Il vento soffiava forte su di loro, in piedi davanti alla prigione di Tartarus; strinse il pugno, mentre pochi capelli biondi gli cadevano davanti agli occhi.
Ascoltò Eraser finire di parlare con il detective. Osservò la sua schiena, dritta e sicura, cercando di scacciare dalla sua mente l'immagine di lui in lacrime, distrutto.
Abbassò lo sguardo, avviandosi poi verso la macchina, pronto a tornare allo Yuuei.
«E... STOP.» Il rumore di un campanello e potè tornare a respirare. La mano del corvino si posò sulla sua spalla, sorridendo appena.«Ottimo lavoro.» Si stiracchiò, sollevando le braccia al cielo, ricambiando al sorriso.
«Dovrei dirlo io a te! Sei stato fantastico poco fa!» Aveva avuto davvero i brividi nel vederlo piangere, disperato: talmente tanto da essersi quasi dimenticato di essere un attore sul set.
«Mi fa piacere che lo pensi» Si avviarono assieme verso il regista, anch'egli entusiasta della loro performance.
«Molto bene, con questo abbiamo finito le riprese per la stagione: andate a cambiarvi, ci aggiorniamo più avanti.»Si diressero verso i camerini assieme, stanchi ma soddisfatti del punto fino a cui erano riusciti ad arrivare.
«Hai intenzione di accettare per quel ruolo?» Chiese, togliendosi la giacca di pelle.
«Non lo so. La prossima stagione si prospetta impegnativa... Tu?» Alzò lo sguardo al cielo, fissando i faretti illuminati sopra di sé.
Godeva di notorietà da diversi anni, sin dalla gioventù, ma con l'incarico attuale aveva trovato uno sbocco notevole; e come lui molti altri attori. Per questo dall'inizio delle riprese le proposte di altri lavori si erano moltiplicate notevolmente.
«Credo di sì. Sembra un ruolo promettente, soprattutto in vista del prossimo Festival»Rimasero a parlare ancora un po' prima di uscire dal camerino e ricongiungersi con gli altri attori e la troupe.
I ragazzi erano tutti radunati al centro del set, contenti di aver finito ma anche triste per la pausa ormai alle porte. Dopo ormai quasi tre anni di riprese si poteva dire che tra tutti i rapporti fossero più che buoni, quasi al pari di quelli in una grande, allargata, famiglia.
«Vedi di scrivermi ogni tanto, ci conto!» Il biondino, ancora con la maschera nera sugli occhi, salutò caloroso il rosso, già con il casco in testa pronto per tornare a casa.
Nel trambusto del momento il giovane dai capelli viola e le occhiaie pronunciate ci mise un po' prima di riuscire a intravedere i due uomini sul fondo della sala. Salutò i colleghi, abbracciando e abbracciato a sua volta da molti di loro.
«Eccomi papà.» Con un cenno salutò, pronto ad andare.
Lo guardò, orgoglioso.Spesso si era domandato se fosse stata la scelta giusto iniziarlo a quel mondo, con un primo incarico così importante. Dalla sua prima apparizione però, non si era mai pentito, nemmeno una volta.
Suo figlio era un ragazzo in gamba, con la testa sulle spalle, e stava riuscendo ottimamente nei panni del giovane Shinso.
«Saluta il tuo sensei prima di andare!» Lo canzonò, mettendogli un braccio sulle spalle.
Il corvino sorrise, complice di quell'umorismo.
«Ah-ah. Dopo un po' questa battuta stufa, vecchio.» Finse di essere ferito da quella battuta, lasciandosi cadere in modo teatrale, finendo dritto tra le braccia del collega.«Papà. Sei imbarazzante.»
*
La prima neve aveva iniziato a cadere, aggiungendo quel pizzico di magia di cui solo i fiocchi bianchi e candidi sono capaci. Il meteo e le temperature fredde li avevano quasi fatti desistere dall'uscire, ma il pensiero della prima cioccolata calda della stagione aveva avuto la meglio.
«Te lo concedo, è davvero la più buona della città.» Soffiò sulla bevanda, generando il tipico vapore bianco.
Il parco era pressoché deserto, l'ideale per due che, come loro, volevano mantenere un po' di privacy.
«Sono convinto che quella commessa ci abbia riconosciuti però.» Borbottò, bagnandosi le labbra con il cioccolato. Lo irritava sempre dover limitare la sua vita sociale per colpa della fama e dei fan, anche se era proprio a loro a cui doveva la sua notorietà.
L'uomo accanto a lui sorrise, rivolgendogli uno sguardo dolce.
«E' un bene allora che l'abbia sviata...» Arrossì ripensando a come, nel prendergli il suo bicchiere dalle mani, il corvino gli avesse schioccato un bacio vicino alle labbra, generando confusione nello sguardo della commessa.
«Direi di sì!» Ricambiò il bacio di poco prima, trasferendo un po' della bevanda zuccherina sulla sua bocca.
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Anytime, anywhere and anyway [EraserMic]
Fanfiction"Sempre, ovunque e comunque", in ogni epoca, in ogni universo: Aizawa e Mic sempre insieme, alla ricerca l'uno dell'altro. Un insieme di OneShot - AU, con i nostri due personaggi sempre come protagonisti. Linee guida nel primo capitolo 😉 Come semp...