"Come ti senti?" si era appoggiata sul letto e nell'attesa si era quasi addormentata, cosa alquanto insolita per lei visti i pochi minuti che il suo compagno aveva impiegato per lavarsi.
"Sono solo un po' stanca ma non è niente." gli aveva detto voltandosi, e sentendo la febbre salire nell'istante in cui i suoi occhi si erano scontrati contro quello spadaccino coperto solo da un asciugamano (che lasciava comunque ben scoperta la V sotto agli addominali).
"Ho dimenticato di portarmi i vestiti in bagno, torno subito, così andremo a mangiare e potrai metterti a dormire." Robin annuì e basta, pregando che lui non decidesse di punto in bianco di controllarle la temperatura.
Zoro decise di ignorare lo strano comportamento della donna, non riuscendo comunque a non sentirsi soddisfatto, non se anche dopo essere uscito dal bagno (questa volta vestito) lei lo aveva guardato così. Si era guardato dal fare qualsiasi commento riguardo la situazione, in parte perché non gli apparteneva davvero e un po' perché temeva di sembrare inopportuno...
Sospirò sonoramente, avvicinandosi a lei che questa volta lo aveva osservato con molto più contegno di quello mostrato giusto un paio di minuti prima.
"Credi la febbre si sia alzata?" Le aveva domandato -"Credo non sia nulla di che, con una dormita sarà passata." Si era limitata a rispondere poggiandosi una mano sulla fronte e constatando di non essere particolarmente calda.
"Dovremo parlare con la signora della locanda una volta finita la cena." Le aveva detto, tendendole il braccio, che era sicuro gli avrebbe afferrato comunque per condurlo verso qualsiasi destinazione.
Lei con un piccolo sorriso aveva circondato la mano di Zoro con le proprie dita, provando un'insolita allegria; quella situazione che sarebbe dovuta risultare imbarazzante ma al contrario la rendeva particolarmente felice. Forse era colpa della febbre...
Camminarono per i corridoi arrivando all'ingresso dove la signora di prima li aveva osservati leggermente incuriosita dalle loro mani intrecciate, ancora non capiva il motivo di quelle due stanze separate.
"Mi scusi... - Zoro aveva interrotto la loro avanzata, dirigendosi verso la proprietaria- la stanza della mia nakama ha dei problemi: la finestra è rotta e non c'è acqua calda e credo che un insieme delle due cose le abbia fatto venire la febbre." - "Zoro!" lo aveva ripreso Robin, non volendo in nessun modo addossare a quella signora il suo stato di salute, soprattutto visto lo sguardo di rimprovero del suo compagno.
"Dite davvero? Mi dispiace moltissimo!" - la signora si era avvicinata all'archeologa chinando il capo in segno di scuse. -"Signora, non si preoccupi! Non credo fosse colpa sua, il mio amico sta solo esagerando!" - "Le restituirò immediatamente quello che ha pagato! Ma non so come fare per la stanza..." si era interrotta, con fare pensieroso. Robin avrebbe aperto la bocca per dirle di non preoccuparsi, ma era stata interrotta da Zoro che teneva ancora le loro mani intrecciate. -"Dormirà nella mia stanza." la proprietaria sollevò lo sguardo, non osò obbiettare, con soddisfazione di Zoro che aveva semplicemente iniziato a camminare nella direzione opposta trascinando con sé Robin, ancora disorientata dall'affermazione del suo compagno.
La signora lì osservò faticando a trattenere un sorriso, soprattutto dopo aver visto la faccia di lei dopo le parole del ragazzo.
Avrebbe certamente potuto chiedere a suo nipote di sistemare velocemente la stanza, ma pensandoci meglio aveva decretato che sarebbe stato più saggio lasciare che condividessero la stessa stanza.
"Kenshi-San, aspetta. La cucina è dall'altra parte..." lo aveva richiamato lei dolcemente e come suo solito e lui si era lamentato ancora una volta delle indicazioni poco chiare, imboccando nuovamente la direzione sbagliata.
"Perché non ti lasci andare? Ci penso io, d'accordo?" quella voce soave aveva una sorta di potere su di lui, che si era limitato ad obbedire mentre una sensazione di calma lo pervadeva.
Effettivamente seguendola avevano raggiunto piuttosto in fretta quello che doveva essere il ristorante e altrettanto velocemente avevano preso posto in un tavolo appartato, non desiderando attirare l'attenzione più del dovuto. Le tre katane di Zoro erano sufficienti per quello.
