Quando loro due arrivarono alla fattoria, furono accolti da Benjamin, che corse giù per il portico con un entusiasmo che soltanto il giorno prima avrebbe fatto urlare Harry dalla paura, ma che adesso lo fece sorridere.
Era esausto. Aveva tenuto tra le mani un telefono cellulare e l'unica persona che aveva chiamato era stata suo padre. Avrebbe potuto contattare Barry, Lindsay o Becky. La lista era infinita.
«Posso occuparmi io del pollaio, se vuoi», si offrì Louis.
Era dietro di lui e salutò Benjamin con una carezza sulla testa.
«Non posso credere che tu l'abbia toccato.»
«In realtà è piacevole», replicò Louis.
«Piacevole in che senso?»
«Pulito. Il suo pelo è soffice come la seta.»
Harry rifletté che era arrivato al punto di provare gelosia per un maiale. Erano così vicini che, se avesse mosso un passo, le loro spalle si sarebbero toccate, e a quel punto Louis avrebbe avuto un'idea precisa di cosa significasse "soffice e setoso"!
«Non sono così stanco», annunciò ad alta voce.
Louis evitò il suo sguardo. Si allontanò da lui di un passo, come se poco prima gli avesse letto nel pensiero. «Ai polli posso pensarci io», insistette, cocciuto.
Oh, Harry non aveva dubbi al riguardo. Quell'uomo poteva di certo occuparsi di molte cose. Ma come avrebbe reagito a un tocco decisamente diverso, gentile e seducente?
Louis aveva un aspetto favoloso in quel momento, con un'ombra di barba sul viso e l'azzurro degli occhi reso più intenso dalla stanchezza. Se l'avesse toccato, sarebbero stati entrambi perduti. La fatica lo faceva sentire come se avesse bevuto un bicchiere di troppo.
«Non sono così stanco!» ripeté.
Non era così debole né così stupido da innamorarsi della propria guardia del corpo. Sarebbe stato come in un pessimo film. Anche se Louis si era riscattato un poco offrendogli il suo cellulare, quella non era una scusa valida per fantasticare sulla tensione che aleggiava tra loro. In realtà, il signor Tomlinson era soltanto un prepotente.
Harry avrebbe voluto più di ogni altra cosa entrare in casa, mangiare un boccone, farsi una doccia e dormire. Voleva allontanarsi dall'azzurro dei suoi occhi, dalla curva sensuale delle sue labbra e dal guizzo del muscolo del braccio che s'intravedeva sotto la sua camicia mentre accarezzava Benjamin.
Tuttavia, se fosse corso via, c'era la possibilità che Louis capisse che stava scappando da lui.
«Tu puoi aiutare me con i polli», dichiarò Harry, nel tono di chi stesse impartendo un ordine a un suo suddito.
Louis sembrò stupito, ma solo per un attimo. Stringendosi nelle spalle, lo seguì verso il pollaio. Harry resistette all'impulso di coprirsi il naso e lo vide fermarsi a braccia conserte, in attesa di ordini.
«Immagino che abbiano bisogno di cibo», esordì lui con una punta di esitazione. «Puoi farlo tu.»
«Sissignore.»
Harry avrebbe voluto prenderlo a pugni, ma poi restò a fissare i muscoli della sua schiena a bocca aperta, quando prese da uno scaffale un sacco di almeno trenta chili e se lo gettò sulle spalle. Come diavolo faceva sua zia a svolgere quel lavoro da sola?
Purtroppo, a Harry piaceva guardarlo lavorare: il movimento naturale dei muscoli, il percorso delle vene dalle mani fino alle...
Louis si voltò e, cogliendo il suo sguardo, sollevò un sopracciglio.
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UNEXPECTED LOVE » ls
FanfictionLouis Tomlinson, ex militare, dal sangue freddo e dalla capacità di tenere tutto sotto controllo, si ritrova a fare da guardia del corpo all'affascinante "uragano" Harry Styles. L'uomo in questione, sempre in prima pagina sulle riviste scandalistich...
