Mafia AU
Sospeso a qualche decina di metri da terra agganciato alla fune, lanciò un'occhiata alla città alle sue spalle: uno spettacolo di colori da mozzare il fiato.
Sarebbe volentieri rimasto a contemplare quel panorama, quelle luci così potenti da rischiarare il buio della notte... Ma aveva un lavoro da fare, ed era già in ritardo.
Si calò ancora per qualche metro, accompagnato dal rumore del moschettone sulla corda e dalla sensazione dell'imbracatura sul suo corpo.Arrivato al terrazzo designato come obiettivo si sganciò e tolse l'attrezzatura, lasciandola lì dove si era fermato; estrasse gli arnesi da scasso da un piccolo borsello legato in vita ed iniziò ad armeggiare con la porta a finestra.
Tempo pochi secondi ed era già riuscito ad aprirla.
Lanciò gli attrezzi sopra all'imbracatura e si introdusse dentro alla stanza.
La luce era spenta, l'unica fonte di illuminazione era data dalla televisione, lasciata accesa; diede una rapida occhiata in giro, dirigendosi verso il fondo del locale.
Fece in tempo a fare qualche passo però che un rumore inconfondibile dietro di lui lo fece bloccare sul posto.
Sapeva come disarmare qualcuno con una pistola, ma era meglio trattenersi per il momento.
«Girati.» La luce si accese all'improvviso, obbligandolo a chiudere gli occhi per un secondo.
Sorrise, ubbidendo all'uomo armato dietro di lui.Strinse la pistola tra le dita, scrutando l'intruso con attenzione. Aveva i capelli castani lunghi e degli occhi marroni del tutto anonimi. Il visto era quello di un trentenne, con un fisico spesso, non molto longilineo.
«What? Io sono tutto imbardato e tu sei già cambiato?» Sorrise appena, facendo un cenno con la pistola.
A quel gesto, l'uomo di fronte a lui si afferrò con forza i capelli appena sotto l'attaccatura e, tirando, scoprì il vero colore della sua lunga capigliatura: un biondo acceso, intenso.
Tirò via anche quella che a tutti gli effetti sembrava una maschera e, toltosi la giacca, rivelò anche la presenza di una specie di imbottitura, a definirgli il fisico.«Okay. Sono io.» fece una giravolta sul posto e appena il suo sguardo tornò sul corvino di fronte a lui se lo ritrovò a pochi centimetri dal suo viso.
«Manca qualcosa.» La mano dell'uomo andò sicura verso il suo viso, togliendo un piccolo dispositivo circolare attaccato appena dietro l'orecchio sinistro.
«Ah sorry, me ne ero dimenticato!»
«Ne hai scelta una orribile, fattelo dire.» Gli era mancato il suono della sua voce, il suo accento dal tono squillante.
«Hai detto che dovevo camuffarmi al meglio, beh: this is il meglio!»«Sicuro di essere solo?» il corvino, ancora armato, si affacciò guardingo alla finestra.
«Sicuro è una gran parola, diciamo al 94%» L'occhiataccia che l'uomo gli lanciò lo fece ridere; gli era mancato così tanto che non gli importava essere sgridato o linciato.
«94%? Da dove tiri fuori questi numeri?»
Il biondo gli andò incontro, chiudendo la porta finestra che lui stesso poco prima aveva scassinato e, cingendo l'uomo per i fianchi, lo riportò verso il centro della stanza.Con totale nonchalance si tolse le lenti a contatto colorate, lasciando ora che i suoi occhi verdi ipnotizzassero il corvino con la loro magia.
«Stavo scherzando Sho, c'mon!» Lo strinse a sé, facendo in modo di assaporare il suo odore il più possibile.
Sentì le mani dell'altro ricambiare quella stretta, il respiro più profondo, il battito accelerato.
«Mi sei mancato...»
«Anche tu Hizashi.»Avevano poco tempo, troppo poco; soprattutto se consideravano da quanto era che aspettavano quell'incontro.
Le loro mani bramavamo di poter di nuovo toccare il partner, così come i loro corpi desideravano essere toccati. Fu tutto un dare e ricevere, bramosia di tastare ed essere tastati.
Si spogliarono in fretta e furia, lasciando che i vestiti si mischiassero sul pavimento, e si abbandonarono sul letto ancora fatto.
Il biondo indugiò su una ferita ancora fresca sul fianco del compagno; questi però prese la sua mano, appoggiandola invece sul gluteo, invitandolo a tastarlo.
Non se lo fece ripetere e tornò a concentrarsi sul resto del corpo dell'uomo.
Si graffiarono, morsero, strinsero... Tutto, in quel letto, dopo quell'astinenza.
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Anytime, anywhere and anyway [EraserMic]
Fanfic"Sempre, ovunque e comunque", in ogni epoca, in ogni universo: Aizawa e Mic sempre insieme, alla ricerca l'uno dell'altro. Un insieme di OneShot - AU, con i nostri due personaggi sempre come protagonisti. Linee guida nel primo capitolo 😉 Come semp...