Capitolo quindicesimo

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Dopo quella sera, gli Avengers riuscirono a recuperare le tracce di Ultron, ora in Sokovia.

Nessuno si era permesso di fare commenti o domande riguardo a quello successo ad Athena: il supporto emotivo non era una delle loro armi migliori e la ragazza non sembrava chiederlo.

Pietro aveva cercato di avvicinarsi, ma era stato prontamente respinto con un sorriso strappato.

Si vedeva che stava male.

Il giorno successivo, quando le prime luci del mattino illuminarono la Avengers Tower, la squadra iniziò a prepararsi per la battaglia.

- É impossibile che ce la faremo - confidò Stark al Capitano - se un solo soldatino di latta resta in piedi abbiamo perso. Si spargerà molto sangue.

- Ultron sa che stiamo arrivando, di certo schiererà l’artiglieria pesante - continuò Rogers - questa è una nostra scelta precisa, ma la gente di Sokovia non l’ha scelto. La priorità è mettere tutti in sicurezza. Quello che vogliono è vivere una vita in pace. Non sarà così oggi, ma faremo di tutto per proteggerli e compiere il nostro lavoro.

- Scopriamo cosa sta costruendo Ultron e sgombriamo il campo - intervenne Natasha - teniamo lottano la battaglia dai civili.

- Ultron ci considera dei mostri, pensa che siamo al male del mondo - Athena aveva le braccia conserte e lo sguardo serio - non si tratta solo di sconfiggerlo, ma capire se ha ragione o meno

- Il suo uomo è  nella chiesa capo - pronunciò Friday una volta che la squadra raggiunse Sokovia - credo che aspetti di vedere lei.

I Vendicatori iniziarono ad evacuare la città, la folla si riversava terrorizzata nelle strade.

Stark raggiunse il nemico.

- Sei venuto a confessare i tuoi peccati?

- Non saprei, quanto tempo hai? - scherzò l’eroe.

- Molto più di te.. - ribatté. Un congegno fuoriuscì dal terreno - Questa sarà la tua fine Tony, questa è pace per il mio tempo.

Una legione di androidi iniziò a comparire per le strade di Sokovia, sbucando da ogni dove.

Il Capitano iniziò a combattere cercando di proteggere i civili con tutta la forza che possedeva, lanciando il proprio scudo in direzione del nemico.

Visione raggiunse Ultron, con cui iniziò ferocemente a combattere.

Stark scansionò il dispositivo.

- La Visione funziona, capo - intervenne Friday - sta eliminando Ultron da internet, non può fuggire.

- Mi avete negato l'accesso? Credete che mi importi?! - urlò il robot furioso - Voi portate via il mio mondo, io porterò via il vostro.

Detto questo, Ultron azionò la macchina e parte di Sokovia iniziò a prendere il volo.

- Vedete la bellezza della cosa, l'ineluttabilità - ghignò l’androide - ti sollevi solo per cadere.

Tutto così terrificante.

- Voi, Avengers, siete la mia meteora, la mia spada agile e terribile. La terra si squarcerà col peso del vostro fallimento. Quando la polvere si assisterà l'unica cosa vivente in questo momento sarà il metallo.. - aveva ancora senso sperare?

Iron Man cominciò velocemente a calcolare tutte le variabili possibili.

- Il nucleo del vibrano ha un campo magnetico, è questo che tiene insieme la roccia - spiegò l’intelligenza artificiale.

- Se cadesse?

- Morirebbero migliaia di persone, ma all'altezza prefissata: estinzione globale.

- Stark tu riporta la città a terra fare salva, invece noi abbiamo solo un compito - irruppe il Capitano dalla radio - distruggere questi cosi.

Athena continuava a sparare senza sosta.

- Se vi faranno male, fategli male.. - disse - Se vi uccideranno, resuscitate.

Le vie della città non facevano che essere colme di androidi. Wanda si accasciò al muro nel panico, stanca e senza fiato.

- Stai bene? - domandò Barton alla potenziata, ora seduta a terra con il cuore in gola.

-  No, è colpa nostra..

- Guardami - la rimproverò serio - è colpa vostra, è colpa di tutti, chi se ne frega. Ce la fai a combattere? Ce la fai?

Il rumore di laser riecheggiava persistente.

- Senti devo saperlo perché la città sta volando - proseguì - la città sta volando, affrontiamo un esercito di robot e io ho un arco delle frecce.

Un colpo colpì il muro su cui Wanda era appoggiata, mancandola per poco.

- Io torno lì fuori perché questo è il mio dovere, ok? Non posso fare il mio lavoro e il baby-sitter. Non importa che cosa hai fatto o che cosa eri. Se esci combatti, e combatti per uccidere. Se vuoi restare va bene, manderò tuo fratello a cercarti, ma se uscirai da quella porta tu sei un Avengers.

La ragazza annuì piano.

- Bello parlare con te.

Barton scagliò qualche freccia. Quando la situazione sembrava volgere per il peggio, Wanda intervenne disintegrando il nemico.

- Qui il campo è libero - comunicò.

- Qui non è libero, non è fatto libero - esclamò Athena scagliando lo scudo del Capitano.

- Va bene veniamo.

Pietro comparve recuperando di corsa la sorella.

- Stammi dietro vecchietto - sorrise.

- Nessuno lo saprebbe, nessuno.. - sussurrò Clint tendendo la corda del suo arco - L'ultima volta che l'ho visto Ultron era seduto sopra di lui. Sì, ci mancherà quel bastardo di una saetta. A me manca già - poi si incamminò verso i compagni.

Le forze armate di Sokovia tentavano invano di rallentare le macchine. Quando Pietro giunse sul posto il loro capo ordinò di cessare il fuoco, ma un proiettile colpì il potenziato al braccio.

Athena li squadrò furiosa, mentre il ragazzo sorrise maliziosamente a quel gesto protettivo.

You didn't see that coming? | Pietro MaximoffLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora