-Dai adesso puoi anche toglierti quel broncio..
-Tsk.
È mezz'ora che sta lì seduta sul divano a puntarmi sguardi omicida e frecciatine di ogni tipo, anche se cercava di ridurre al minimo le possibilità di parlarmi.
Mi ci avvicinai spingendo la sua fronte con due dita richiedendo il suo interesse, ora si erano invertiti i ruoli, ero io che imploravo a lei di darmi importanza, il perché? Non lo so.
Mi piaceva? Forse.
Lo facevo solo per sesso? Sicuramente.
Nel mio cuore non vi era spazio per nessuno, sempre se lo avevo ancora un cuore, per me le persone sono come giocattoli da sfruttare anche se, come credo si sia capito, lei era quello che più trattavo meglio, che non avrei lasciato a nessuno e che avrei nascosto al mondo intero se solo servisse per sentire unicamente il mio nome ansimato da lei.
E se scendere a compromessi simili come addolcirmi era un modo per averla avrei recitato molto bene la parte dell'adolescente in preda ad una cotta, anche se non era vero, ma a lei quel lato piaceva, sapeva che non provavo alcun tipo di emozioni ma tornava comunque da me.
So di spezzarle il cuore, come so che ogni parola nei miei confronti detta al lavoro non solo dal capo, ma anche da quella vipera, le si conficcarono in petto come pugnali appena affilati. Eppure invece che allontanarsi si stava facendo pregare di un perdono che non volevo realmente, l'avrei trattata come tutte le altre se solo ogni volta che la guardavo il suo essere innocente non mi incatenasse a lei, trascinandomici contro.
Ma a chi volevo darla a bere, cercavo di autoconvincermi che era meglio non legare a lei, cercavo di dimostrare a tutti il mio essere un completo insensibile, apatico e menefreghista, ma infondo, molto a fondo, sapevo che semmai un giorno avesse preso la sua strada quegli occhi, quelle orecchie, il modo in cui agita la coda quando si prende gioco di te, come sorride e come in pochi secondi riesce a diventare una persona diversa, tutto ciò mi sarebbe mancato a tal punto da spingermi a seguirla.
-Ohhh e vabene, fai pure l'offesa, vorrà dire me ne starò qui tutto il tempo a non fare nulla, neanche parlarti.
Dissi alzando le sopracciglia, mi misi seduto poco più lontano da lei e poi finsi di ignorarla, mettendomi a scorrere foto sul telefono.
Come immaginavo il suo broncio non durò tanto, alla fine tutto ciò che voleva era attenzioni, dovevo dargliene altrimenti mi sarei ritrovato col suo fingersi offesa solo per averne più del dovuto e rimediare al vuoto lasciato. In caso ciò non accadesse era lei che si faceva avanti, prendendosi da sola ciò che le spettava di diritto, difatti si aggrappò al mio braccio, strofinando la guancia contro la mia spalla fino a nascondere il viso nell'incavo del mio collo.
Arrivò a mettersi a cavalcioni sulle mie gambe, strofinando il naso contro la mia mascella e posando la fronte sulla mia tempia, si lamentava con qualche verso simile al mugolare di una bambina poiché rimanevo impassibile, gli occhi azzurri puntati sul telefono e l'altro braccio steso al mio fianco.
Lei lo afferrò e si circondò da sola, con il mio braccio, i fianchi, attorcigliandovi la coda attorno per evitarmi di toglierlo. Infine, quasi arrendendosi, si staccò appena da me, sporgendo il labbro inferiore in una tenera smorfia triste, fa per andarsene ma, con un sorriso divertito in volto, gettai il telefono al mio fianco attirandola a me.
-Dove credevi di andare? Mhh?
Chiesi stringendole i fianchi con qualche pizzicotto, facendola dimenare fra le risate per cercare di sfuggire dalla mia tortura.
-Fermati! Smettila... ti prego!
Cercava di dire fra le risate, voleva apparire minacciosa ma non ci riusciva per niente, si fece scivolare giù a terra, cadendo alle mie ginocchia e cercando di riprendere fiato, la guardai dall'alto e alzai le sopracciglia con fare divertito.
-Cosí impari ad ignorarmi, stronza!
Lei in risposta mi fece la linguaccia, per poi scattare via come un fulmine quando cercai di afferrarla per fargliela pagare. Si nascose dietro la parete che accostava il corridoio, dove vi erano le scale per il piano superiore o la cucina e la porta sul retro a quello inferiore.
-Sei tu che ignoravi me!
-Stavi facendo l'offesa!
Mi alzai, togliendomi il cappotto per avere più libertà di movimento e mi avvicinai, ad ogni passo nella sua direzione lei indietreggiava.
-Sei tu che mi offendi!
-E cosa avrei fatto sentiamo...
Domanda inutile, sapevo dove sarebbe andata a parare, cercava in tutti i modi di darmi dimostrare ciò che sentivo ma no, non ci sarebbe riuscita.
-Sei andato con quella...tizia!
-Stavi per dire un insulto vero? Perché ti trattieni suvvia..
-NON CAMBIARE ARGOMENTO
Alza la voce, troppo, mai aveva alzato la voce contro di me in questo modo, inarcai le sopracciglia in un miscuglio tra fastidio e stupore, la guardai schioccando la lingua contro il palato e mi misi a correre verso di lei.
Riuscì a sfuggirmi per una manciata di minuti, fece l'errore di non voler mettere in disordine la casa, mentre a me poco importa, ribaltai qualche sedia e scavalcai il tavolo, raggiungendola e afferrandole i polsi, bloccandola poi fra il mio corpo e la parete.
Iniziò a balbettare delle scuse, chiudendo gli occhi come a prepararsi ad una qualche mia reazione negativa, si aspettava la picchiassi?
-Dovresti imparare a stare un po'zitta delle volte sai?
Dissi afferrandole il mento con una mano, per poi unire le sue labbra alle mie in un lungo bacio passionale, stringendola a me ed accarezzandole la guancia una volta staccati per riprendere fiato.
-N..Non sei arrabbiato?
Scossi la testa a quella sua domanda, lasciandomi sfuggire una risata divertita a causa della situazione che si era andata a creare.
-Finalmente stai smettendo di essere una marionetta, perché dovrei arrabbiarmi?
Lei mi sorrise come se fosse felice di quelle parole, io un po'meno, sapevo che là fuori c'erano persone che le potevano dare molto di più, sapevo anche che prima o poi l'avrebbero anche portata via da me.
-Ora dovresti risparmiare le forze per stasera, è il tuo primo giorno di lavoro non puoi andare lì stanca morta. Su va a dormire un po'..
Le dissi staccandomi da lei, per poi voltarmi e avvicinarmi di qualche passo al divano, le sue dita però circondarono le mie, bloccandomi, mostrandomi due occhi brillanti che mi fissavano, un sorriso gentile e imbarazzato si faceva spazio sul suo volto e il rossore colorava la pelle pallida delle sue guance.
-Solo se tu dormi con me..
Perché tutto quell'imbarazzo per chiedermi di dormire assieme se la maggior parte dei casi ci ritrovavamo avvinghiati sotto le coperte? Non è che con le mie parole ha ricordato quella stronza del bar e, adesso più di prima, ha paura che io la lasci sola per lei?
E mentre eravamo stretti sopra al letto, vestiti questa volta, lei si fece piccola fra le mie braccia e si nascose contro il mio petto, vedendola in quello stato mi accorsi di quanto potesse essere bella anche al di fuori dell'aspetto fisico.
Avevo perso la testa, era sicuro, ma dovevo tenermi tutto questo casino per me. Io non sono adatto a lei.
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Only Mine - DabiXReader COMPLETA
FanfictieLa storia non seguirà totalmente la trama dell'anime, giusto qualcosina ogni tanto e sarà raccontata per la maggior parte del tempo dal nostro fiammifero preferito. il tuo Quirk consiste nell'essere una Kitsune, ovvero una ragazza volpe con tanto di...
