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Harry non riusciva a prendere sonno. La casa era immersa nel silenzio. Lui e Louis avevano smesso di giocare a poker soltanto un'ora prima, e lui aveva riso fino a farsi dolere lo stomaco.

Come poteva dormire, con la mente piena di progetti e speranze? E come poteva, se sentiva ancora il corpo in fiamme per la vicinanza di Louis, per come lo faceva ridere e pensare, rendendolo una persona completamente nuova?

Si stava innamorando di lui. E non c'era da stupirsene: chiunque, al suo posto, si sarebbe sentito attratto da un uomo così.

Tuttavia, non si trattava di una semplice attrazione fisica. In qualche modo, quell'infatuazione si stava trasformando in qualcosa di molto più profondo e importante.

Quel pensiero era così pericoloso ed eccitante che lui non voleva nemmeno prenderlo in considerazione, non se sperava di dormire qualche ora.

Tese l'orecchio, cercando di capire se anche Louis si agitava nel suo letto, poco lontano. Che cosa indossava, in quel momento? Era disteso con le braccia incrociate sotto la testa, a fissare il soffitto, proprio come faceva lui? Lo stava pensando con affetto? Stava sorridendo?

«Smettila!» ordinò a se stesso con severità.

Provò a concentrarsi sul suo nuovo progetto per finanziare la ricerca contro la dislessia, ma anche quello richiedeva un piano ben definito. Decise che, per una volta, avrebbe sfruttato la propria celebrità per uno scopo più grande.

Avrebbe cominciato organizzando un'asta di beneficenza. Poteva chiedere ai suoi amici di dargli una mano e donare qualche oggetto da mettere all'asta.

«Devo mettere tutto per iscritto!» esclamò, temendo che quelle idee potessero svanire durante la notte.

Tuttavia, era così raro che gli venisse in mente di scrivere, che si ricordò di non possedere nemmeno un quaderno o della carta. Alexandra doveva avere qualcosa in casa, ma prima di uscire dalla stanza, Harry si ricordò della cartelletta che aveva nascosto in fondo all'armadio.

Poteva usare il retro dei fogli. Così estrasse il plico e lo aprì. Una lettera cadde a terra, e lui non l'avrebbe letta, se non fosse stato per il nome di Louis sull'intestazione.

Era una lettera in cui Oscar Lowe supplicava Louis di proteggerlo. 

Proteggerlo? E da cosa?

Incuriosito, riprese a leggere. All'inizio non riuscì a comprendere appieno il significato del messaggio. Non aveva ricevuto lettere minatorie. La sua vita non era in pericolo da...

Poi, all'improvviso, capì tutto. Con la mano tremante ripose la lettera nella cartelletta.

All'interno trovò un fascio di lettere indirizzate a lui. Il contenuto era così osceno e malevolo che lo stomaco gli si strinse in una morsa.

«Perlomeno c'è qualcuno che scrive decisamente peggio di me...» borbottò, nel vano tentativo di scacciare la paura che lo attanagliava.

Per anni non aveva aperto la propria posta. Ne riceveva troppa: piccoli doni, richieste di denaro, fotografie di completi estranei, proposte di matrimonio... impossibile leggerle tutte. La corrispondenza veniva recapitata direttamente all'ufficio di suo padre, dove veniva controllata, filtrata e smistata.

Quel sistema l'aveva sempre soddisfatto, ma ora si sentiva insultato dal fatto che nessuno l'avesse messo al corrente del motivo per cui Louis Tomlinson fosse entrato all'improvviso nella sua vita.

Ora capiva perché la sua precedente guardia del corpo fosse scomparsa senza nemmeno salutarlo, e perché fosse stato "esiliato" nella fattoria della zia.

UNEXPECTED LOVE » lsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora