Sensazioni

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Stiles continuava a fissare il telefono, ormai era un mese che non riceveva la chiamata anonima, si sentiva nervoso era come un cambiamento inatteso nella sua vita, una costante che andava a mancare all'improvviso, aveva una brutta sensazione.

Qualcosa di brutto stava per accadere?

Sbuffò nervoso, non gli piacevano i cambiamenti, non portavano mani a nulla di buono nella sua vita, cercò una playlist nel suo telefono e si mise ad ascoltare la musica, si concentrava meglio con le note a guidarlo.

Fece un grosso respiro e cercò di fare mente locale dell'ultimo mese trascorso, doveva capire cos'era cambiato da spingere l'anonimo stalker a non chiamarlo più. Iniziò la ricerca dalla scuola, in quell'ambito non era successo nulla, perfino le tre professoresse nuove e sospette non avevano nulla che non andasse, erano diventate anche le sue insegnanti preferite.

Con la mano fece un gesto nel vuoto, cambiò pagina del libro. Il foglio successivo era il lavoro del padre, Nessuna chiamata particolare, era stato un mese tranquillo per la centrale di Beacon Hills, forse troppo Tranquillo? No, scartò anche quella ipotesi, cambiò pagina e analizzò le sue amicizie.

Nessun nuovo amico su quel fronte, la sua pseudo relazione con Lydia anche era piatta, non si era mossa di un millimetro dalla zona di migliore amico, forse quello era il vero e unico crimine di Beacon Hills, il suo fallimento a conquistare il cuore della ragazza.

Nella pagina successiva aveva trovato il bianco, non aveva idea di cosa potesse inserire più, alla fine avevano davvero ripreso le loro vite normali, niente soprannaturale, niente assassini o serial killer, niente di niente. Riaprì gli occhi sconfortato, voleva trovare una ragione a qualunque costo all'interruzione delle chiamate anonime.

La suoneria del telefono interruppe i suoi pensieri, il nome di Scott spuntava al centro del display, non voleva rispondere, sapeva già cosa gli avrebbe chiesto il suo migliore amico, ultimamente si era ostinato a farlo uscire insieme a lui ed Isaac, non si trovava molto bene, si sentiva un po' il terzo incomodo.

Rispose un po' scocciato per l'interruzione ma alla fine si lasciò trasportare ed uscì con loro, forse un po' d'aria fresca era quello che gli serviva per pensare lucidamente.

L'aria fresca l'aveva vista con il binocolo, o almeno il tragitto da casa sua alla sua macchina ne aveva respirata un po' perché si erano chiusi tutti e tre nella camera di Scott a giocare alla playstation per fare sfide su sfide, le aveva quasi vinte tutte lui.

Era stato un pomeriggio di svago e gli era servito, doveva ammettere che si era sentito più leggero dai suoi pensieri una volta messo piede fuori dalla sua stanza, come sempre, doveva ringraziare il suo migliore amico per saperlo leggere, era evidente che avesse intuito il caos nella sua testa.

Molte volte si era chiesto se ad essere il figlio dello sceriffo fosse Scott e non lui, il sesto senso da detective lo aveva sviluppato davvero bene negli anni, mentre lui molte volte non riusciva a vedere le cose che aveva ad un palmo dal naso, però è anche vero che Scott si perdeva in un bicchiere d'acqua.

Anche in quel momento che osservava lui ed Isaac giocare, poteva chiaramente vedere il legame che si era instaurato fra loro due, era nato da un dolore e una perdita che entrambi avevano provato e che entrambi avevano affrontato insieme.

Spesso si era trovato a provare gelosia nei confronti di Isaac, fino ad un anno prima lui era stato il solo e unico migliore amico di Scott ma poi aveva capito che il loro legame andava oltre l'amicizia e perciò si mise volentieri da parte, visto che il suo ruolo non era stato rubato.

Ogni volta che vedeva Isaac gli veniva in mente una persona.

Una persona che era andata via da Beacon Hills da molto tempo e per quanto non volesse ammetterlo, quella partenza lo aveva ferito più del previsto forse per questo non aveva accettato subito il biondo ricciolino.

Incubi del destinoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora