Harry attese finché la casa non fu immersa nel silenzio. L'oscurità in campagna era così completa che, per un attimo, si chiese se la fuga fosse davvero una buona idea.
Comunque fosse, era rimasto in quella casa per poco più di otto ore e non ne poteva più. A parte il maiale, la vita di una fattoria non faceva per lui.
Sua zia possedeva un televisore in bianco e nero, un pezzo d'antiquariato che Harry non aveva mai visto prima e che riceveva a stento due canali. Il telefono era un altro cimelio da museo, con la ruota dei numeri e dal quale Louis aveva rimosso alcuni pezzi per renderlo inutilizzabile. Non c'era una connessione internet, niente stereo e nemmeno una lavastoviglie. In quella fattoria non c'era nulla all'infuori dei polli.
Ma non era stato niente di tutto ciò a rendere imperativa la fuga di Harry, bensì il fatto che, dopo cena, Alexandra gli aveva chiesto di leggerle qualcosa ad alta voce.
«La mia vista non è più quella di una volta», aveva spiegato. «Mi mancano i miei gialli. Harry, pensi che potresti...»
Harry era in grado di leggere, ovviamente, ma non bene e di certo non ad alta voce, per via della sua dislessia. Aveva dato un'occhiata al voluminoso romanzo che la zia gli porgeva speranzosa e il suo stomaco si era stretto in una morsa.
«Oh, non stasera», si era schermito in tono leggero. «Sono esausto!»
«Magari domani, allora.» La delusione della zia era stata quasi palpabile.
«Leggerò io per lei», si era offerto Louis, lanciando a Harry un'occhiata disgustata.
«Lo farebbe davvero? Le piacerà questo libro di James Kelton Gross, "Dove danza il diavolo?"»
Harry aveva guardato la zia, a dir poco sbalordito. Non sembrava proprio il genere di persona che si appassionava a un libro con un titolo del genere. E Louis Tomlinson sembrava l'ultima persona adatta a leggerlo per lei. Eppure, si erano seduti sul divano senza alcun disagio.
Harry si era ritrovato a desiderare di ascoltare la storia, soprattutto se letta dalla sua voce profonda. Persino il maiale era entrato in soggiorno e si era accucciato ai loro piedi.
Lui era rimasto escluso dal quadretto. Tutti pensavano che fosse una persona egoista e meschina. Ma che gli importava se Louis lo considerava una persona superficiale e viziata? Se ne sarebbe andato da lì prima che lui o chiunque altro scoprisse la verità.
Quando aveva raggiunto la sua camera in mansarda, aveva controllato di quanto denaro in contante disponesse. Non era molto, visto che di solito usava la carta di credito.
«Centocinquanta dollari dovrebbero bastarmi per trovare un telefono e farmi portare via da questo buco», aveva annunciato a voce alta, per sovrastare il suono della voce profonda e rassicurante di Louis, al piano di sotto.
Aveva bisogno di un piano d'azione. Se avesse trovato anche un telefono, si sarebbe messo in contatto con i suoi amici. Ma poi cosa avrebbe fatto, dopo? Suo padre era stato perentorio riguardo a quel soggiorno in Virginia.
Senza il suo supporto, Harry avrebbe dovuto cercarsi un lavoro. Non era mai stato una cima a scuola, né aveva alcuna esperienza lavorativa. Forse poteva vendere il volto per la pubblicità, oppure partecipare a un reality show. Ma come se la sarebbe cavata se gli avessero chiesto di imparare a memoria un copione? Il solo pensiero gli procurò un brivido di apprensione.
Perché suo padre gli stava facendo questo?
Harry ricordò quanto l'avesse trovato pallido e fragile l'ultima volta che si erano visti, e il brivido s'intensificò. Lui non l'avrebbe mai ferito deliberatamente. Per far piacere al padre, avrebbe anche accettato di rimanere alla fattoria, ma il pensiero che il giorno dopo sua zia gli avrebbe chiesto nuovamente di leggere lo paralizzava.
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UNEXPECTED LOVE » ls
FanfictionLouis Tomlinson, ex militare, dal sangue freddo e dalla capacità di tenere tutto sotto controllo, si ritrova a fare da guardia del corpo all'affascinante "uragano" Harry Styles. L'uomo in questione, sempre in prima pagina sulle riviste scandalistich...
