondandosi al piano inferiore dove si era fatto dare la bambina da Nami che aveva guardato prima lui e poi il cuoco correre fuori dall'abitazione e dirigersi verso il porto.

"Papà! Mamma?" Lo aveva chiamato la piccola con le lacrime agli occhi, spaventata dalla preoccupazione che poteva percepire intorno a lei.
"Stiamo andando a riprenderci la mamma, non ti preoccupare." Le aveva detto stringendola di più contro il suo petto, inspirando il suo profumo che però non lo aveva calmato. Corse, corse così veloce che neanche il cuoco era riuscito a stargli dietro, mentre lui e Nami urlavano il suo nome senza fiato.

Si era sicuramente accorta del fatto che qualcosa non andasse e per questo doveva aver nascosto Kuina prima che qualsiasi cosa accadesse al piano inferiore, lontano dalla loro bambina. Si chiese perché non lo avesse chiamato con il den den mushi ma concluse che trovare una risposta a quella domanda sarebbe risultato solo superfluo.

"Oi, è Zoro quello! E dietro di lui ci sono Sanj e Nami!" Potè sentire le urla di Usopp che si trovava sulla Sunny, non ancora poi così lontana; tutti nel sentire l'avviso del nasone si erano preparati per poter salpare il prima possibile.
"Qualcuno ha preso Robin, dobbiamo sbrigarci!" Aveva urlato salendo a bordo della nave con un grande salto, mentre la sua attenzione era tornata su Kuina che non sembrava intenzionata a smettere di piangere tra le sue braccia; era sempre stato in grado di calmarla con un solo sguardo, quel giorno per la prima volta da quando aveva pianto per la prima volta il giorno del parto l'aveva osservata con panico, non avendo idea di come calmare lei e poi sé stesso.
Non la vedeva piangere così da quando Robin era rimasta incinta per la seconda volta, spaventando a morte entrambi con frequenti malori che alla fine si erano rivelati solo i sintomi della gravidanza.
"La mamma sta bene." Aveva tentato di calmarla con qualche carezza, ignorando completamente gli sguardi attoniti dei suoi nakama che non potevano smettere di osservare lui e quella bambina; in quel momento Nami e Sanji salirono a bordo della nave.

One shots ZorobinLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora