- Non posso farlo - mormorò Pietro.
Jane inclinò la testa confusa.
- Barnes è pericoloso, hai visto cos’è successo: due paroline magiche e il suo cervello è andato in confusione - il ragazzo era in piedi davanti a lei e la osservava nella speranza che gli desse ragione.
- No, Pietro.
- Come puoi fidarti?!
La saetta iniziò ad alzare il tono di voce.
- Smettila di essere così ingenua!
- Non sono ingenua, dannazione - ribatté lei - mi fido di Steve e mi fido di Buck.
- Ah adesso lo chiami Buck.. Meraviglioso.
- Cazzo, di nuovo? Perchè questa gelosia?
- Non è gelosia, ma preoccupazione. Non mi fido di un super soldato psicopatico e incontrollabile.
- Fidati di me! - gridò Jane.
Non era mai stata una ragazza che si lasciava travolgere dalle emozioni, ma ogni litigio con Pietro le faceva venire le lacrime agli occhi.
Cercò di trattenersi.
- Hai sempre detto di non poter stare senza di me, di aver bisogno di me - singhiozzò - ora ti prego, ti scongiuro, ho bisogno che tu sia dalla mia parte.
- Dalla tua o quella di Steve?
L’ambiente si fece di ghiaccio, il silenzio piombò nella stanza e il volto di Jane si spense.
- Hai già scelto - sussurrò - non importa che ti supplichi o che sarai contro la tua stessa sorella: non mi ascolterai mai.
- Jane, infondo lo sai che..
- Te ne devi andare.
- Come scusa?
- Hai trenta secondi per recuperare le tue cose ed andartene - fece seria - non sei un ostaggio, nessuno ti ha rapito, perciò ora ti levi dai coglioni.
- Non fare la bambina..
- Fuori! - gridò distrutta.
Nel corso della mattinata i ragazzi riuscirono a recuperare i loro effetti personali grazie a Sharon, che finalmente Steve si decise a baciare.
Nessuno, invece, si era azzardato a commentare quello che era accaduto tra Jane e Pietro.
Funzionava così tra di loro ed era la cosa migliore.
Nell'aeroporto di Lipsia-Halle il Capitano cercò invano di spiegare a Stark l’innocenza di Bucky nell’attentato a Vienna e la pericolosità di Zemo.
Anche Tony cercò di convincere l’ormai ex-compagno a tornare indietro sui suoi passi, consegnare Barnes e firmare gli accordi, ma il risultato fu naturalmente più che deludente.
Jane prese posto accanto a Steve e incrociò le braccia in una posa che cercava di nascondere il suo dispiacere per tutta quella situazione.
Suo padre la guardò deluso.
Dopo qualche altra piccola chiacchiera, lo scontro ebbe inizio. Il Capitano godeva dell’appoggio di Jane, Bucky, Sam Wilson, Barton, Wanda e Scott Lang (anche detto Ant-Man).
Iron Man, invece, aveva al suo fianco Rhodey, la Vedova Nera, Visione, Pietro e due nuove reclute: il re del Wakanda e un ragazzo, Spider-Man.
Combattere i propri amici era un qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato.
Straziante e deludente.
Intanto, Clint individuò il Quinjet della fazione avversaria. Il piano era quello di impossessarsene e volare in Siberia prima che ci arrivasse Zemo.
Ognuno si accaniva con l’altro, tutti con l’intento di catturare il terribile Soldato d’Inverno.
Mentre il Capitano combatteva Iron Man, Jane proteggeva ad ogni costo Bucky sotto lo sguardo furioso di gelosia del potenziato.
Come a Bucarest, appena la Pantera Nera tirò fuori gli artigli pronto per colpire il Soldato d’Inverno, Jane neutralizzò velocemente Pietro per precipitarsi in suo soccorso e fermare T’Challa.
Non si può dire che il ragazzo ne fu contento.
- I tuoi occhi sono diventati bianchi - esclamò il ragazzo ragno dopo aver ragnatelato Bucky.
- Ragazzino - rispose lei liberando il compagno - qui succedono cose che non puoi capire.
- Stark ha detto che avresti detto così.
- Stark non ti ha detto altro?
- Che ti sbagli, credi di aver ragione. Perciò sei pericolosa - disse provando ad attaccarla.
- Non ha tutti i torti - sorrise lei.
Il conflitto si stava facendo terribilmente lungo e il Capitano, la ragazza e il Soldato d’Inverno avevano l’estrema necessità di raggiungere il velivolo.
- Dobbiamo andare, ormai il dottore sarà in Siberia - disse Bucky preoccupato.
- Bisogna fermare chi vola - affermò Steve - io mi occupo di Visione voi andate al Jet.
- No - contestò The Falcon dalla radio - voi andate al Jet, tutti e tre, noi invece resteremo qui.
- Se dobbiamo vincere alcuni di noi dovranno arrendersi - aggiunse Barton scagliando frecce.
- Non è questa la vera battaglia Steve - continuò Sam - serve un diversivo, qualcosa di grosso.
Scott si propose come diversivo, nonostante la squadra fosse un po’ contraddetta dall’ipotesi che si potesse strappare in due.
In breve, Ant-Man divenne gigante e i tre corsero al Quinjet approfittando dello stupore generale.
Nonostante Visione avesse bloccato il passaggio demolendo una torre di controllo dell'aeroporto, Wanda era riuscita a far passare i tre compagni.
Steve prese il comando e volarono via, lasciando dietro di sé una situazione catastrofica.
Il cielo era leggermente nuvoloso e i monti innevati si estendevano per chilometri.
- Cosa succederà ai tuoi amici.. - borbottò Bucky all’amico sentendosi responsabile.
- Comunque vada me ne occuperò io.
- Noi - precisò Jane - ce ne occuperemo noi.
- Non so se valgo tutto questo..
- Quello che hai fatto in questi anni non eri tu. Non hai avuto scelta - cercò di rassicurarlo la ragazza.
- Lo so, ma l’ho fatto - affermò a testa bassa.
Infine, all'orizzonte comparve la base segreta in Siberia dove il Soldato d’Inverno era stato creato.
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You didn't see that coming? | Pietro Maximoff
Fanfikce- Questa ti era sfuggita? - A me non sfugge mai niente. Nel tentativo di neutralizzare un quartier generale dell'HYDRA in Sokovia, Athena, figlia adottiva di Anthony Stark e settimo membro degli Avengers, farà il piacevole incontro con il giovane Pi...
