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Era stato uno stupido a offrirsi per tenere compagnia a Harry Styles, pensò Louis. Che cosa l'aveva indotto ad abbandonare la solita cautela e suggerire una cosa così spontanea e ridicola allo stesso tempo?

Anche il fatto che avesse detto di conoscere un gioco poco raccomandabile avrebbe dovuto metterli entrambi in guardia: non erano le carte il suo unico pensiero.

In realtà, sapeva benissimo quale fosse la causa di quell'insolita arrendevolezza in lui: occhi che avevano brillato di eccitazione quando gli aveva detto che poteva insegnargli qualcosa, e delle labbra che avrebbero potuto insegnare a lui un paio di cose.

Erano due uomini costretti a stare insieme da soli, se si escludevano il maiale che russava in cucina e una zia al piano di sopra.

La verità era che erano fin troppo consapevoli dell'effetto che avevano l'uno sull'altro, in un modo che poteva rivelarsi molto pericoloso per un uomo come lui, perché poteva fargli perdere il controllo. Per non parlare della testa.

Quando rientrarono in cucina e accesero la luce, Louis osservò che il riccio aveva legato i capelli con un nastro semplice, in una coda di cavallo, e indossava abiti neri. L'abbigliamento da ladro hollywoodiano. Il maglione a collo alto e i pantaloni scuri aderivano a ogni deliziosa curva del suo corpo. Lui era un soldato di ritorno da una guerra: stanco, con l'animo ferito e per nulla preparato a combattere quel genere di battaglia.

Stava per dirgli che aveva cambiato idea per quella notte, quando lo vide frugare nei cassetti della cucina ed estrarre trionfante un mazzo di carte.

«Ah! Un paio di mani di poker, tanto per non fare la figura del principiante la prossima volta.»

Non c'erano doppi sensi in quella proposta, pensò Louis con sollievo. Inoltre, non poteva comunque perderlo d'occhio, non finché lui era ancora sveglio, col completo nero e la valigia pronta per la fuga.

Una parte di lui sapeva di dover rimettere le cose su un piano razionale, ma un'altra non riusciva a distogliere il pensiero dai suoi occhi. Harry era consapevole di come rilucevano in una notte come quella? Di quanto fossero magnifici in contrasto con la maglia nera?

Harry dovette accorgersi dello sguardo di Louis, perché gettò i capelli oltre la spalla. Sapeva che effetto aveva un gesto del genere su un povero uomo dal sangue caldo?

Si sedettero uno di fronte all'altro al tavolo della cucina. Louis mischiò le carte, che erano vecchie e piuttosto macchiate, con voluta lentezza, per non fargli capire quanto se la cavasse bene con le carte.

Harry era così preso dai movimenti lenti e sicuri delle sue mani,  i piccoli giochi dei muscoli sotto la pelle da non notare i movimenti di Louis, che avrebbe potuto servirsi a suo piacimento del mazzo se solo lo avesse voluto.

«Conosci le regole di base del gioco?»

Harry annuì. Teneva le carte troppo lontane da sé e, quando si appoggiò allo schienale della sedia in una posa rilassata, Louis capì che aveva una buona mano.

Harry chiese il cambio di due carte e, quando le scoprì, il suo viso s'illuminò come il cielo la notte di Capodanno. Ormai era chiaro che aveva ottime carte, il che spiegava perché fosse stato battuto al torneo di celebrità. Louis giocò un paio di mani solo per capire il suo stile.

Sebbene Harry si sforzasse di concentrarsi, era evidente che l'attenzione non fosse il suo forte. Una volta confuse un sei con un nove, un'altra volta calò una scala di picche nella quale aveva inserito una carta di fiori.

«Vuoi puntare qualcosa?» domandò lui, in tono casuale.

«Va bene. Facciamo cento dollari a mano?» Harry lo disse con la massima naturalezza, come se fosse una somma normale per lui.

UNEXPECTED LOVE » lsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora