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Angelica aveva appena finito di riordinare tutta la cucina quando iniziò a richiamare Jack. Voleva sapere se avesse messo in ordine la sua stanza come lei gli aveva insegnato qualche giorno prima. Non ottenendo alcuna risposta entrò nella camera del pirata. La stanza era in ordine tant'è che lei se ne stupì e Lisca di pesce era seduto comodamente sul letto a fare le fusa. Di Jack non c'era traccia, così la donna iniziò a cercarlo per tutto l'appartamento. Non c'era, era sparito. Angelica era terrorizzata, come diavolo aveva fatto a perdersi un pirata?!

Si sedette sul divano per prendere un respiro profondo e calmarsi: si teneva la testa tra le mani, come per cercare di fermare i pensieri
che la stavano travolgendo. Il suo volto, solitamente composto, era segnato da una tensione più che evidente: le sue labbra tremavano i suoi occhi erano ampie e lucidi, fissi su un punto lontano.

«Ho perso un pirata» affermò drammaticamente

Smise di perdere tempo ed indossò la prima giacca che trovò. Scese in strada direttamente in pigiama, voleva trovarlo al più presto. Dire che era preoccupata era riduttivo. Erano più o meno le 11.00 del mattino quando lasciò il grattacielo.

Girò intorno al condominio un paio di volte, voleva assicurarsi che non si fosse ubriacato e addormentato lì da qualche parte. Era davvero in pensiero per lui... eppure glielo aveva detto tante volte di non uscire da solo.
Il Capitano nel frattempo era riuscito a chiedere qualche informazione, ora sapeva dove si trovava ma non sapeva ancora come tornare. Si trovava ad Overtown, quartiere noto per i suoi crimini violenti e legati al traffico di droga. Jack non sapeva nemmeno come muoversi per quel quartiere, appariva come un labirinto di strade strette e buie, dove il cemento grigio dei palazzi, sembrava assorbire ogni traccia di luce. Le facciate degli edifici erano consumate dal tempo, dipinte con graffiti che raccontavano storie di ribellione e degrado.

Sapeva dove si trovava ma non sapeva dove vivesse Angelica...

A South Beach intanto la donna non aveva mai smesso di cercarlo. Angelica era sempre più demoralizzata, fece tanta strada a piedi e lo cercò soprattutto per le spiagge. Aveva pensato che magari Jack avrebbe potuto sentire la malinconia per la sua vecchia vita. Passò in rassegna anche tutti i locali della zona, ma niente. Si recò anche al porto e pretese di controllare di persona tutte le imbarcazioni che erano attraccate. I marinai l'avevano presa per pazza.

Intanto le ore continuavano a passare e Jack non sapeva più a chi chiedere aiuto. Si ricordò del pullman e di aver passato solo un paio di fermate, ma lì ce ne erano davvero tanti di autobus.

I due ex amanti erano tenuti separati da sole sette miglia.

Dato che la ricerca di Angelica, a piedi, non aveva prodotto alcun risultato decise di prendere la macchina e iniziò a girare tutta la zona di South Beach. Non l'aveva nemmeno sfiorata l'idea che Jack avesse potuto prendere un mezzo di trasporto, era convinta che lo avrebbe trovato lì in zona.
Si fece sera e il pirata era riuscito a trovare altre informazioni sul luogo in cui vivesse. Aveva raccontato delle meravigliose spiagge di sabbia bianca e dei grattacieli altissimi per non parlare dei negozi lussuosi. Un uomo gli indicò il mezzo di trasporto da prendere e verso l'ora di cena Jack era di nuovo di fronte al palazzo di Angelica. Era così contento di essere riuscito a tornare che si precipitò di corsa di fronte alla porta di casa. Provò ad aprirla ma la trovò chiusa, suonò il campanello ma nulla da fare. Così si mise ad aspettare seduto sulle scale.

La fanciulla era ancora in giro a cercarlo con la macchina, ma ormai aveva iniziato a piovere e c'era molto vento. Iniziò a farsi assalire dai pensieri:

-E se si ammalasse?-

-Se scivolasse e si facesse male?-

-Se qualcuno lo rapisse per vendere i suoi organi al mercato nero?-

After the stranger tidesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora