Felix seguì il più alto sulla sua bellissima auto d'epoca, mise in moto e partì a tutta velocità verso il centro, dal quale poi si sarebbe spostato per poter raggiungere la casa del biondo.
"È molto distante casa tua dal centro?"
"Circa dieci minuti in macchina. Metto l'indirizzo su maps così ti è più facile orientarti." Sorrise avviando l'applicazione, inserì la meta e poco dopo la voce robotica si fece spazio nelle loro orecchie, dando le varie indicazioni.
Circa una mezz'oretta dopo parcheggiò nel vialetto della casa del più piccolo, scesero e lo invitò in casa. Aprì la porta facendosi da parte per farlo passare, si tolsero le scarpe e raggiunsero il salotto.
"È davvero accogliente." Sorrise il più alto, guardandosi intorno. "Oh, che cretino. Non mi sono nemmeno presentato. Sono Hwang Hyunjin," gli porse la mano.
"Lee Felix," sorrise ricambiando la stretta. "Effettivamente così mi sento come se fossimo un pochino meno sconosciuti," ridacchiò.
"Eravamo impegnati a scappare dalla furia di tua madre per le presentazioni. Comunque, avremo l'occasione di conoscerci quando saremo arrivati."
Felix sorrise guardandosi attorno. "Allora vado a fare le valigie." Si avviò lentamente alle scale.
Hyunjin lo richiamò, facendolo fermare. "Mi rendo conto che ti stai affidando completamente ad uno sconosciuto quindi, se non sei sicuro non sei obbligato a venire. Forse sono stato troppo frettoloso," si grattò la nuca imbarazzato.
"Tranquillo." Sorrise. "Sono felicissimo di potermene finalmente andare da qui e se questo è possibile è solo grazie a te, misterioso ragazzo. Ora, vado a prendere il tutto prima che mia madre ci raggiunga e uccida entrambi." Rise prima di salire velocemente nella sua stanza con le guance rosse.
Il moro lo osservò finché non sparì dal suo campo visivo. Nonostante non conoscesse nulla, se non il nome, di quell'angelo dai capelli argento gli sembrava un tipo piuttosto interessante e non vedeva l'ora di poter conoscere tutte le sue sfaccettature.
[....]
Circa due ore più tardi i due stavano sfrecciando tra le strade di Seoul per poter raggiungere l'aeroporto e successivamente la casa al mare dell'altro. Stavano ripensando a ciò che avevano fatto e solo dopo averlo detto ad alta voce lo avevano realizzato, ridendo.
"Tu non hai idea di quanto abbia sperato che qualcuno arrivasse al momento di quella frase."
"E poi sono arrivato io. Ammettilo, sono il tuo eroe."
"Sì, lo sei." Rise. "Oh, mio eroe. Come avrei fatto senza di te." Ridacchiò attaccandosi al suo braccio con fare teatrale, provocandogli una risata.
Il viaggio procedette bene e in un'ora giunsero all'aeroporto, dove il jet della famiglia Hwang li aspettava per portarli all'isola di Jeju. Felix assunse un'espressione sorpresa difronte a tutto quel lusso.
Quando prese posto accanto al finestrino e vide il mezzo alzarsi in volo sentì una strana felicità prendere possesso del suo cuore, che batteva sempre più velocemente per l'emozione.
Come vide le nuvole prendere posto nel suo campo visivo sorrise. Stava iniziando a sentire quel senso di libertà e felicità che non provava da troppo tempo e se questo era possibile era solo grazie al misterioso e bel ragazzo seduto difronte a lui, che non faceva altro che osservarlo.
Il sorriso di Felix si allargò ancora di più quando arrivarono a villa Hwang. Era un'abitazione veramente maestosa, circondata da piante e fiori di diverso tipo che la facevano somigliare a quelle dei film. Camminando lungo il vialetto poté notare che era dotata anche di una piscina posta nel mezzo del grande giardino, attualmente occupato da dei ragazzi.
"Seguimi. Ti mostro la tua stanza e poi te li presento." Sorrise, prendendo una sua valigia e avviandosi all'ingresso.
Quando entrarono, la mascella del più basso toccò quasi il pavimento. "Sti cazzi."
Se l'esterno era bello, l'interno lo era ancora di più. I colori dominanti erano il bianco, il grigio e il nero, c'erano diversi quadri sparsi qua e là e sembrava essere attrezzata delle tecnologie più avanzate.
Il moro rise alle sue espressioni e lo guidò fino a quella che sarebbe stata la sua stanza da quel giorno in poi. Aprì la porta e si fece da parte per farlo passare. Felix rimase ancora più sconvolto.
Si prese un momento per osservare ogni dettaglio di cui disponeva. Era sia moderna sia rustica, una combo che piaceva particolarmente al moro e anche a Felix. Il letto era enorme e sembrava dannatamente comodo. Lo guardò attentamente per poi lanciare uno sguardo al più alto che annuì sorridendo.
"Bomba!" Urlacchiò buttandosi letteralmente sul letto, sentendo il suo corpo sprofondare. "È una nuvola."
Il moro sorrise, trovandolo adorabile. "Sono felice ti piaccia."
"Davvero, non riesco a trovare le parole esatte. Semplicemente grazie. Grazie per l'ospitalità, la gentilezza, di avermi portato via da quell'incubo di città.. e questa casa è stupenda, davvero. Wow." Le parole uscirono abbastanza confuse dalle sue labbra. Era agitato e in quel momento non riusciva a formulare una frase di senso compiuto.
"Mi ringrazierai a tempo debito. Sistema pure le tue cose con calma, noi ti aspettiamo giù. Facciamo una grigliata," gli sorrise prima di lasciare la stanza.
Quando rimase solo si perse a osservare il soffitto lasciando che la sua mente viaggiasse in vari pensieri che la stavano occupando. Dopo una decina di minuti si decise a sistemare le sue cose e nel giro di un'ora e mezza finì. Sorrise soddisfatto e dopo essersi spogliato del completo indossò dei comodi shorts neri e una maglia grigio chiaro.
Decisamente meglio.
Dopo una veloce tappa in bagno uscì dalla stanza. Cercò di fare mente locale sul percorso fatto in precedenza e si recò all'esterno, fino a raggiungere il resto dei ragazzi.
Come si accorsero della sua presenza tre di loro gli sorrisero avvicinandosi, seguiti a ruota dal proprietario della casa.
"Ragazzi lui è Felix. Felix loro sono Jisung, Seungmin e Jeongin," sorrise il moro. "Mentre i tre laggiù sono Chan, Minho e Changbin. Sono i più grandi." Indicò i tre accanto alla griglia che alzarono la mano in segno di saluto.
"Quindi sei tu il misterioso bel ragazzo che il nostro Hyunjin ha salvato." Sorrise un ragazzo dai capelli biondi.
"Uhm, sì. Sono io," sorrise imbarazzato.
"Sei veramente carino." Fece il ragazzo dai capelli rosa confetto.
"Grazie," si grattò la nuca imbarazzato.
"Ragazzi, smettetela di metterlo a disagio." Il più altro tra i tre li spostò dietro di sé e gli sorrise. "Non far caso a questi due, io sono Seungmin." Gli porse la mano il viola.
"Piacere," sorrise avvampando mentre gli stringeva la mano.
È possibile che non ce ne sia uno brutto? Sono finito per caso in mezzo a dei modelli? Non che mi dispiaccia ma rischio davvero di essere scambiato per una fragola.
"Spero ti possa divertire con noi," gli sorrise.
"Lo farà di sicuro. Chi non si diverte con noi!?" Esclamò Jisung.
"Sungie, il tuo ragazzo mi minaccia!" Urlò il ragazzo muscoloso che tentava di nascondersi dietro il ragazzo dai capelli rossi, che scuoteva la testa sconsolato.
"Minho se non la smetti puoi scordarti il mio culo per una settimana!" Urlò il biondo, correndo verso il fidanzato.
"Giuro che non siamo sempre così strani."
"Non preoccuparti, mi piacciono gli strani." Sorrise.
I due raggiunsero gli altri e dopo le giuste presentazioni e un caloroso abbraccio di benvenuto si sedettero tutti attorno al tavolo, iniziando a parlare degli argomenti più stupidi, facendo ridere Felix che, finalmente, iniziava a sentirsi più leggero.
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escape - hyunlix
Hayran Kurguil destino di felix sembra essere uno soltanto, scritto dai suoi genitori che non gli permettono di essere sé stesso. ma se questo potesse cambiare con l'incontro di un ragazzo misterioso? -aggiornamenti lenti -
