Capitolo diciassettesimo

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- Lasciano la città - esclamò Thor.

- Non devono sfuggirci! - gridò Stark - Rhodey!

- Eccomi.. No non vi ha dato il permesso.

War Machine neutralizzò una dozzina di androidi con l’aiuto di Visione, mentre i Vendicatori cercarono di finire il lavoro sulla Sokovia volante.

- Dobbiamo andare - sospirò il Capitano scagliando lo scudo verso uno paio di robot - persino a me manca l'ossigeno. Voi andate alle scialuppe, io vedo se rimasto qualcuno. Poi vi raggiungo.

- E il nucleo? - chiese Barton.

- Lo proteggerò io - affermò Wanda con sicurezza - e il mio dovere.

La squadra iniziò a dividersi, ma Pietro non ne voleva sapere di abbandonare la sorella.

-  Non ti lascerò qui.

- Me la cavo da sola - reagì lei - torna a prendermi quando sono tutti scesi, non prima. É chiaro?

- Sono dodici minuti più grande di te - scherzò.

La potenziata si lasciò scappare una piccola risata.

Tra le strade della città ormai distrutta, la Vedova e Occhio di Falco guidavano senza sosta fino alle scialuppe dello S.H.I.E.L.D., giocando un po’.

- Ho capito come fare: la sala da pranzo.. - sorrise lui - Se butto giù una parete posso ricavare uno studio per Laura. Lo insonorizzo e non sente il casino dei ragazzi, che dici?

- Tanto voi mangiate sempre in cucina..

- Chi mangia più in sala pranzo.

I due compagni furono costretti a saltare fuori dal veicolo quando Ultron, con una mitragliatrice, iniziò a sparare a caso pur di colpire qualcuno.

- Figli avevo ed or non più - canticchiò l’intelligenza - eppur non cado giù..

Athena era pronta a partire, quando si accorse che un bambino, sull’altro lato della strada, si trovava incastrato tra le macerie.

Ringhiò dalla rabbia e si precipitò a salvarlo, ma Ultron la bloccò atterrandola violentemente.

Restò a terra, incapace di respirare per il colpo subito. Le orecchie le fischiavano come se le fosse esplosa una bomba accanto.

I Vendicatori avrebbero voluto correrle incontro, proteggerla, ma furono bloccati da una seconda ondata di androidi e i civili erano la priorità.

- Non sono tuo nemico, Athena.

- Discutibile - balbettò frastornata.

- Ti conosco molto bene, e conosco bene anche loro.. - esclamò indicando minaccioso le persone - Sono sempre stati e sempre saranno deboli, crudeli, egoisti e capaci dei peggiori orrori. Gli umani hanno rovinato il mondo giorno dopo giorno, sono l’unico abbastanza saggio da vederlo.

La ragazza cercò di alzarsi, invano. Sentiva la testa scoppiare e il sangue ribollire nelle vene.

- Appena ho scoperto chi tu fossi, il mio primo pensiero è stato quello di schiacciarti. Tuttavia, se tu avessi visto l’umanità per la sua vera natura, ti saresti unita a me. Mettendo insieme i nostri poteri avremmo posto termine a tutto il dolore e la sofferenza e la distruzione che gli uomini recano e avremmo potuto rendere questo mondo il paradiso che era prima del loro arrivo. Per sempre.

- Io..

Il cielo si fece scuro, gli abitanti di Sokovia erano stati tratti in salvo e la squadra stava cercando disperatamente di raggiungere Athena.

- Non potrei mai fare parte di questo - affermò con fermezza osservando i propri amici.

- Hai ancora così tanto da imparare. Non voglio combattere contro di te, ma lo farò se ne sarò costretto - ghignò la macchina, che le volò incontro alla massima potenza.

I resti del suo braccio metallico erano diventati un’arma appuntita più che mai.

La ragazza non sarebbe mai riuscita a fuggire.

Chiuse gli occhi in attesa della sua fine, ma l’unica cosa che sentì fu una breve folata di vento.

Di fronte a lei Pietro le sorrise e accarezzò la guancia, l’addome trafitto dalla lama.

- Questa ti era sfuggita.. - sussurrò lui, per poi cadere a terra sotto il suo stesso peso.

Il dolore di Athena fu così profondo ed intenso che il suo urlo fece tremare la terra.

Stark osservava la scena esterrefatto: la figlia possedeva la potenza di una dea.

- Athena! - provò ad urlare, ma lei non lo sentì.

- Stark, dobbiamo andare! - chiamò il Capitano.

Gli androidi lasciarono gli Avengers per stabilirsi al fianco del loro comandante.

- Osserva la tua potenza!

Ultron ammiró la ragazza con gioia, come se avesse aspettato quel momento sin dal principio.

Aveva previsto che, come sotto incantesimo, Athena sarebbe passata dalla sua parte.

Ma quel pensiero si rivelò folle.

La ragazza scatenò tutta la sua ira riversandosi sui robot circostanti. Ogni colpo, ogni attacco nei suoi confronti sembrava non scalfirla minimamente.

- Ti sbagli su di loro - disse la ragazza - sono tutto ciò che tu dici, ma anche molto di più.

- Menzogne! Non meritano la tua protezione.

La forza di Athena sembrava essere inarrestabile, ogni tentativo di fermarla risultava vano.

- Qui il merito non c'entra. Non hai saputo comprendere il loro più grande ed inesorabile potere: l’amore incondizionato.

- Allora io ti distruggerò, Athena.

- Il mio nome - dichiarò alzandosi in volo e incanalando tutta l’energia che possedeva in corpo - è Jane, Jane Winchester.

Si voltò assicurandosi che i propri compagni fossero in salvo e lontani da lì, poi guardó di nuovo negli occhi il suo nemico.

- C’è una cosa che non hai calcolato.

Le sue pupille divennero bianche. Sorrise divertita, consapevole della sua imminente vittoria.

- A me non sfugge mai niente.

Liberando i propri poteri, distrusse la città.

You didn't see that coming? | Pietro MaximoffLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora