Capitolo terzo

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Stark e Banner iniziarono subito a lavorare assiduamente su Ultron e lo scettro giorno e notte, ma dai loro volti Athena poteva intuire che la cosa non stesse procedendo secondo le aspettative.

In realtà, Ultron si era attivato.

Nel frattempo, alla Avengers Tower la tanto attesa festa era appena iniziata.

Mentre Bruce si faceva strada impacciato tra i mobili lussuosi di Stark, il resto degli Avengers cercava il più possibile di godersi la serata tra risate, birra e buona compagnia.

Il Capitano e Sam giocavano a biliardo, mentre Rodhey cercava invano di raccontare le proprie gesta a Stark e Thor che, non interessati, finirono per discutere su quale delle proprie ragazze fosse la migliore o la più intelligente.

Banner si avvicinò lentamente al balcone dove Natasha era intenta a preparare un paio di drink.

- Com'è finita una bella pupa come te in una topaia come questa? - arrangiò Bruce.

- Problemi con un tipo.. - fece sorridendo Natasha.

- Avvicini gli uomini sbagliati, piccola.

- Non è così male.. Ha un brutto carattere. Ma in fondo è un pezzo di pane.

Bruce accennò ad una risata imbarazzata.

- La verità è che non conosco nessuno come lui. Dovrei tirarmi indietro o lasciarmi andare?

- L-Lasciati andare no - balbettò lui - o ha fatto qualcosa di tanto grave?

- Non mi ha fatto nulla - disse maliziosamente, portando il bicchiere alle labbra - ma mai dire mai.

Detto questo, Natasha si rifugiò da Athena.

- Ti piace, non è così? - chiese la ragazza.

Natasha accennò a un sorriso imbarazzato.

- É diverso..

- Non lo sono tutti? - sbuffò Athena.

- Tutto i miei amici sono combattenti, e poi arriva questo tipo che trascorre la vita ad evitare battaglie perché sa che vincerebbe - disse Natasha con sguardo di ammirazione.

- Il fascino del bravo ragazzo..

- Beh, invece mi sembra che tu sia stata colpita dal fascino del cattivo ragazzo.

Entrambe scoppiarono a ridere.

- Ha un bel visetto, un buon profumo - raccontò Athena con l’immagine di Pietro impressa nella mente - quando l'ho stuzzicato un po' il suo cuore ha iniziato a battere così tanto che lo avrei sentito a chilometri di distanza. Ma nei suoi occhi ho visto anche il dolore di quello che ha passato - aggiunse malinconicamente sorseggiando il drink che Natasha le aveva portato.

- Cosa intendi? - l’amica si fece seria.

- Aveva gli occhi vuoti, riempiti da anni di odio.

Rimasero in silenzio per un attimo, poi Natasha si girò verso di lei con gli occhi sbarrati.

- Perchè mi guardi cosi?

- Ti sei innamorata.. - un sorriso illuminò il volto della Vedova Nera.

- No.

- Oh si, ti sei proprio innamorata!

- Non ho intenzione di proseguire questa conversazione - disse seria la ragazza, sebbene fosse consapevole di quella terribile verità.

×××

Dopo ore, gli invitati iniziarono a tornare a casa e alla Avengers Tower rimasero solo i Vendicatori.

- Oh, è un trucco - disse Barton portando la bottiglia di birra alle labbra - chiunque di voi ne sarà degno avrà il potere! - concluse con sarcasmo.

Non era la prima volta che usciva fuori la discussione sul Mjollnir, il martello di Thor.

I ragazzi si interrogavano spesso sulla realtà delle parole del Dio: ‘bisogna esserne degno’.

Fu così che iniziò la competizione per riuscire ad alzare quella dannatissima arma.

Il primo fu Clint, che si arrese poco dopo.

Stark e Rhodey cercarono di utilizzare i guanti delle proprie armature per aumentare la loro forza, invano. Bruce tentò di fare il simpatico fingendo di perdere la calma, ma la scena fu piuttosto imbarazzante

Il Capitano, invece, accennò ad un leggero tentativo: il martello di mosse di mezzo millimetro, ma fu solo Thor a notarlo.

Natasha invece non ci provò neanche.

- A te, piccola - disse Thor rivolto ad Athena.

- No, davvero, non ce n’è bisogno.

- Su tesoro, rivendica il mio onore - scherzò Tony.

- Va bene, va bene. Che situazione..

Athena si posizionò davanti al Mjolnir.

Avvicinò prima una mano, ma la ritrasse subito, colpita da una piccola scossa.

I ragazzi accennarono ad un sorriso e la invitarono a riprovare.

Questa volta lo prese con tutte due le mani, tirò e riuscì ad alzarlo. Il gruppo si ammutolì.

Fu per poco, perchè subito la sua mente fu avvolta dal buio e svenne, lasciando cadere il martello in un assordante rumore metallico.

Steve la prese al volo prima che potesse sbattere la testa, per poi tenerla stretta tra le braccia.

Senza che qualcuno potesse accertarsi che Athena stesse bene, un forte fischio invase la stanza.

- No, nessuno di voi è degno. Siete degli assassini.. - un’armatura di Stark comparve dall’ombra.

Tony cercò invano di attivare Jarvis.

- C’era un rumore terribile, ed ero aggrovigliato. Ho dovuto ucciderlo, era in gamba..

- Hai ucciso qualcuno? - fece il Capitano, con ancora la ragazza incosciente in braccio.

- Avevo anche un'altra opzione, ma nel mondo reale dobbiamo fare scelte difficili - fece l’essere.

- Ultron - esclamò Bruce rivolgendo lo sguardo a Stark, visibilmente irritato.

- Sono in missione - continuò con la sua voce metallica - pace per il nostro tempo.

Dai muri irruppero altre armature della Iron Legion che iniziarono ad attaccare gli Avengers.

- Porta in salvo la ragazza! - urlò Thor recuperando il proprio martello.

Steve iniziò a correre via, schivando a fatica i colpi nemici. Tutti iniziarono a combattere.

- Come può salvarsi l’umanità se non le viene permesso di evolversi? Esiste una sola strada per la pace: l’estinzione degli Avengers - disse Ultron, con tra le mani lo scettro di Loki appena rubato.

Scagliò un colpo contro il Capitano Rogers, che dal dolore fu costretto a lasciare Athena.

Precipitò per qualche istante, poi fu recuperata da Ultron, che la portò via con sé.

You didn't see that coming? | Pietro MaximoffLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora