Assi nella manica

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Pronte a giocare con i demoni del passato?🦋

«Ricordatemi perché sono qui» chiedo ai miei migliori amici e a mia sorella dopo aver salutato l'ennesima persona che non conosco, ma con un conto in banca di parecchi zeri

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«Ricordatemi perché sono qui» chiedo ai miei migliori amici e a mia sorella dopo aver salutato l'ennesima persona che non conosco, ma con un conto in banca di parecchi zeri.

«Perché gli eventi di beneficenza sono importanti e lo sai bene» risponde Bella bevendo il suo champagne e faccio una smorfia infastidita.

«È importante donare, non socializzare con chiunque stacchi un assegno...» borbotto lisciandomi il vestito. Sembro una bambolina da esporre in vetrina.

«Perché non hai scelta. Non c'è altra risposta alle tue paturnie, sorellina!» ridacchia Sharon e la fulmino con lo sguardo, ma so che ha ragione, purtroppo aggiungerei.

Per me diventa una questione di etica, quando prendo un impegno lo porto a termine, anche se non mi sento a mio agio nelle uscite pubbliche.

«Puoi provare a divertirti nel frattempo, e non appena potremo filarcela lo faremo senza guardarci indietro» mi consola Daniel stringendomi la spalla amichevolmente.

«Poi ci tuffiamo sul divano e mangiamo pizza fino a scoppiare, dato che domani non devo allenarmi» ordino e loro annuiscono.

«Dov'è Rey?» chiede mia sorella guardandosi intorno in cerca del mio allenatore e mi volto anche io a cercarlo.

«È lì, sta parlando con un signore che finanzia la palestra e viene a vedermi spesso agli allenamenti» rispondo indicandolo, chissà di cosa sta parlando con Jeffree.

«Rottura di palle in arrivo!» sussurra Timon e mi imbroncio immediatamente. Sapevo che mi sarei esasperata subito, ma appena arrivata è frustante.

«Sta arrivando la televisione a prelevarti, perciò non corrugare la fronte come stai facendo. Sembri sempre incazzata Rose Marie» mi bacchetta mia sorella come solo lei sa fare.

«Sono sempre incazzata. Non lo sembro, lo sono» faccio presente, ma la sua occhiataccia mi fa capire che la risposta non le è piaciuta affatto.

Mi giro verso di loro, dopo aver lasciato il mio succo di frutta sul tavolo, e mi allontano con la schiena fin troppo dritta dai miei amici.

«Butterfly, ci concedi cinque minuti per un'intervista?» domanda uno dei giornalisti di Sky e mi sforzo di sorridere come se fossi felice di stare in queste circostanze.

«Certo» dico seguendoli in un posto più appartato preparandomi psicologicamente a rispondere a delle domande scomode e inutili.

Per essere liberaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora