Per alcuni secondi di interminabile silenzio si sentì solo il respiro affannato di Rose. La fronte della donna era corrugata, gli occhi lucidi di lacrime di dolore atteggiati in una smorfia colpevole. In piedi davanti all'armadio delle scorte, teneva la schiena lievemente piegata in avanti e le braccia strette al torace, le mani vicine al petto, nella posizione in cui le stava esaminando fino al momento in cui Hermione era entrata nell'aula. La pelle era arrossata in maniera innaturale e le dita stavano cominciando a gonfiarsi. Il rosso violento della cute le indicò che doveva aver provato a toccare gli ingredienti protetti dall'Incantesimo Flagrante con insistenza, più di una volta: non si era arresa al prezzo di bruciarsi.
Hermione si mosse dalla porta per lasciare spazio a Draco, che restò al suo fianco. Era stordita dalla scoperta, il viso cristallizzato nel puro sgomento e la testa pesante, come se stesse tentando di sostenere un esame sotto gli effetti di un Confundus. L'immagine catturata dalle pupille era codificata dal cervello in qualcosa di estraneo, che non si incastrava con alcuna informazione nota riguardo alla donna con cui aveva lavorato così proficuamente per mesi, verso la quale non aveva avuto nessuna incertezza nel ritenerla degna di fiducia. Proruppe nell'unica domanda che la angustiava: «Che cosa ci fai qui?» Credeva che le parole avrebbero lasciato le sue labbra in grida disarticolate, invece si sorprese del tono freddo e misurato che riuscì a recuperare.
Rose spalancò la bocca e prese aria, ma non compose alcuna frase. Scosse appena la testa e abbassò gli occhi mesti sulle proprie mani. Era restia a parlare, pure in quel frangente: come osava?
«Il Ministro vuole una risposta» le intimò Draco, con tono gelido di furia malcelata.
Tenendo il capo chino sui palmi che non azzardava neanche a muovere, la voce bassa dalla vergogna, Rose tentò di replicare: «Io...» Si voltò verso l'anta aperta del ripostiglio, probabilmente rendendosi conto che la sua posizione doveva sembrare piuttosto compromettente anche senza giustificazioni.
Draco strinse la mano in un pugno e la guardò: Hermione vide nei suoi occhi lo stesso cipiglio con cui un momento prima si era mostrato sprezzante riguardo l'utilizzo di una maledizione in assoluta leggerezza e lo considerò con una diffidenza nuova.
«Se non intende spiegarsi da sola, possiamo costringerla.» Nelle sue parole, udì la medesima noncuranza che riservava a chiunque non rientrasse tra i suoi interessi, la morale che si piegava senza resistenza alcuna al soddisfacimento di obiettivi personali. Lo sapeva benissimo, ma una parte di sé non poté che restarne amareggiata, quando con lei era stato ben diverso nei giorni precedenti, non inducendola con la forza a niente che lei non desiderasse. Devi essere tu a volerlo.
«Malfoy, abbassa la bacchetta.»
La alzò lei, per tenere sotto tiro Rose, senza neanche sincerarsi che lui le avesse dato ascolto. Avanzò un passo nella sua direzione.
«Ti sarai resa conto da sola che le scorte dell'aula di Pozioni erano protette.» Hermione accennò alle mani di Rose, coperte di piccole bolle lucide sull'area arrossata, e un fioco lamento abbandonò la profondità della sua gola. «Cosa stavi cercando?»
«Mi dispiace» cominciò lei.
«Cosa stavi cercando?» alzò la voce. Non attese una risposta e guardò Draco: «Quali ingredienti sono stati spostati rispetto a come li hai lasciati?»
Lui camminò spedito verso l'armadio e gli bastò solo una fugace occhiata alle scorte per fornirle l'informazione che aveva chiesto. «Foglie di Tentacula velenosa, Aconito, veleno di Acromantula» elencò sicuro, «e Bezoar.» Con la bacchetta accennò un movimento e l'anta si richiuse docile, senza sbattere. Non ebbe neanche la necessità di rinforzare la maledizione, che aveva funzionato perfettamente e retto all'intrusione.
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Come un antidoto universale
FanficSHORTLIST WATTYS 2022 [HP. Draco/Hermione. Completa.] Il Ministro Granger in visita a Hogwarts ritrova l'uomo con cui ha condiviso confidenza e prossimità inaspettate tempo prima, al sesto anno di scuola. Dal professor Malfoy apprende che lui è anco...