9. L'uccello del sud

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Racconta della notte in cui Zoro e Robin cercano insieme l'uccello del sud (poco prima di Skypea)

"Ci sono tre sentieri, quindi sarà meglio dividerci in tre gruppi!" I tre avevano alzato i loro retini con i quali speravano di catturare quell'animale e si erano diretti in direzioni opposte. Rufy era stato seguito da Chopper, Sanji da Nami e Usopp e con Zoro era rimasta solo la loro più recente aggiunta.

Si erano incamminati sostanzialmente in silenzio, il modo migliore per trovare quell'uccello sarebbe stato udire il suo verso e infondo lo spadaccino non sentiva di avere molto da dirle, per essere più corretti dire che la presenza della donna non lo disturbasse affatto sarebbe stato un eufemismo. Vicino a lei si sentiva teso, forse anche nervoso (ma questo non lo avrebbe mai ammesso); si chiese se lei lo avesse notato visto il modo in cui aveva l'abitudine di sorridergli quando i loro sguardi si incrociavano.

Lei non gli piaceva. Ancora non si capacitava di come il resto della ciurma l'avesse accettata con tanta facilità nonostante il suo passato e la sua pericolosità. Quindi trovarsi a fare escursione da solo con lei era una sorta di tortura, ma al tempo stesso un'occasione in più per studiare lei e le sue intenzioni poco chiare; l'unico motivo per il quale le consentiva di rimanere a bordo della nave - oltre a Luffy - era che non sentiva alcun istinto omicida provenire da lei. Ed era questo ad irritarlo: nonostante tutto, nonostante il suo essere così riservata e misteriosa, non sembrava essere intenzionata a commettere un errore che gli consentisse di sbatterla fuori dalla ciurma, anzi! Stava addirittura convincendo i suoi compagni di essere una brava persona!

Chopper gli aveva parlato molte volte di lei e in particolare della loro piccola gita alla ricerca dell'acqua, dopo che Chopper aveva rotto un barile di riserva Robin lo aveva accompagnato a fare rifornimento e in quel tempo passato insieme una sorta di intesa era nata tra i due.
"È una persona molto dolce." Aveva detto la renna.
A lui, invece, non sarebbe mai venuto in mente di descriverla in quel modo, l'avrebbe più volentieri descritta come una donna fredda, calcolatrice e probabilmente subdola, niente di lei gli sembrava genuino, a partire da quei sorrisi cortesi che propinava a tutti.

"Questo fiore...— fu l'archeologa a rompere il silenzio, interrompendo anche la marcia dei due— non ne avevo mai visto uno dal vivo."-"Chopper ha detto che ti piacciono i fiori." Non era neanche lui sicuro del motivo per il quale le aveva risposto. Non c'era alcun bisogno di iniziare una conversazione con lei, eppure lo aveva fatto e questo doveva essere sicuramente frutto di qualche strana manipolazione femminile.
"In effetti è così." E sul viso delicato si allargò un sorriso che sarebbe stato in grado di intimidire anche un sasso e che niente aveva a che vedere con la solita curvatura di cortesia delle labbra che l'accompagnava durante il giorno.
"Cosa c'è Kenshi-san?" Aveva domandato lei, alzandosi con lo stesso sorriso stampato in volto -"Non ti facevo una tipa da fiori." In quei momenti l'unica cosa che poteva fare per riprendersi era ricordarsi di cosa quella donna avesse fatto al paese di Vivi.
"Cosa intendi dire?"-"Non diresti che una traditrice e un'assassina possa essere un'amante dei fiori." In quel momento potè giurare di vedere il sorriso della donna cambiare, senza però abbandonare il suo volto.
"Non posso darti torto." Senza aggiungere altro si era incamminata nuovamente non attendendo nemmeno lo spadaccino che non potè ignorare una sensazione fastidiosa al petto. Senso di colpa?

"A Whisky Peak, perché volevi aiutarci?" L'aveva raggiunta accelerando il passo -"Non saprei dirtelo." Si era limitata a rispondere, non permettendo ad alcuna emozione di trasparire, come faceva per la maggior parte del tempo.
"Perché hai salvato la vita a Rufy, per due volte? Faceva tutto parte del tuo piano per poterti unire a questa ciurma o stavi pianificando di tradire Crocodile?"-"Mi sembra un interrogatorio simile a quello di Mr.Nasone quando mi sono unita a voi." Aveva risposto, inespressiva, non sforzandosi nemmeno di sorridere. "Non stai rispondendo. Hai anche detto che Rufy non ti ha lasciata morire, perché dovresti voler morire?" -"È comprensibile che non vi fidiate ancora di me. Ma quale differenza farebbero le mie parole? Mi crederesti se ti dicessi che mi sono unita a voi solo perché ho pensato sarebbe stato divertente?" Aveva detto, questa volta incrociando gli occhi del verde, che non aveva alcuna voglia di sentirsi dire quelle parole. Aveva bisogno di un motivo per poter diffidare di lei. In realtà si era unita a loro perché doveva trovare un modo per lasciare quell'isola e aveva bisogno di qualcuno a cui accostarsi, doveva essere una cosa temporanea, e Luffy le piaceva (non che amasse ammetterlo a sè stessa) e ora le stava piacendo anche il resto della ciurma, le stava venendo voglia di fermarsi con loro un po' più a lungo, ma questo a Zoro non lo avrebbe mai detto.

"Non siamo obbligati a diventare amici, comunque. E prima che tu possa lamentarti della mie mancate risposte, non sono obbligata neanche a raccontarti della mia vita. Non credi?" - "Se non siamo obbligati a diventare amici allora perché sei venuta con me? Tra tutti sono l'unico che è ancora ostile nei tuoi confronti." Non riusciva a capirla e un'enorme confusione gli aveva occupato la testa.
"Credevo sarebbe stato interessante." Si era limitata a rispondere, sfoggiando uno dei suoi sorrisi freddi ai quali ormai si era abituato.

In quel tempo passato nella stessa ciurma della mora aveva notato alcune cose di lei: aveva una certa passione per i libri, per i sandwich e per il caffè ed era una donna particolarmente pacata che però sembrava cambiare quando si parlava del suo passato; poteva vedere con chiarezza i suoi occhi blu incupirsi ad ogni accenno del suo passato.

"Potresti anche evitare di uccidere tutti gli animali che incontri." Lo aveva rimproverato lei, stanca delle sue continue vittime. Quelle povere bestie volevano solo difendersi da quello che credevano essere un pericolo.
"Sono loro che attaccano me!" Si era lamentato lui, colpendo col piatto della spada un altro insetto gigante.
"Sono qui con te e non ho ancora dovuto uccidere niente." Aveva fatto presente sorridendo nel vedere una farfalla avvicinarsi alla sua mano.
"Ci credo, mi sembri madre natura!" Aveva borbottato non ottenendo alcuna risposta dalla donna il cui sguardo sembrava essersi perso nella vastità della sua mente.

Non ci riusciva, quella dannata sensazione spiacevole al petto lo opprimeva ogni volta che gli occhi gelidi di lei incontravano i suoi.

"Non volevo dire davvero quello che ho detto." Era passata all'incirca un'ora dal suo commento spiacevole di poco prima e non poteva più tenersi dentro quel peso.
"Non volevi dirlo o non lo pensavi davvero?" Domandò lei, non degnandolo comunque di uno sguardo e concentrandosi sui vari rumori della foresta.

Le pensava quelle cose che aveva detto? Non lo sapeva neanche lui.

"Potrei anche andare via, a dire il il vero ti basterebbe smettere di seguirmi. Così potrai riprendere la ricerca da solo." Aveva sospirato annoiata.
"Non ti sembra di esagerare?" Il senso di colpa lo stava consumando e il suo atteggiamento ostile non lo aveva certo aiutato.
"Non la penso come te. Sai, ammiro la tua cautela, non mi sarei certo comportata differentemente al tuo posto e a dire il vero devo ancora imparare a fidarmi pienamente di voi.— Zoro l'aveva ascoltata in silenzio— Ciononostante non mi piace essere minacciata né tanto meno apprezzo che mi vengano puntate armi addosso, su questo sono stata chiara fin dal nostro primo incontro, non è così?" Qualche giorno prima lei si era solo avvicinata per coprilo e lui le aveva puntato una katana contro... ora sì che si sentiva peggio.
"Non ho mai detto niente e credo di essermi comportata nel migliore dei modi con te e con gli altri. Non ho certo bisogno della tua amicizia, ma non ho neanche bisogno di qualcuno che si rivolga a me in questo modo." concluse il rivolgendogli un ultimo sguardo prima di allontanarsi definitivamente da lui, che era rimasto solo col suo senso di colpa.

Visto dalla sua prospettiva doveva sembrare decisamente un mostro. Solitamente non gli sarebbe neanche importato ma per qualche ragione questa volta non era stato così.
Imprecò un ultima volta, tirando un pugno ad un animaletto, attento a non fargli troppo danno.

Ripreso il proprio cammino pensò che lo spadaccino non l'avrebbe più raggiunta e che quella ricerca l'avrebbe continuata in solitudine, non che le dispiacesse, vero?
Eppure nel sentire i passi di Zoro avvicinarsi a lei non era riuscita a trattenere un sorriso. Perché questa improvvisa allegria?

"Non mi fido di te— sentenziò lui alle sue spalle, tagliando una liana con una delle sue katane — e se anche tu provassi a negarlo so che ci stai nascondendo qualcosa. Comunque... potremmo provare ad andare più d'accordo." Il sorriso della donna sembrò ampliarsi ancora di più sebbene lui non potesse rendersene conto.
"Ma— si interruppe mettendo enfasi sul fatto che ci fossero delle condizioni — se dovessi provare a tradirci non esiterò a ucciderti." Concluse sorpassandola, il suo tono serio aveva lasciato spazio ad un sorriso?

"Finirai nelle sabbie mobili se passi di lì Kenshi-san." Lo richiamò gentilmente, afferrandolo con alcune mani extra e attirandolo nella sua direzione, fino a che non si erano trovati a pochi metri di distanza.
"Sapevo ci fossero le sabbie mobili." Borbottò come un bambino, causando la risata cristallina della donna e il suo stesso stupore.
"Forza, riprendiamo la ricerca, Zoro." Lo aveva anche chiamato per la prima volta per nome?

One shots ZorobinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora