Guardami

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Il sonno leggero era sempre stato un suo dono, e una maledizione allo stesso tempo.
Certo gli permetteva di alzarsi all'istante ad ogni piccolo rumore quando era necessario, ma quando il cane del vicino a un isolato da lì decideva di abbaiare al postino, o quando il vento sbatteva sulle tapparelle, era un incubo.
Incubo che si traduceva con un'insonnia importate, testimoniata dalle profonde occhiaie appena sotto ai suoi occhi neri.
Percepì subito quindi il rumore della porta aprirsi, e i passi insicuri di due piedini scalzi sul pavimento; infine, la presenza di uno scricciolo che cercava di sdraiarsi tra di loro senza svegliarli.

«'Toshi?» Sussurrò piano, voltandosi verso il centro del letto matrimoniale.
Incontrò subito i suoi occhioni viola, dello stesso colore dei capelli.
«Tutto bene?» Allargò le braccia senza nemmeno pensarci, lasciando che il piccolo vi si rifugiasse, stringendosi a lui e premendo il viso sul suo petto.
«H-ho... Ho fatto un incubo...»
Gli accarezzò la chioma scompigliata, cercando di rassicurarlo.

«Vuoi dormire qui?» Non rispose, non fece nulla.
Stava imparando a decifrare quei comportamenti, pian piano. C'erano delle volte infatti in cui a Hitoshi bastava rifugiarsi con loro per tornare a dormire, altre invece l'incubo era così spaventoso e reale che nemmeno la loro vicinanza poteva aiutarlo al punto da convincerlo a richiudere gli occhi, e tornare nel mondo dei sogni.
Gli prese il mento tra le dita, alzandogli la testa e incrociando il suo sguardo triste e impaurito.
«Io ho proprio voglia di un latte caldo, mi fai compagnia?» Solo allora sorrise timidamente, annuendo.

Lo prese in braccio, facendo attenzione a non svegliare il compagno affianco a loro, e lo portò fino in cucina. Lo fece sedere sul tavolo, un'abitudine che secondo Hizashi non avrebbero dovuto dargli; ma per quella volta poteva fare uno strappo alla regola.
Versò del latte nel pentolino, accendendo il fuoco e lasciando che si scaldasse, seduto sul tavolo assieme al bambino.
Non ci volle molto perché il loro gattone li raggiungesse, accoccolandosi tranquillamente sulle gambe del padroncino. Contro ogni loro aspettativa Uri, territoriale e diffidente come pochi, non aveva faticato ad affezionarsi al bambino, e lui si era dimostrato subito entusiasta nel poter accarezzare e giocare con un gatto.

Li osservò godersi la reciproca compagnia, tranquilli e rilassati, fino a quando un lieve rumore proveniente dal pentolino lo fece alzare e dividerne il contenuto in due sgargianti tazze da colazione. Mise del miele in entrambe, portandole poi sul tavolino di fronte al divano; con in braccio Hitoshi, si sedette sui morbidi cuscini, circondando sia sé stesso che il piccolo in una calda coperta e riprendendo le tazze fumanti.
«Soffia forte, mi raccomando.» Lui annuì, soffiando convinto.
Fece altrettanto, indeciso su come comportarsi ora che il piccolo sembrava essersi tranquillizzato.

«Se vuoi dirmi qualcosa sai che puoi farlo quando vuoi, okay?» Prese un altro sorso, scrutando l'espressione corrucciata del viola.
Di nuovo, lui non disse o fece nulla.
Rimase semplicemente fermo, con la sua tazza decorata di gattini in mano.
«Non sei obbligato, voglio solo che tu sappia che non devi avere paura di parlare.»
Era solo un bambino, lo sapeva bene.
Ma non poteva rischiare che si chiudesse in sé stesso già a quella tenera età; voleva aiutarlo, in ogni modo possibile.

Le sue iridi viola si fissarono su di lui, una smorfia in viso nel tentativo di trattenere i singhiozzi.
«Mi manca la mamma...» Nel momento in cui lo disse una lacrima gli sfuggì, rigandogli il volto; a Shota si spezzò il cuore, colpevole di aver ignorato quel pensiero del bambino per troppo a lungo.
«Ma mi sembra sbagliato... Perché tu e Mic siete davvero bravi e- e io vi voglio bene...»
Avrebbe davvero voluto abbracciarlo, stringerlo a sé e far sparire magicamente tutte quelle incertezze e quella tristezza. Sapeva bene però che doveva lasciarlo fare, doveva lasciare che fosse lui a fare ciò che si sentiva in quel momento.

Anytime, anywhere and anyway [EraserMic]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora