3. Cose da donna

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[A slice of our daily life.]

Si trovava nella sua palestra, con un piccolo peso stava giusto riscaldando le braccia mentre poteva osservare tutti i suoi nakama abbandonare a poco a poco la nave che per quel giorno sarebbe stata controllata da lui, che sarebbe anche sceso in coperta se non si fosse trattato di una giornata tanto afosa.
Osservò il sole cocente alto nel cielo e la rossa abbandonare la nave con solo un costume e dei pantaloncini addosso, accompagnata da Franky (anche lui in costume come al solito) e Chopper, per il quale provò una certa pena conoscendo la sua poca sopportazione per il calore.

"Oi, Zoro!" Poteva sentire la rossa urlare il suo nome mentre agitava in aria un braccio per richiamare la sua attenzione.
"Che c'è?" Col suo solito tono, apparentemente poco amichevole ma del tutto normale per i suoi compagni, si era affacciato dalla botola per poterle parlare meglio.
"Noi andiamo, Chopper verrà con noi per prendere qualche erba per aiutare Robin che non si sente bene. Sanji ha lasciato il pranzo pronto per entrambi!" Lo aveva avvisato, licenziandosi infine con un gesto della mano e voltandogli le spalle, non facendo alcun caso all'espressione accigliata dello spadaccino, che non aveva atteso oltre per scendere dalla palestra per dirigersi verso la camera della donna.

Tutti i loro nakama potevano dirsi ormai piuttosto lontani quando Zoro decise di bussare contro il legno della porta della stanza delle ragazze, la flebile voce di Robin gli aveva dato il permesso di entrare.
"Nami mi ha detto che non stai bene..." si era avvicinato cauto a lei, che gli dava le spalle rannicchiata sotto le coperte come una bambina piccola. -"Nami esagera." Gli aveva sorriso candida, voltandosi verso di lui, constatando con piacere che fosse venuto subito a trovarla una volta rimasti soli.
"Tu dici? A me non sembri avere una bella cera." Si era seduto sul lato del letto della donna, lasciandole una dolce carezza tra i capelli, che lei accettò con piacere, sentendo per un momento il suo malessere alleviarsi grazie al tocco del suo spadaccino che le aveva rivolto uno di quei suoi sguardi intimi che rivolgeva solo a lei. -"Stai forse dicendo che sono brutta?" Lo prese in giro, contraendo successivamente la sua espressione in una smorfia di dolore.
"Non fare l'egocentrica." Lui la riprese come farebbe un genitore con il figlio capriccioso, anche se con ancora una mano ad accarezzarle la nuca, gesto che lei sembrò apprezzare al punto di decidere di lasciarsi coccolare mentre serrava gli occhi.

"A quest'ora non ti alleni di solito?" Borbottò la mora dopo alcuni istanti di silenzio, con gli occhi ancora chiusi. "Volevo vedere come stessi..." la sua risposta causò nella donna un largo sorriso e un considerevole aumento della frequenza cardiaca. Ancora faticava a credere che fosse tutto vero.
"Cosa c'è?" Le aveva domandato, vedendola rigirarsi nel letto, dandogli di nuovo le spalle con un largo sorriso sulle labbra che sembrava sforzarsi di reprimere. Per la seconda volta in una giornata si trovò a pensare fosse molto simile a una bambina, una di quelle dolci, non di quelle fastidiose. Qualche tempo prima non si sarebbe mai sognato di conoscere questo lato di lei, che ancora una volta aveva contratto il viso in una smorfia di dolore.

"Puoi tornare ad allenarti, io sto bene. Sono cose che capitano." Gli aveva detto tentando di rilassare la propria posizione, in modo da sembrare anche agli occhi del verde meno molesta di quello che era in realtà. -"Cosa ti ha detto Chopper?"-"Cosa volevi mi dicesse? Mi capita una volta al mese da più di quindici anni!" Aveva riso appena la donna, risolvendo tutti i dubbi del verde che senza nemmeno accorgersene si era trovato ad arrossire appena. Questa volta fu Robin ad accostare l'immagine a quella di un bambino imbarazzato.
"E chi pensava che per imbarazzarti bastasse così poco..." lo aveva preso in giro e lui aveva alzato un sopracciglio, indicandole il fatto che non apprezzasse essere deriso in quel modo.

Non è qualcosa di cui di solito la gente mi parla... - si era giustificato - Ti fa stare sempre male?" Domandò poi, sinceramente curioso, Robin gli rivolse un piccolo sorriso, prima di chiudere nuovamente gli occhi esausta, nonostante fosse solo mattina.
"Dipende, non è mai una passeggiata ma questa mattina mi sta dando più fastidio del solito..." sospirò leggermente infastidita dai vari stimoli dolorosi che il suo corpo le propinava incessantemente. -"Vuoi che ti porti qualcosa di caldo? Mi allenerò questa sera, ora fa anche troppo caldo." - "Sei sicuro?" Gli aveva domandato con degli occhi ai quali il verde non avrebbe mai saputo resistere.
"Un infuso a camomilla e menta non mi dispiacerebbe affatto - Zoro si era semplicemente alzato, rivolgendole un piccolo sorriso complice. Sorrideva molto con lei. -E quando torni gradirei una dose del mio fidanzato." Il sorriso di entrambi si allargò ulteriormente, lui scosse il capo chiudendosi la porta alle spalle e dirigendosi verso la cucina per prepararle quello che gli aveva chiesto.

Sarebbe arrivato il giorno in cui sentirle dire che era il suo ragazzo non gli avrebbe causato un brivido lungo il corpo? Non ne aveva la più pallida idea.
Poteva solo dire di essere evidentemente più felice e tranquillo da qualche tempo e dire che l'archeologa non fosse la maggiore responsabile di quello stato d'animo sarebbe stata una blasfemia.

"Sono tornato con quello che hai ordinato!" Si sarebbe mai sognato di portare una tisana a letto ad una ragazza? Non credeva proprio. Eppure eccolo lì, contento di potersi prendere cura di lei, che lo attendeva impaziente nel proprio letto, nel quale gli aveva già riservato un piccolo spazio in modo che potesse accomodarvisi con lei.
"Vedo che non ti sei scordato il mio bel fidanzato!" Al sentire le parole della donna l'uomo scoppiò in una risata che migliorò all'istante l'umore di Robin che tentò di stamparsi bene quel suono tanto raro nella mente.
Quando la sua risata aveva iniziato a nutrirle il cuore?
"Sapevo volessi il tuo fidanzato, ma prima non hai specificato 'bello'." Si era difeso, accogliendola contro il proprio petto sul quale lei si era stretta, constando con piacere come i crampi avessero deciso di calmarsi. -"Non posso certo lamentarmi." Lo baciò, cogliendolo in parte di sorpresa, mentre la tazza con la tisana rimaneva sospesa a mezz'aria tra le sue mani.

"È solo una mia impressione o sei anche molto più espansiva?"- non poteva trattenere in nessun modo la propria allegria dovuta a quel momento di intimità che aveva sognato a lungo, soprattutto durante quel primo mese passato da coppia ufficiale. -"Sono molto più emotiva, quindi se ti danno fastidio le mie esternazion-" non le permise in alcun modo di terminare la frase, optando per unire le loro labbra in un bacio che, con sua grade sorpresa era stato intensificato dalla donna l'istante successivo, causando in lui alcuni spiacevoli inconvenienti.
"Tu non eri indisposta?" L'aveva osservata alzando un sopracciglio, ancora leggermente agitato a causa dei recenti gesti dell'archeologa. Perché con lei gli bastava così poco per desiderare di più?

"Da quando sei venuto qui mi sento molto meglio, ma ora dammi la mia tisana o la berrò fredda." Senza aspettare risposta gli aveva strappato la tazza dalle mani per nascondervi dentro il viso, che Zoro potè giurare di vedere arrossato.
"Sono contento che tu stia meglio." Le aveva sussurrato, poggiando una delle sue mani calde sul ventre dolorante della donna che sembrava aver deciso in quell'istante di interrompere la propria tregua.

"Cosa vuoi fare? Abbiamo un'intera giornata per noi con la Sunny completamente libera."-"Mi dispiace non poterla sfruttare a dovere." Si era trovata a mormorare, storcendo nuovamente il viso in una smorfia, l'unico sollievo le veniva assicurato dal corpo caldo del suo spadaccino che le aveva appena lasciato un piccolo bacio sulla tempia per confortarla.
"Ci saranno altre occasioni e poi mi piace questa tranquillità." - "Non abbiamo mai avuto tutto questo tempo per stare insieme..." - sospirarono entrambi, fissando un punto imprecisato della stanza. Forse se avessero raccontato ai loro nakama della loro relazione questo sarebbe potuto cambiare... infondo stavano insieme da poco ma entrambi potevano giurare si trattasse di qualcosa di estremamente serio.

[Thank you for all the love you give me every day, L.]

Dopo l'ultimo capitolo mi sembrava doveroso pubblicare qualcosa di un po' più confortante e quindi eccovi qui con uno dei momenti che nella sua semplicità reputo più dolci. Più che altro perché l'amore è fatto di piccole cose, no?

One shots ZorobinLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora