Una visita inaspettata

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Ero nel mio studio ed erano quasi le otto di sera. Mentre mi mettevo la giacca per tornare a casa sentii bussare alla porta. Sospettoso, presi un coltello che avevo nascosto in un cassetto e mi avvicinai. Aprii la porta e rimasi piacevolmente sorpreso nel trovarmi davanti Will Graham in persona.
"Buonasera, Graham"
"Buonasera, dottor Lecter" rispose. Sembrava più sciolto del solito. Ad un tratto alzò lo sguardo e i suoi occhi azzurri incontrarono i miei.
"Vieni, entra dentro" lo invitai. Una volta nel mio studio Will si guardò intorno, meravigliato.
"Accomodati" dissi indicandogli una poltrona di velluto rosso.
"Grazie"
Will si sedette e iniziò a fissarmi, mentre si sfregava freneticamente le mani.
"Puoi chiamarmi Will" mi informò.
"E tu puoi chiamarmi Hannibal, se vuoi"
"Mi dispiace di essere venuto così tardi"
"Non c'è problema, ti ascolto"
"Grazie...ehm, ecco, vorrei iniziare un percorso con lei"
"Va bene, possiamo fissare un appuntamento"
"È urgente, credo di stare per diventare pazzo"
"Mi dispiace, Will"
A quel punto presi la mia agenda e guardai quando ci fosse il primo posto disponibile.
"Possiamo vederci domani alle quattro, va bene?"
"Va benissimo, grazie infinite"
"Di niente"
Will stava per alzarsi, ma io volevo che rimanesse ancora un po'.
"Ti va un bicchiere di vino?" chiesi.
"Di solito non bevo"
"Ma questo è un vino speciale, italiano. Mi offendi se non lo provi"
"Beh, d'accordo" disse lui, un po' titubante.
Gli ofrii del Chianti e ce lo gustiamo assieme.
"Com'è?"
"Buono. Grazie, troppa gentilezza"
"La cortesia è la più grande nobiltà dell'uomo, Will"
Lui mi sorrise, ed io colsi l'occasione per fargli una domanda.
"Will, posso chiederti una cosa?"
"Certo"
"Perché sei scappato così di fretta l'altro giorno, dopo la riunione in centrale?"
"Oh, ecco...non voglio sembrare sgarbato e...e può suonare strano, ma io provavo imbarazzo nel parlarti, Hannibal"
"Chiedo perdono se ti sono sembrato ostile in qualche modo"
"No, non hai sbagliato tu, sono io che ho difficoltà a parlare con persone nuove, tutto qui"
"Domani potremmo parlare anche di questo" gli ricordo.
"Molto volentieri" rispose lui.
Lo feci uscire. Stava piovendo, e lui non aveva l'ombrello.
"Se vuoi posso accompagnarti fino alla tua macchina.
"Mi faresti un gran favore"
Lo feci venire sotto il mio ombrello. Era strano averlo così vicino, strano ma piacevole. Quando fummo alla sua macchina lui entrò e ci salutammo.
"A domani"
"A domani, Will"
Non vedevo l'ora che arrivasse il giorno successivo. Quel ragazzo era una miniera di misteri. Sarei stato a parlare con lui per ore, perché il suo modo di fare così bizzarro mi affascinava, ma dovevo proprio tornare a casa. Avevo una "faccenda da sbrigare" con della carne vecchia di qualche giorno che tenevo in frigorifero e che dovevo proprio levarmi di torno...

How can you love me? [Hannigram]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora