Capitolo terzo

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Jane e il Capitano scomparvero per due giorni, così come Sam Wilson. Un trucco che il magico trio amava compiere, ed erano esperti nel farlo.

Il pomeriggio del terzo giorno Natasha irruppe nella camera di Pietro, vestita in abito elegante.

- Scheggia, mi accompagni?

- Dove?

- Un viaggetto in Europa.

Il ragazzo, non essendo particolarmente impegnato, accettò con piacere.

- Cosa dobbiamo fare?

- Oh, cerco di recuperare un fossile - sorrise.

Dopo qualche ora di aereo, il taxi lasciò i due alle porte di una Chiesa nel centro di Londra.

Natasha varcò l’entrata e, seduti su una delle panchine, c’erano Jane e il Capitano Rogers, l’una appoggiata sulla spalla dell’altro.

- Io prendo il soldato, tu occupati della semidea.

- Aspetta, cosa?

Senza sapere né come né il perché, Pietro si ritrovò sulle scale della Cattedrale accanto alla sua ex.

- Siete spariti - brontolò - di nuovo.

Osservava Jane dondolare a braccia conserte, gli occhi nascosti dietro ai neri occhiali da sole.

- Non ho intenzione di discuterne - contestò.

- La cosa non mi sorprende.

La ragazza lo fulminò con lo sguardo.

- Sei corsa dietro a Steve come un cagnolino.

- Vaffanculo.

- Oh, si. Iniziamo a insultarci come se non avessi ragione. Che cosa sei, innamorata di lui?

- Non saprei se ridere o tirarti un cazzotto sui denti, Pietro - rispose con tagliente serietà.

La saetta si mise in piedi, obbligando Jane ad alzare il volto per parlargli.

Il vento iniziò a soffiare, quasi percepisse le emozioni della ragazza. Distolse lo sguardo in una smorfia di nervosismo, poi posò gli occhi su Steve, ancora dentro alla Chiesa a parlare con Natasha

- Non guardarlo.

Reagì lui, afferrandola con non troppa forza.

- Perché lo stai guardando? Guarda me.

- Lasciami o ti stacco il braccio - ringhiò - smettila di fissarmi così, sei inquietante.

- Pensavo che sarei stato meglio senza di te, invece non riesco a smettere di pensarti o desiderarti o volerti accanto a me ogni secondo.

- No. No. No no mi dispiace, non ci casco. L’unica cosa di cui avevo bisogno eri te, ma ora basta.

- Forse hai ragione, ma sei stata tu a lasciarmi, tu hai voluto che tutto questo finisse.

- Le urla, i litigi? Si, volevo che finissero.

- Allora perchè te la prendi?! Mi hai lasciato.

- Si, perché ero arrabbiata con te!

- E questo cosa vorrebbe dire? Che ti piaccio ancora? Non mi hai mai concesso una seconda chance, quindi scusa se non ti seguo.

- Ci eravamo ripromessi di non parlarne mai più.

- Jane, per favore - la voce del ragazzo si fece calma, a tratti tremolante - solo, parla con me. Lascia solo che capisca come abbiamo fatto a perderci a vicenda. Che cos’è successo?

- Devo andare.

- Aspetta..

Pietro sbuffò in tono di resa.

- Firmerai il trattato?

- Una grande donna diceva: accetta i compromessi dove puoi, dove non puoi non farlo. Anche se tutti ti diranno che è una cosa sbagliata, è la cosa giusta. Anche se tutto il mondo ti inviterà a spostarti è tuo dovere stare piantata come un albero, guardargli negli occhi e dire no: spostati tu.

La ragazza si unì di nuovo al Capitano, mentre il potenziato fu trascinato al Congresso di Vienna, dove avrebbero rettificato gli Accordi.

- Perchè non gli dai una possibilità?

- No, Steven. Eravamo troppo diversi e ci stavamo distruggendo. Tu piuttosto come stai?

- Uscito dal ghiaccio pensavo che quelli che conoscevo fossero morti - sospirò - poi ho scoperto che lei era viva, l’avevo ritrovata.

- Anche lei ti ha ritrovato.

- Sai in guerra avevo questa bussola con la sua foto, la guardavo continuamente.

- Lo so, Peggy era bellissima.

Il Capitano annuì con la testa.

- Sai chi ha firmato? Natasha te lo ha detto?

- Tony, Rhodey, Visione.

- I Maximoff?

- Titubanti - disse - dovresti stare con loro, con tuo padre. Non mi va che vi separiate per colpa mia.

- Stark è testardo - sbuffò lei - ma io di più.

Finalmente sul volto del Capitano apparve un sorriso, sebbene leggero e per poco.

- Combattiamo fianco a fianco da quando avevo quanti, diciassette anni? Sei come un fratello Steve, e soprattutto so quando hai ragione.

- Grazie, testolina.

Assieme a Sharon, un ex-agente dello S.H.I.E.L.D. incaricato anni prima di sorvegliare Rogers, i due raggiunsero Sam in un hotel non poco lontano.

- Ha fatto la sua solita espressione?

- Oh, si - rispose Jane alla domanda di Sam - Steven Rogers è diventato Capitan Pesce Lesso.

- Mi piace Sharon - commentò l’amico.

- Il fatto che sia la nipote di Peggy è particolarmente inquietante ma si, starebbero bene insieme. Se lui non fosse Capitan Imbarazzo.

I due scoppiarono a ridere.

- Cazzo - esclamò la ragazza guardando il notiziario della hall dell’hotel - recupera Rogers.

- Steve - fece Sam interrompendo la conversazione tra lui e Sharon - devi vedere una cosa.

In televisione iniziarono a scorrere immagini di Vienna, dove l’edificio del Congresso delle Nazione Unite era stato colpito da un attentato.

Il sospettato fu identificato come James Buchanan Barnes, il famigerato agente dell’HYDRA.

You didn't see that coming? | Pietro MaximoffLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora