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Avevo messo il completo da lavoro, una semplice camicia bianca, pantaloni e giacca neri con le scarpe che erano altrettanto, non mi servirono tirapugni o altre cose, a me bastava uno sguardo ed il palmo della mia mano che si illuminava di un blu acceso per terrorizzare chiunque, tutti tranne lei ovviamente, ancora chiusa in quel dannato camerino da una decina di minuti nonostante adesso fosse il suo turno di salire sul palco.

-Si sta facendo aspettare, non durerà tanto qui, i clienti odiano attendere lo sai.

Zyra..Syria..Mira? Non ricordo il suo nome e neanche mi interessa a dirla tutta, era lì da una decina di minuti, intenta a disturbare le mie povere orecchie con la sua voce stridula, provando in tutti i modi a scollarmi da lì per portarmi altrove e dimostrare a T/N che appartenevo a lei.

Illusa.

Alzai gli occhi al cielo alle sue parole e mi appoggiai con le spalle al muro, braccia strette al petto e sguardo rivolto altrove, sorridendo soddisfatto nel vedere la mia piccola volpe entrare in scena assieme a quelle che saranno le sue compagne.

Era rossa in volto, probabilmente a causa della folla che rivolse tutta l'attenzione verso di loro, soprattutto su di lei essendo la nuova arrivata, cercava di utilizzare la sua coda come ostacolo fra gli occhi di tutti ed il suo corpo.
Portava un abito corto di colore bluastro, solo un braccio era ricoperto dal tessuto di questo, abbellito da qualche falsa gemma sulla spalla,, uno scollo a cuore sul petto legato ad un tessuto semi-trasparente che andava a chiudersi dolcemente attorno al suo collo in una collana di brillanti. La schiena scoperta ed una fascia nera le stringeva la vita, distaccando il blu del corpetto dal bianco della gonna, gonna con uno spacco poco sopra la coscia, una cinturino poi sulla sua gamba, con un anello di metallo, andava a concludere il tutto con dei probabili pantaloncini sportivi leggeri, infondo erano delle ballerine, non spogliarelliste ed il nostro capo teneva al loro stile, senza però fare sembrare il tutto un insulso spettacolo a luci rosse.

'Il loro compito è quello di rendere più piacevole il loro intrattenimento, guardare ma non toccare, le mie ragazze sono ciò che dovrai proteggere'

Queste furono le parole che ha usato il mio primo giorno di lavoro ed adesso lei faceva parte di quel gruppo da proteggere, anche se, a pensarci bene, era già sotto la mia ala protettiva ancora prima di iniziare quel lavoro.

Mantenni lo sguardo su di loro per un po', notai come venne incoraggiata da una ragazzina poco più bassa di lei, le vidi parlare ma da questa distanza riuscire a capire cosa stavano dicendo era difficile.

Con gli occhi vagava fra la folla, era incerta sul da farsi ma quando si abbassarono le luci, partì la musica, si liberò di un sospiro e iniziò a muoversi al ritmo, ondeggiando i suoi fianchi e facendo scivolare le braccia verso l'alto, passando le mani fra i capelli mentre si inginocchiava a terra, schiena contro schiena assieme a quell'altra ragazza.

Fermò la sua continua ricerca di qualcuno nel locale fino a che non notò la mia figura, magari cercava qualcuno di familiare, mi accorsi però che non era affatto così.
Ad uno dei tavolini più lontani, prenotati personalmente dal nostro capo, vi erano Kurogiri, Toga, Twice e quel maledetto di Shigaraki, tutti lì intenti ad osservarla in quella danza provocatoria conoscendo una parte di lei che fino ad ora era riservata solamente a me.

Lei li vide, in lontananza, ma non si fermò per molto tempo, ritornando ancora ad affogare nei miei occhi azzurri che, ormai, stavano catturando ogni sua mossa.

Sapeva che lo spettacolo era di mio gradimento, mi teneva d'occhio per far si che il mio sguardo e le mie attenzioni fossero tutte per lei, il boss in persona però venne ad interrompere la mia adorazione nei confronti di una dea, un innocua dea che senza accorgersene mi aveva preso in ostaggio con i suoi occhi, divenendo la mia droga.

Only Mine - DabiXReader COMPLETADove le storie prendono vita. Scoprilo ora