- CAPITOLO 27 -

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Preparatevi.

Io non mi assumo nessuna responsabilità!

Non chiedemi di pagarvi lo         psicologo, vi ho avvertite!💘

« Metti in moto » ordino agitata a Austin, mentre entriamo in macchina.

« Sai dove si trova? » domando.

« Si, ci vorrà un po »

« Non me ne frega un cazzo, accendi questa macchina e parti porca puttana! » sbotto nervosa come mai.

Lui non se lo fa ripetere e parte.

Le due ore e mezza di viaggio più estenuanti della mia vita.

La preouccupazione per Kyle, per Austin che ho costretto a venire e anche un po per me stessa.

Ma si rischia.
Per lui rischio.

Quando Austin spegne il motore, capisco che siamo arrivati e l'ansia sale a mille.

Non so quali debiti abbia il padre di Kyle con lei, non so che situazione troveremo, come comportarmi, non so praticamente nulla.

Austin scende dalla macchina e inizia a camminare.

Lo seguo, stando sempre dietro di lui.

Una strana adrenalina però, attraversa il mio corpo, dandomi la forza di superarlo e arrivare davanti la porta dell'edificio in poco tempo.

« Sei pronta? » mi domanda Austin, con la mano sulla maniglia.

« Cazzo si » dico, togliendo la sua mano e aprendo io la porta.

Ci ritroviamo in una stanza vuota e fredda, ma si sentono dei passi.

Ci spostiamo silenziosamente e per poco non il mio cuore non si ferma, quando appare Kyle da un'altra porta.

L'emozione prende il sopravvento e rimango paralizzata a guardarlo.

Lui é più sconvolto di me, ma allo stesso tempo arrabbiato.

Molto arrabbiato.

« Che cazzo ci fate qui!? » sbotta a voce bassa.

« Ti salviamo il culo » dico, guardandolo.

« Non devi essere tu a salvarmi il culo »

« Dov'é lei? » domando, ignorando cio che ha detto.

« Sta per arrivare » dice, poi si volta verso Austin.

« Le hai portate? » gli domanda.

« Di che parlate? » chiedo.

« Cazzi miei » dice Kyle, ferendomi.

Non ho mai avuto tanto coraggio nella vita e ora che per lui sto rischiando cosi tanto, é cosi che mi ringrazia?!

Sento gli occhi bruciare, ma mi sforzo di farmi vedere cazzuta.

« Queste » mi risponde Austin, cacciando due pistole dalle tasche.

Sgrano gli occhi e sbianco.

Sto per domandare a cosa servono, ma un rumore fortissimo si fa spazio nell'ambiente.

Qualcuno ha dato un calcio alla porta e sta avanzando verso di noi.

Oddio.
E' lei.

« Bentornato zuccherino... » mormora con un sorriso perfido a Kyle.

Quando mi vede, alza le sopracciglia e io mi immobilizzo.

« Pensavo ti piacessero le tette grosse figlio mio, lei? Davvero? » domanda a Kyle disgustata, guardandomi.

𝐌 𝐈 𝐍 𝐄 • 𝘚𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘢, 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘴𝘤𝘪?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora