Il cielo di Roma non era mai stato così scuro, in quella distesa nera non brillava nemmeno una stella, come fosse il riflesso di ciò che stava accadendo nel cuore del ragazzo riccio scuro, con gli occhi fissi al terreno, mentre la sua mente correva lontana, in luoghi che fossero ovunque, tranne che lì.
E non era per le critiche ricevute poche ore prima, non era per le ennesime parole sentite pronunciare, in modo vano, da Maria, non era nemmeno per le gare di ballo.
Christian sentiva qualcosa dentro di lui che si fosse spezzato, come se si fosse spenta una luce e che la soluzione a questo vuoto, questo nulla che sentiva nel petto, fosse tornare a casa.
Alle sue spalle la casetta urlava, parlava, rideva e scherzava, chi più e chi meno, coinvolto nel gruppo e per un periodo anche lui aveva provato a fare finta di nulla, aveva provato ad andare avanti, cercando di mettere da parte il dolore nel petto, come se una lama gli si fosse fissata nel cuore da circa due settimane e non lo lasciasse respirare bene. Come se stesse sanguinando internamente senza nemmeno rendersene conto.
Per tutta la vita aveva affrontato situazioni simili andando nella scuola di sua mamma e danzando, fino allo sfinimento, fino a che ogni goccia di sudore aveva abbandonato il suo corpo e si ritrovava distrutto fisicamente, ma almeno con ritrovata sanità mentale. Ma lì, a Roma, in quella scuola, circondato da delle persone che conosceva da sei mesi, ma che improvvisamente erano diventati di nuovo estranei, Christian non riusciva più a sfogarsi nemmeno con la danza.
E la prova era stato il suo mal di schiena.
Come se il proprio fisico gli stesse urlando di essere aiutato, di darsi tregua, di trovare qualcuno con cui parlare e schiarirsi le idee. Perché quando danzava non riusciva più a comunicare, lo faceva giusto per sport, nel modo sbagliato, per se stesso, proprio come le prime settimane che aveva passato in quella scuola, ma con delle sensazioni diverse, perché all'ora si apprezzava, all'ora si piaceva, all'ora aveva ancora la convinzione di essere nel posto giusto, al momento giusto.
Ma ora no.
Mentre fissava il pavimento della veranda con i divanetti arancioni, no.
Christian sentiva che tutto quello che stesse vivendo, tutto quello che lo circondasse, ogni cosa, fosse sbagliata.
Con le mani dentro le tasche e le cuffie alle orecchie, mentre la musica impazzava nelle sue orecchie, gli avvenimenti delle ultime settimane si susseguivano nella mente e ogni volta che cercava di trovare un punto d'inizio della fine, tutto riportava a quel momento, a quel secondo in cui aveva visto Mattia spezzarsi davanti a lui, poggiandogli le mani sulle spalle e dicendogli che si sarebbero visti fuori.
Da quel giorno aveva messo su una facciata, aveva cercato di dimostrare alla gente tutto e niente, come se nessuno avesse visto il daytime in cui soffriva, in cui prendeva possesso del letto di Mattia perché gli era sembrato l'unico modo per averlo ancora con se. Quel giaciglio profumava ancora di quel ragazzo e quando ci si era sdraiato sopra, appena gli avevano chiesto di togliere le coperte con quel nome, Christian lo aveva sentito con sé di nuovo, come se quello potesse bastargli a dargli la forza che sentiva mancare dalle sue mani. Ma più passavano i giorni, però, più si rendeva conto che nulla era più come prima. Aveva iniziato ad utilizzare le sue cose, come le sue ciabatte, anche se rotte, e aveva preso il suo posto durante la DAD.
Aveva cercato di fare qualunque cosa per colmare quel vuoto, ma la sentiva la mancanza, sentiva che qualcosa lì dentro mancasse e questa mancanza andava ad influire sulla danza.
Christian non riusciva più a sfogarsi con nessuno.
Aveva provato a parlare con Alex, aveva provato a sfogarsi con Todaro, aveva pensato persino di parlarne con Dario, anche se le cose non andavano decisamente bene nella loro amicizia, ma avrebbe fatto di tutto purchè quella nuova situazione non rovinasse la sua danza.
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Raccolta OS [Zenzonelli]
FanfictionRaccolta di One shot Zenzonelli, inventate da me, quindi poco attendibili con la realtà. I primi due capitoli sono due OS già pubblicate in precedenza come due storie separate, ma ora messe insieme come una raccolta. Spero vi possano piacere. - Sosp...
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