- Non mi hai mai raccontato del tuo nome.
I ragazzi erano ancora nello spogliatoio, seduti a terra. L’una tra le braccia dell’altro.
Pietro appoggiato al muro, Athena sul suo petto.
Immobili e così vicini da sentire i propri battiti.
- Cosa intendi? - chiese lei, inclinando la testa perplessa per incontrare il suo sguardo.
- Beh, Athena. Come lo hai scelto?
- Ah, è una storia simpatica in realtà - disse in un sorriso, come se si fosse trasportata nel più bel ricordo che le potesse tornare alla mente.
- Dopo essere scappati, Stark ed io abbiamo vagato nel deserto fino a quando non ci ha trovato il Colonnello James Rhodes, Rhodey.
La saetta aggrottò la fronte cercando di ricordare chi fosse. Non era molto pratico con i nomi.
- War Machine - replicò lei. Pietro annuì.
- Insomma, Rhodey ci trovò e riportò in America. Li conobbi Pepper, che divenne come una mamma prima ancora che Tony si accorgesse di amarla.
- La donna dai capelli rossi che sgrida sempre Stark e poi si gira con aria amorevole verso di te?
- Esattamente - rise Athena.
- Nessuno si era più ricordato di domandarmi chi io fossi, lei invece fu la prima. Mi guardò con questo sorriso pieno di amore e chiese del mio nome: fu quando videro la mia incapacità nel rispondere che iniziarono a preoccuparsi.
- Mi dispiace - fece Pietro in un gesto di conforto.
- Tranquillo, non è colpa tua. Dopo vari esami ed analisi cominciarono a realizzare che l’Hydra mi aveva privato dei miei ricordi: niente più memoria di esperimenti o torture. Nessuna identità.
Athena si toccò il collo in corrispondenza di una cicatrice che nascondeva sotto l’orecchio.
- Stark era impegnato a combattere contro Stane, un ex socio coinvolto nel traffico illegale delle armi di mio padre, perciò rimasi con Pepper.
- Ha vinto?
- Chi?
- Tony, contro lo psicopatico socio.
- Sì - dichiarò lei divertita, così sorpresa che Pietro conservasse ancora la curiosità di un bambino.
- Una sera ero con mamma. Lei stava lavorando, delle faccende con l’azienda, e io a momenti morivo dalla noia. Così mi sono alzata, ho raggiunto la libreria e tirato fuori un bellissimo libro dalla copertina oro: ‘Dei ed Eroi dell’Olimpo’.
Il ragazzo la guardava ipnotizzato.
Non si era mai sentito così coinvolto da qualcosa o da qualcuno. Niente che non comprendesse la vendetta personale, per intenderci.
- Il volume era sorprendentemente pesante, così mi cadde dalle mani. Fortunatamente il tappeto attutì il rumore, altrimenti penso che Pepper sarebbe morta dalla paura. Mi abbassai a raccoglierlo e lo trovai aperto a pagina trecentonovantaquattro, il capitolo dei figli di Zeus, il re dell’Olimpo.
- Ti ricordi addirittura la pagina? - fece stupito e con tono scherzoso la saetta.
- Ovviamente, potenziato - rispose lei a tono - per certe cose ho una buona memoria.
Pietro scoppiò a ridere.
- Lasciami finire - lo interruppe divertita - o perdo il filo del discorso. In breve la pagina parlava di Athena, nata dalla mente di Zeus. Dea della sapienza, delle arti e della guerra.
- Avevi una stima molto alta di te stessa.. Quanti anni avevi, quattordici? Presuntuosa la ragazza.
- Pietro! - le piaceva quel momento, ogni problema sembrava fosse scomparso.
Il cellulare della ragazza, rimasto in palestra, iniziò a squillare ma nessuno dei due se ne accorse.
- Sai quando ti ho detto che è stata una fortuna che ci fosse il tappeto? Beh, sta di fatto che Pepper se ne accorse e mi venne in contro, raccontandomi che la Dea conduceva la guerra con astuzia e ordine, non con ferocia e odio come il dio Ares.
- Le somigli molto.
- Lo disse anche lei, nonostante mi conoscesse da poco. Fu in quel momento che diventai Athena.
- Non ti credevo emotiva - il ragazzo la strinse a se, nascondendosi nell’incavo del suo collo.
Athena si girò stizzita.
- Emotiva? Dubito di essere ‘emotiva’.
- Hai capito cosa intendo, non arrabbiarti. Sei acuta, spiritosa e socievole, anche se non sembra. Resisti a qualsiasi tempesta e hai questo terribile difetto di pensare di non meritare amore.
Athena si pietrificò al suono di quelle parole.
- Sei una fonte di ispirazione e non te ne accorgi neanche. Non sai quanto questo mi sorprenda.
Il silenzio inondò la stanza per qualche istante.
- Ho detto qualcosa che non va?
- No - affermò velocemente lei - ma non pensavo avessi questa opinione di me. Non credevo che qualcuno potesse leggermi sotto questa luce.
- Suvvia, chi non lo farebbe.
- Signorina Stark - intervenne Friday, interrompendo la magia del momento - suo padre chiede urgentemente di lei.
Athena lanciò la testa all’indietro sulla spalla di Pietro, sbuffando scocciata.
Nessuno dei due avrebbe voluto staccarsi l’uno dell’altra, ma quando Stark usava Friday (o Jarvis) per attirare l’attenzione della figlia non era mai un buon segno. Sicuramente riguardava Ultron.
- É meglio che vada.. - sospirò avvicinandosi alla porta, che fu coperta dalla figura dal ragazzo.
Un attimo prima che i loro visi si incontrassero di nuovo l’intelligenza artificiale sollecitò Athena a raggiungere il padre, ribadendone la necessità.
- Ti raggiungo dopo. Sai, devo ancora fare quella famosa doccia - arrangiò Pietro comprensivo.
La ragazza annuì e si cambiò velocemente prima di raggiungere la squadra nel laboratorio.
Natasha accennò ad un saluto alzando le sopracciglia, visibilmente soddisfatta di se stessa.
Senza dubbio, dopo tanto sforzo, i Vendicatori erano riusciti a trovare una pista per Ultron.
- Bruce - pronunciò Tony - a te l’onore.
- Potremmo avere una pista - comunicò il dottor Banner - un uomo. Lo SHIELD lo aveva classificato come deceduto, ma abbiamo avuto un riscontro.
- Non potrebbe essere una coincidenza? - commentò il Capitano Rogers.
- Periodo curioso per le coincidenza - ribatté Stark.
Il potenziato raggiunse silenziosamente la ragazza, in disparte all’angolo della stanza ad ascoltare la conversazione a braccia conserte.
Quando lo vide gli lanciò un sorriso.
- Abbiamo un nome?
- Si, Thor - proseguì Barton - Thomas Winchester.
Il respirò di Athena si bloccò.
Indietreggiò un istante, spaventata, ma la sua schiena incontrò la mano di Pietro, che la strinse a sé interrompendo la sua fuga.
Se quell’uomo era pericoloso era meglio che non sapessero della sua connessione con Athena.
- Dove lo possiamo trovare? - chiese Steve.
- Houston, Texas - rispose la Vedova dopo qualche veloce movimento di tastiera.
- Partiamo tra due ore, preparatevi.
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You didn't see that coming? | Pietro Maximoff
Fanfiction- Questa ti era sfuggita? - A me non sfugge mai niente. Nel tentativo di neutralizzare un quartier generale dell'HYDRA in Sokovia, Athena, figlia adottiva di Anthony Stark e settimo membro degli Avengers, farà il piacevole incontro con il giovane Pi...
