Il Capitano fece aprire le porte del Quinjet e, davanti a loro, l’entrata del base sotterranea.
Il portone era aperto. Zemo doveva essere arrivato da un paio d’ore, il tempo necessario per risvegliare lo squadrone della morte.
Il trio varcò la soglia con discrezione, curandosi di non fare il minimo rumore. Sempre allerta.
Un ascensore li condusse una decina di piani in profondità. La preoccupazione di Bucky era visibile a chilometri di distanza, era così stanco.
Le porte si aprirono su un grande corridoio illuminato da una flebile luce.
- Dividiamoci.
- Non ci penso nemmeno, Rogers.
Steve guardò la ragazza confuso.
- Se ci sono cinque Super Soldati assassini non ho la minima intenzione di lasciarvi soli - precisò.
Jane provò a nascondere l’ansia, ma il Capitano la conosceva troppo bene per credere alla sua finta spavalderia. Il coraggio non le era mai mancato, ciò non significava che non potesse avere paura.
Le posò un bacio sulla fronte, poi un rumore.
- Cucù bambina.
Rimasero impassibili, le armi ancora alzate.
- Non l’ho portato di proposito - sbuffò Stark - ci tenevo a precisare questa cosa.
Pietro alzò gli occhi al cielo.
- Riposo, soldato. Per ora non diamo la caccia a te - fece sarcastico indicando Barnes.
- E perchè siete qui? - reagì nervosa la figlia.
- La vostra storia potrebbe non essere assurda, forse - questo era il suo modo per chiedere scusa - ho sbagliato, vorrei cercare di rimediare.
Un delicato sorriso apparve sul volto della ragazza, che con un cenno fece abbassare il fucile a Bucky.
Il Soldato d’Inverno percorse qualche altro corridoio di quel labirinto di cemento, attentamente sorvegliato dalla gelosia del potenziato che guardava Jane proteggere quel criminale come fosse un cucciolo indifeso.
L’armatura di Stark fece luce laddove le fioche lampadine non riuscivano ad illuminare.
- Rilevo fonti di calore.
- Quante? - chiese Steve con angoscia.
- Una - dichiarò sorpreso Iron Man.
L’ambiente era buio.
All’interno di strane capsule era possibile individuare la sagoma di diversi uomini, ma a dispetto di quanto avessero immaginato erano tutt’altro che svegli: Zemo li aveva uccisi.
Tutti e cinque.
- Se può essere di conforto, sono morti nel sonno - pronunciò la voce del dottore - credevi davvero che volessi altri come te?
- Che diavolo..
Il respiro di Bucky si fece sempre più pesante sotto quello spettacolo tanto imprevedibile.
- Ma hanno la mia gratitudine, siete qui.
- Hai ucciso degli innocenti a Vienna solo per portarci qui? - il Capitano era su tutte le furie.
- Non ho pensato ad altro tutti i giorni per oltre un anno - rispose Zemo.
- Sei un Sokoviano.. É la vendetta che vuoi?
- Sono qui perchè ho fatto una promessa.
- Hai perso qualcuno?
- Tutti, non qualcuno - contestò con rabbia - lo stesso capiterà a voi..
Dalla sua stanza blindata, Zemo proiettò su uno schermo accanto ai ragazzi diversi video delle imprese del Soldato d’Inverno.
- Un impero rovesciato dai suoi nemici può risollevarsi, ma uno che crolla dall’interno? - sorrise il nemico - É estinto. Per sempre.
Le immagini mostrarono quello che Jane e il Capitano avevano cercato di tenere il più a lungo nascosto. La verità, tuttavia, venne a galla.
Era stato il Soldato d’Inverno.
Era stato il Soldato d’Inverno a uccidere, la sera del 16 Dicembre 1991, Sarah e Howard Stark.
Era stato il Soldato d’Inverno, quel lontano 1999, a bombardare la città di Sokovia rendendo Wanda Maximoff e Pietro Maximoff orfani.
Il colpevole, adesso, ricambiava i loro sguardi, in piedi con il volto scavato dal rimorso.
Al minimo movimento Jane scattò davanti a lui, pronta a fargli da scudo umano se fosse stato necessario. Nessuno lo avrebbe toccato.
- Non è stato lui, l’HYDRA controllava la sua mente - cercò di arrangiare la ragazza - non è stato lui!
Tony fissò la figlia, gli occhi spenti e lucidi.
Inevitabilmente, Stark scagliò via il Capitano e insieme alla saetta si lanciò su Bucky.
La ragazza riuscì a fermarli, soccorsa da Rogers, mentre al Soldato d’Inverno fu ordinato di fuggire.
Non avrebbe voluto, sarebbe rimasto lì con loro a combattere, ma la disperazione di Jane lo fece ubbidire senza battere ciglio.
Fu tutto così veloce e incredibilmente cruento.
Iron Man afferrò Bucky per il collo e lo scaraventò al muro, privandolo del suo braccio meccanico.
Il mondo iniziò a farsi scuro e sfocato.
- Sii gentile ed abbi coraggio - sentì la ragazza in un angolo remoto della sua mente.
La terra iniziò a tremare sotto la rabbia di Jane.
Il mondo sarebbe potuto crollare da un momento all’altro e Iron Man e Quicksilver, accecati dalla vendetta, non se ne sarebbero accorti.
Analogamente agli eventi di Sokovia, una coltre di pura energia avvolse la ragazza che si librò a qualche metro da terra.
Le iridi e le pupille divennero bianche, i suoi morbidi capelli scuri volavano con leggerezza, accarezzati da quei poteri tanto sconosciuti.
Al pari delle capacità telecinetiche di Wanda, scagliò i compagni ostili al muro.
Rimasero seduti a terra, sconcertati.
- Basta - pronunciò maestosa - questo non cambierà quello che è successo.
- É un assassino - ringhiò Pietro.
- Il Soldato d’Inverno, l’HYDRA. Non lui, non James Buchanan Barnes. Non Bucky.
- Lui è il motivo per cui mi sono sottoposto ai peggiori esperimenti. É il responsabile della fine della mia infanzia, del dolore di Stark, di tuo padre. Cazzo, ha ucciso i nostri genitori!
- Anche mia madre.
Il silenzio irruppe come il boato di un fulmine.
- Non siete gli unici ad aver perso qualcosa - pronunciò maestosa - non siete i soli a provare dolore e sofferenza, rabbia.
Delicatamente si avvicinò a Pietro e gli spostò i capelli dal viso sporco, stanco e ferito.
- Eppure non posso provare odio per una persona che non era responsabile delle proprie azioni - gli sussurrò cercando un barlume di sostegno.
La saetta strinse gli occhi al suo tocco, cercando di non farsi scappare quelle lacrime che sarebbero sgorgate come un fiume e la pregò con lo sguardo di andarsene prima che se ne fosse pentito.
Lei annuì.
- Non vi chiedo di perdonarlo - concluse seria - solo una cosa: non provate a cercarci.
Lanciò un ultimo sguardo al padre, amareggiata.
Infine, i tre scomparvero.
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You didn't see that coming? | Pietro Maximoff
Fanfiction- Questa ti era sfuggita? - A me non sfugge mai niente. Nel tentativo di neutralizzare un quartier generale dell'HYDRA in Sokovia, Athena, figlia adottiva di Anthony Stark e settimo membro degli Avengers, farà il piacevole incontro con il giovane Pi...
