Rapporti compromessi

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«Bomba, sembri triste» commenta Max mentre esegue ciò che gli dico di fare sul ring

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«Bomba, sembri triste» commenta Max mentre esegue ciò che gli dico di fare sul ring.

Probabilmente perché lo sono. Mi manca mia sorella, mi manca averla tra i piedi e sapere che è nella camera accanto alla mia. Mi manca tutto di lei, perfino la sua invadenza. So che tornerà presto, ma so anche che la sua vita non è qui, accanto a me e ai miei problemi.

«Non posso dirti di non esserlo» ammetto, «ma la vita è così, un'altalena di emozioni che non puoi controllare».

Emozioni soffocanti, emozioni che vorrei non provare. Sento di essere sbagliata, di essere un corpo svuotato e più mi guardo allo specchio e meno mi riconosco.

«Posso fare qualcosa per tirarti sù il morale?» domanda guardandomi con quegli occhi da cucciolo che lo contraddistinguono, «non mi piace vederti così».

È così premuroso da parte sua, ma credo di essere spacciata in questo momento. Ci vorrebbe una vacanza, lontana da tutto, per rigenerarmi.

«Puoi migliorare la tua guardia» sospiro, «e non preoccuparti per me, sai che non sono la persona più affabile del mondo».

Ed è così, non mi ha mai conosciuto spensierata e leggera. Nemmeno mi ricordo di quella Rose, di quel senso di sollievo, ma non tutti i giorni sono uguali. A volte riesco a gestirmi meglio mentre altre volte, come oggi, sono un completo disastro.

«Questo è vero! Sei un po' scorbutica, ma ti voglio bene anche per questo» ridacchia e sorrido leggermente.

Pensare che l'ho incontrato in quella circostanza terribile, circondato da dei bulli, e ora è una parte integrante della mia quotidianità mi rende orgogliosa. Ci stiamo aiutando a vicenda anche se lui non è consapevole.

«Sono più che scorbutica» ammetto, «ma se non lo fossi perderei il mio fascino!».

Il mio carattere va bene così in linea di massima, se fosse diverso non sarei io.
Non sarei autentica, motivo per cui non mi sforzo minimamente per piacere alle persone. O così o niente.

«Di cosa parlate voi due?» domanda il mio amato allenatore avvicinandosi.

«Del mio fascino da donna scorbutica» ammicco, «credo proprio che se diventassi docile e carina perderei tutti i miei ammiratori».

Beh, bisogna anche dire che non c'è bisogno di diventarlo. Scappano tutti a gambe levate in qualunque modo io sia, per poi presentarsi con degli insulsi biscotti che, seppur fatti da Carla, non curano le ferite. Biscotti che ho comunque mangiato, ho sempre fame di cose zuccherose e non le rifiuto neppure se vengono dal nemico, pensando ovviamente a quanto fosse stronzo e senza palle.

«Ma non stavi uscendo con un ragazzo?» chiede Max ingenuamente e lo incenerisco perché è un tasto dolente al momento.

«È in ospedale» ribatto e lui impallidisce, «gli è venuta una torsione di entrambi i testicoli».

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