Capitolo quattordicesimo

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- Mi raccomando - affermò il Capitano aprendo le porte del Quinjet - niente gesti avventati.

I Vendicatori lo seguirono nel campo in cui Barton aveva fatto atterrare l’aereo senza fare troppo rumore, mantenendo un profilo basso.

Banner e Visione erano rimasti alla Avengers Tower a controllare le condizioni di Wanda, che aveva iniziato con calma a riprendere i sensi.

Quella giornata era stata assurda e, nonostante fosse già buio, doveva ancora finire.

Pietro controllava a distanza ogni gesto di Athena. Aveva passato tutto il tragitto a guardare dritta davanti a sé, pensando a chissà cosa.

Il suo sguardo di ghiaccio era terrificante.

Natasha individuò un’abitazione non troppo lontana: le luci erano spente, i vetri in frantumi. Sembrava fosse passato un uragano, o Ultron.

Stark puntò il guanto dell’armatura nella direzione della casa, lasciando che Friday la scansionasse.

- Rilevo movimento - disse l’intelligenza - una sola persona, sembra essere al piano terra.

- Muoviamoci con cautela - ribatté Iron Man.

I dati forniti da Clint e Natasha avevano lasciato trasparire che Thomas Winchester, chiunque egli fosse, avesse avuto dei trascorsi con l’Hydra.

Athena fiancheggiava la Vedova con la pistola puntata verso l’ingresso dell’abitazione.

La saetta la guardava pregando che la rabbia nei suoi occhi si dissolvesse, scrutando in cerca di qualche, anche solo esiguo, residuo di umanità.

Un uomo sulla cinquantina si mostrò alla porta con un’espressione calma e un volto stanco.

Era poco più basso di Steven, i capelli scuri e una barba non troppo lunga leggermente disordinata.

Indossava una camicia bianca macchiata di sangue e premeva uno straccio contro il sopracciglio sinistro, sotto al quale si poteva intravedere l’occhio diventare man mano sempre più scuro.

- Thomas Hans Winchester? - urlò il Capitano.

- Dipende da chi lo chiede.

- Gli Avengers - proseguì Stark minaccioso.

- Ah, certo. Gli eroi della Terra - commentò sarcastico - scusate il disordine, ho avuto una visita inaspettata da un robot logorroico.

L’uomo invitò la squadra ad entrare in casa, sorprendentemente ospitale e apparentemente innocuo, ma i compagni tennero alta la guardia.

- Quel bastardo ha spezzato le assi delle scale. Le avevo ridipinte giusto ieri - sbuffò infastidito.

Natasha, Clint e Thor rimasero fuori a cercare tracce dell’androide, mentre gli altri attraversarono il portone facendosi strada tra i mattoni e i resti di diversi androide.

- In che modo sei coinvolto con Ultron? - domandò Steve senza troppo indugio.

- Cercava informazioni.

- Su? - continuò Tony.

- Mia figlia.

Il cuore di Athena iniziò ad accelerare i battiti.

- Non preoccupatevi - li anticipò lui - è morta. L’Hydra me l’ha portata via quando era piccola.

- Perchè? E perché secondo i file dello S.H.I.E.L.D. saresti morto da dieci anni? - proseguì Stark.

- Sono stato un agente, ai tempi. Dopo aver cercato la mia bambina per anni ho approfittato di una missione fallimentare per uscire di scena.

L’uomo si sedette su una poltrona sgualcita e strizzò gli occhi per la stanchezza.

You didn't see that coming? | Pietro MaximoffLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora