Codice rosso

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I giorni passarono come se niente fosse successo, i ragazzi continuarono ad andare a scuola ed a seguire le lezioni, Scott era sempre più impegnato con la squadra di lacrosse e il lavoro alla clinica, negli ultimi giorni anche Isaac aveva iniziato ad aiutare Deaton, Stiles e Lidya invece si erano impegnati con i corsi avanzati, preferivano concentrarsi nello studio.

Per quanto le giornate trascorressero pigre, non scordarono mai di stare attenti a quello che accadeva intorno, Stiles non smetteva mai di ascoltare la radio della polizia, aveva perfino creato una app che gli notificava i codici con i quali la centrale identificava l'incidente o crimine in corso.

Stiles non aveva certamente dimenticato Derek, semplicemente cercava di seguire il suo piano iniziale, stare il più possibile alla larga da lui per evitare danni collaterali. Ovviamente dopo tutto quello che era accaduto, si era accorto che stare così vicino a Lidya non gli faceva scattare nessuna scintilla, perciò aveva smesso con i suoi piani assurdi per conquistarla e aveva deciso di essere solo un buono amica, la ragazza aveva ringraziato il cielo quando aveva notato il cambiamento.

Sul cellulare del ragazzo apparve una notifica rossa con scritto "codice 413, rinvenimento di cadavere", i due compagni si guardarono, avrebbero indagato su quel caso, per accertarsi che non ci fosse di soprannaturale, Stiles lasciò prima la scuola e andò a trovare suo padre alla centrale, per accertarsi che mangiasse in modo sano.

Quando arrivò in centrale si recò immediatamente nell'ufficio del padre, come previsto non c'era, accese il computer ed entrò nel sistema della polizia locale e cercò qualche informazione sulle chiamate ricevute in giornata.

Sul codice rosso c'era solo scritto che era una ragazza ed era una studentessa del liceo di Beacon Hills, Gwen Patrick, sulla causa della morte ancora non c'era nulla, dovevano aspettare l'autopsia.

Scrisse un messaggio agli altri e poi finse di andare via dispiaciuto per non aver trovato il padre, salutò gli agenti e rientrò a casa, si sentiva molto ansioso per quel ritrovamento, poteva non essere nulla come poteva essere l'inizio di tutto.

Lanciò lo zaino in un angolo della camera e si gettò sul letto, mettendosi il cuscino sulla faccia, stava pensando a lui, non sapeva se doveva avvisarlo di quello che era successo ma poi ci ripensò, non aveva nulla in mano, solo sue preoccupazioni.

Era sempre più convinto che i sentimenti che provava non erano suoi, qualcuno li avevi inseriti per qualche oscuro scopo, non era mai stato attratto dal sourwolf, si era scontrato con lui dal primo momento che si erano incontrati, erano stati come cane a gatto, si erano sempre urlati contro.

Dal primo giorno nella foresta fino all'ultimo, anche se quella volta non si erano detti nulla, Derek aveva deciso di lasciare la città e di iniziare una nuova vita con la sorella che aveva sempre creduta morta, non poteva dargli torto, era una decisione saggia ma si era sentito tradito da quell'improvvisa partenza.

Come poteva andarsene e lasciarli dopo tutto quello che avevano passato insieme? Nella sua mente cominciarono a girare tutti i flashback dal primo giorno all'ultimo, non si era mai accorto che erano sempre stati loro due insieme ad avere le avventure migliori.

Quando incontrarono Peter per la prima volta nella corsia d'ospedale, quando il kanima paralizzò Derek nella piscina, con il darach, ha subito creduto a lui e non alla sua amante psicopatica, ed ha sempre voluto salvarlo quando era il nogitsune, non a caso aveva usato il suo loft per uno dei suoi piani folli, il demone sentiva che si fidava del lupo.

Erano sempre stati loro due contro il mondo? Forse per questo il nuovo cattivo li sta usando per l'ennesimo piano malvagio.

Si rigirò seccato nel letto, tenendosi sempre il cuscino sulla testa, perciò non si accorse che una persona era appena entrata dalla sua finestra. – Dannato sourwolf! – mormorò da sotto il cuscino.

Incubi del destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora